La Val di Chiana del Festival delle Musiche racconta l'edizione che si è appena conclusa

Chiusura del sipario sul Festival delle Musiche, il Festival che da XXIV edizioni fa risuonare la Val di Chiana aretina nei suoi tre filoni di ricerca: il longevo Festival Musicale Savinese per la musica classica, promotore del progetto insieme a...

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Chiusura del sipario sul Festival delle Musiche, il Festival che da XXIV edizioni fa risuonare la Val di Chiana aretina nei suoi tre filoni di ricerca: il longevo Festival Musicale Savinese per la musica classica, promotore del progetto insieme a Officine della Cultura con i suoi Corsi di Interpretazione Musicale e i suoi tradizionali concerti nel Chiostro di Palazzo di Monte a Monte San Savino; Suoni dalla Torre, la sezione con il cuore nella tradizione musicale Medievale e Rinascimentale e la stabile residenza nella Torre di Marciano della Chiana, grazie alla preziosa collaborazione con l’Accademia di Arti Antiche Resonars di Assisi; Tra-dizioni e Contaminazioni, il filone collegato alla contaminazione tra generi e repertori, alla ricerca che veicola la tradizione insieme all’innovazione e all’espressione del contemporaneo musicale in un itinerario che, insieme ad Arezzo, tocca tutti i rimanenti Comuni della Val di Chiana aretina.

I numeri raccontano di una presenza che si attesta sui tremila spettatori suddivisi tra i 14 eventi a pagamento e gli 8 gratuiti. Tra gli eventi più seguiti il concerto inaugurale che ha visto sul palco dell’Arena Eden l’Orchestra Multietnica di Arezzo in compagnia di Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Andrea Salvadori. Un ritorno d’eccezione per la formazione aretina guidata artisticamente da Officine della Cultura che ha condotto il pubblico in un viaggio affascinante tra le culture popolari grazie anche alla voce preziosa di Ginevra Di Marco. E ancora, nella cornice unica del Teatro all’aperto di Monte San Savino e nell’occasione dell’eclissi di luna più lunga del secolo, l’esibizione dell’inedito duo formato da Marina Rei e Paolo Benvegnù, cantautori carismatici dalla sensibilità non comune; unico concerto savinese che ha rinunciato al classico per un’immersione tra senso e intelletto nella poesia delle “Canzoni contro la disattenzione”. Tra gli eventi a pagamento numerosa accoglienza di pubblico anche per il debutto di “Corpi in attesa”, il progetto tra teatro, musica, live painting e salute guidato dalla competenza e dalla sensibilità di quattro aretini d’eccezione, tre doc e una acquisita: Simone Zacchini, Melania Mattii, Gianni Micheli e Stefano Cerisoli.

Confermato il successo di pubblico di Suoni dalla Torre nell’incantevole Torre di Marciano della Chiana, insieme allo sviluppo di un progetto originale, unico nel suo genere, collegato alla Battaglia di Scannagallo del 2 agosto 1554, la battaglia di Marciano, che sta sposando l’esperienza dell’ensemble Anonima Frottolisti di Assisi all’energia del Coro Giovanile Effetti Sonori di Foiano della Chiana e della sua giovane direttrice Elisa Pasquini. Preziosa, nell’edizione appena andata in archivio, anche la partecipazione del Gruppo Polifonico “F. Coradini” diretto da Vladimiro Vagnetti, gruppo storico della scuola polifonica aretina, insieme all’ensemble di musica antica Orientis Partibus. Oltre all’ormai attesa, anche in ragione della sua particolarità, mostra di liuteria e strumenti musicali del Medioevo e del Rinascimento con un omaggio speciale, nell’anno in corso, al liutaio Vincenzo Cipriani, apprezzato musicista assisano che ha contribuito a formare, con i suoi strumenti, più di una generazione di studenti e professionisti della musica antica.

Tra le punte di diamante della XXIV edizione del Festival delle Musiche, nella sezione Tra-dizioni e Contaminazioni, il debutto a Cortona del nuovo progetto dell’Ensemble Ubertini diretto dal talentuoso Lorenzo Antonio Iosco, che ha portato sul palcoscenico il soprano Silvia Vajente e Kristina Blaumane, primo violoncello della London Philarmonic Orchestra; e ancora l’attesa messinscena ad Arezzo dell’ultimo progetto teatrale di Paolo Benvegnù, “H3+ - Dai primordi della terra al mondo vegetale”, prodotto da Officine della Cultura e Woodworm. Di successo il duo Else-Linde Buitenhuis e Eline Bergmann a Castiglion Fiorentino; Officina Popolare con il ritmo irresistibile della tarantella a Foiano della Chiana; la poesia di Dino Campana portata in musica da Massimiliano Larocca e Riccardo Tesi a Lucignano; le percussive sonorità sudamericane del gruppo Bandidas a Civitella in Val di Chiana.

Il Festival Musicale Savinese va invece in archivio con un percorso forse per il primo anno eccezionalmente eclettico che ha attraversato la musica classica con la poesia (con il duo Sara Bonetti e Carlo Benedetti), con la tradizione (grazie a Nando Citarella, Paola Crisigiovanni e Alessandro Perpich), con la modernità di Mario Castelnuovo-Tedesco (presentato da Raffaele Ravasio e Samuele Amidei), con la timbrica (con il Triskeles Saxophone Quartet), con la rilettura in chiave jazz delle profondità di Bach (Francesco Attesti, Maurizio Bozzi, Maicol Cucchi) e con gli omaggi ai due giganti Rossini e Schubert presentati dall’Ensemble Ouvert del Festival Musicale Savinese. Oltre al saluto ai tanti studenti che hanno frequentato i Corsi di Interpretazione animando di sonorità preziose l’intero borgo di Monte San Savino.

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Grande soddisfazione dunque per i direttori artistici, Alessandro Perpich, Massimiliano Dragoni e Luca Roccia Baldini; per Officine della Cultura curatrice del Festival in collaborazione con AS Monteservizi e Associazione Resonars; per i Comuni della Val di Chiana aretina coinvolti insieme a Regione Toscana e Provincia di Arezzo e per i sostenitori privati – Estra, Coingas e Chimet - di una manifestazione che continua il suo percorso di ricerca e di sviluppo teso a valorizzare un territorio insieme ad una tradizione musicale colta e allo stesso tempo popolare, anche a costo del sacrificio dei grandi numeri. L’appuntamento è fissato per la prossima estate con la promessa mantenuta di un progetto che ha la musica nell’anima.

Foto di Antonio Viscido

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