menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Prima la salute o sarà sciopero generale". Sindacati all'attacco, Confindustria: "Si perdono 100 miliardi al mese"

Dalle segreterie toscane Fim Fiom e Uilm arriva l'invito ad "agire per mettere in sicurezza gli impianti e prepararsi per il fermo produttivo"

"O mettiamo prima la salute oppure sarà sciopero generale". L'avvio della prima giornata della "serrata totale" dopo l'ultimo decreto della presidenza del consiglio dei ministri parte così. La voce è quella dei sindacati che alzano i toni nei confronti del governo dopo che nell'ultimo provvedimento sono state inserite ulteriori aziende da tenere aperte, nonostante il pre-accordo di sabato pomeriggio non le avesse previste.

“Cgil, Cisl e Uil invitano categorie e Rsu - si legge in un tweet della Cisl - appartenenti ai settori aggiunti nello schema del decreto che non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali a mettere in campo iniziative di lotta e mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero generale". Durissima anche la presa di posizione della Cgil che, attraverso le parole del segretario generale Maurizio Landini ha chiesto di modificare il decreto applicando delle misure più restrittive volte alla tutela della salute dei lavoratori. 

A replicare ai sindacati è stato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: “Sciopero generale? Con questo decreto si pone una questione che dall'emergenza economica ci fa entrare nell'economia di guerra", avverte il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dopo lo stop a tutte le attività economiche non essenziali. "Il 70% del tessuto produttivo italiano chiuderà. Se il Pil è di 1800 miliardi all'anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese, se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni", ha sottolineato, ospite di Circo Massimo su Radio Capital.

Dai segreterie sindacali metalmeccanici della Toscana

La nota congiunta dei segretari Alessandro Beccastrini, Massimo Braccini, Vincenzo Renda

"Non ci sono le condizioni minime per tornare domani al lavoro, fermata generale domani e martedì 24 marzo in attesa di chiarezza sul decreto. A seguito delle comunicazioni del presidente del consiglio Conte e del decreto legge, in attesa, delle necessatie precisaizoni attuative dello stesso, riteniamo che le aziende debbano agire per mettere in sicurezza gli impianti e prepararsi per il fermo produttivo. In attesa dei necessari chiarimenti e di capire cosa dovrà essere fermato e cosa eventualmente dovrà proseguire nell'attività, riteniamo non esserci le condizioni minime tra i lavoratori di serenità e tranquillità tali per tornare domani al lavoro. Per queste ragioni Fim, Fiom, Uilm della Toscana sono a sollecitare tutte le imprese e le loro associazioni di rappresentanza a optare per una fermata generale di lunedì 23 e martedì 24 marzo utilizzando la cig Covid-19. Sono fatte salve le attività necessarie per mettere in sicurezza gli impianti ed altre eventuali inderogabili e documentabili attività. Nelle aziende nelle quali non si riscontrerà tale disponibilità si agirà con lo sciopero confermato a livello nazionale da Fim Fiom e Uilm. Qualora dovessero pervenire divere indicazioni o iniziative proclamate a livello nazionale di categoria o confederale di atteremo a tali disposizioni".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Il menestrello Grifo, il 'morto resuscitato' del castello di Poppi

  • Psicodialogando

    Perché sono affascinanti le donne mature?

  • Calcio

    Triestina-Arezzo. Le pagelle di Giorgio Ciofini

Torna su

Canali

ArezzoNotizie è in caricamento