Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

La commissione banche si chiude al veleno. Casini: "Relazione seria", l'opposizione: "Polvere sotto il tappeto"

Polemica fino all'ultimo giorno, con una battaglia durissima sulla relazione finale. Si chiude così il capitolo della Commissione parlamentare sulle banche, presieduta da Pierferdinando Casini e che ha tentato di far luce sulle crisi del sistema...

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Polemica fino all'ultimo giorno, con una battaglia durissima sulla relazione finale. Si chiude così il capitolo della Commissione parlamentare sulle banche, presieduta da Pierferdinando Casini e che ha tentato di far luce sulle crisi del sistema nazionale degli istituti di credito.

Ieri l'ultimo atto della commissione, con la votazione sulla relazione finale: non è stata trovata infatti una sintesi comune, ma si è votato sul testo della maggioranza. Che è stato approvato con 19 voti favorevoli. Una maggioranza relativa: 6 si sono astenuti (tre di Forza Italia, uno del Pd, uno del gruppo misto di maggioranza e uno del Gal) e 15, il resto delle opposizioni, hanno espresso voto contrario.

Una relazione seria, decisa e allo stesso tempo equilibrata, non elettorale che risponde agli obiettivi istituzionali che la commissione aveva nel suo oggetto istitutivo - ha detto il presidente della bicamerale di inchiesta, Pierferdinando Casini -. Considerando la ristrettezza dei tempi a me sembra un mezzo miracolo.

Amaro il commento delle opposizioni, tra cui quello di Carlo Sibilia del M5S:

Non ci sono responsabilità, non ci sono ristori per i risparmiatori, non possiamo accettare che dopo due mesi intensi di lavori questa sia la conclusione. Mi sembra sia stata barattata la stabilità del sistema, mettiamo la polvere sotto il tappeto e ci rivediamo dopo le elezioni.

Il contenuto della relazione

"Nello scenario che ha caratterizzato l'ultimo decennio, l'esercizio dell'attività di vigilanza non si è dimostrato del tutto efficace", ha spiegato il vice presidente Mauro Marino (Pd) che ha presentato la relazione. E ancora:

La disamina e l'approfondimento di alcuni eventi che hanno contraddistinto l'azione della vigilanza - nella specie di Banca d'Italia e Consob - ha fatto emergere, nell'ambito dell'inchiesta oggettive debolezze nella collaborazione e nello scambio reciproco di informazioni rilevanti tra i due organismi.

Dicembre caldo

Numerosi i passaggi della relazione che hanno riguardato Banca Etruria: le audizioni che hanno riguardato l'ex istituto di credito aretino hanno infiammato il dibattito politico lo scorso mese di dicembre. Come quelli di Vegas, che tirò in ballo Maria Elena Boschi. Oppure come quello dell'ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni o di Carmelo Bargallo. Alla fine di novembre fu ascoltato anche il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, titolare delle inchieste legate al crac di Etruria.

Foto: Pierferdinando Casini

@MattiaCialini

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