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Giovedì, 11 Agosto 2022
Economia

Banca Intesa, firmato l'accordo per il contratto integrativo che tocca 650 dipendenti aretini. Continua la chiusura delle filiali

Dichiarazione di Fabio Faltoni, responsabile provinciale della FABI–Federazione Autonoma Bancari Italiani e coordinatore per la Toscana Sud della FABI in Intesa Sanpaolo

Sono 650 i lavoratori aretini ai quali fa riferimento il contratto integrativo aziendale di Banca Intesa. L'accordo e la firma sono arrivati nella notte fra martedì e mercoledì 8 dicembre. Hanno partecipato tutte le sigle sindacali. Si tratta del contratto di secondo livello che va a integrare e migliorare il contratto nazionale di lavoro. A darne notizia è Fabio Faltoni, rappresentante sindacale della Fabi e coordinatore dello stesso sindacato per la Toscana del sud di Banca Intesa. "Si tratta di un contratto che avrà una validità triennale fino al 2025 e che conclude il percorso di “armonizzazione” delle norme interne per il personale ex Ubi con quelle di Intesa Sanpaolo, dopo la fusione dell’aprile scorso. A livello nazionale riguarda circa 80mila dipendenti Intesa, compresi i 15mila della ex Ubi;, mentre a livello locale, i lavoratori coinvolti da questa nuova normativa aziendale sono circa 650 in tutta la provincia. Molte sono state le materie disciplinate nell’accordo dell’altra notte, concernenti il welfare aziendale, ruoli e percorsi professionali, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, banca del tempo per dipendenti con familiari disabili o in stato di necessità, regole per i trasferimenti, formazione a distanza, permessi retribuiti per somministrazione del vaccino anti Covid -19, previdenza integrativa e altro ancora. Non solo, ma alla luce di quello che sarà il nuovo piano industriale di Intesa Sanpaolo, la cui uscita è prevista per il prossimo febbraio, sono già state fissate le ulteriori materie da affrontare fra sindacati e banca, nel primo semestre 2022; tra queste, le indebite pressioni commerciali sui lavoratori - tema sempre presente, anche in Toscana - e la cosiddetta Filiale On Line. E’ un ottimo accordo, su materie molto sensibili, che riguardano il lavoro in senso stretto e anche il welfare aziendale; è un accordo che porta finalmente a compimento l’integrazione dei dipendenti ex Ubi in Intesa e che getta le basi (avendo come scadenza fine 2025) per il futuro lavorativo di tante persone nella prima banca in Italia."

Intanto continuano i processi di chiusura e di accorpamento delle filiali. Tra pochi giorni toccherà a quelle più cittadine come via Montefalco, via Vittorio Veneto, Saione e viale Santa Margherita. I conti correnti saranno accorpati nella sede dell' ex Cassa di Risparmio di Firenze di Via Roma. Poi toccherà alla chiusura delle filiali di Olmo e Alberoro, che si accorperanno a Pieve al Toppo. La filiale ex Ubi di Capolona era stata già accorpata a quella di Subbiano nel mese di ottobre.

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