Cronaca

Respiratori e mascherine non certificate, indagini in corso. Il nodo del nulla osta sanitario

Dopo i sequestri di mascherine ci sono indagini in corso anche sul fronte di respiratori importati dalla Cina da parte di un'azienda di Arezzo

Prima le mascherine, adesso i respiratori. La Guardia di Finanza di Arezzo è in piena fase di indagine dopo le prime sei denunce e la ricostruzione della filiera di importazione e vendita delle mascherine non certificate.

72mila in tutto ne sono state sequestrate a partire da una farmacia del centro di Arezzo, che le ha messe in vendita nonostante la mancanza di un marchio di registrazione dell'Unione Europea. Nel pieno dell'emergenza per la diffusione in Italia del coronavirus e della mancanza di dispositivi di protezione come le mascherine, oppure di strumenti per supportare la respirazione dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive, il Ministero della Salute ha emesso, a inizio marzo, una circolare con la quale spiegava le modalità di importazione, ma comunque autorizzata, per alcuni presidi sanitari di urgente necessità.

Ci sono regole diverse a seconda del tipo di mascherina, e pare che nel sequestro aretino questi procedimenti non siano stati ottemperati. O meglio il farmacista non abbia verificato che il nulla osta fosse stato ottenuto o fosse presente la certificazione Ce. Perché il marchio dell'Unione Europea, quando c'è, è la garanzia che quel prodotto corrisponde agli standard richiesti e può essere utilizzato per lo scopo per cui è nato, senza fare danni alla salute. In mancanza di tale certificazione il respiratore o la mascherina che sia non possono essere posti in vendita

Le indagini in corso

Sul fronte delle farmacie la Finanza sta continuando a indagare anche ad Arezzo, per capire se la diffusione delle mascherine abbia interessato altri punti vendita, con tutta la difficoltà del caso, vista la forte diffusione di tali presidi nel territorio e la somiglianza tra quelle che hanno ottenuto la certificazioni e quelle che ne sono prive. Il sequestro di 800 pezzi fatto ad Arezzo potrebbe non essere l'ultimo. Per adesso il titolare della farmacia è stato denunciato per frode in commercio. L'inchiesta è in mano al procuratore Roberto Rossi.

Sul fronte dei respiratori ci sono poche informazioni, le indagini appaiono ad uno step meno avanzato rispetto alle mascherine e quindi c'è riserbo da parte della Finanza. Al monento l'indagine è confermata e riguarderebbe una partita di respiratori destinati alla Regione Lazio per le terapie intensive degli ospedali, che un'azienda aretina ha acquistato, come importatrice, dalla Cina, dopo aver vinto il bando regionale. Anche in questo caso è la certificazione europea a mancare e quindi 4 di questi macchinari sonos tati sequetsrati ad Arezzo, gli altri 316 non sono ancora arrivati.

La normativa

Si legge nel sito del Ministero della Salute:

Per i dispositivi medici ai sensi delle normative vigenti in materia, considerata l'emergenza sanitaria in corso e la carenza di tali prodotti sul territorio nazionale, potrà essere autorizzata l'importazione ai sensi del DL 2 marzo 2020, n. 9 - Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 - (GU n.53 del 2-3-2020, art 34 c.3), mediante il rilascio del nulla osta sanitario (Nos) da parte dell'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera dei Servizi Assistenza Sanitaria Naviganti territorialmente competente.

La procedura prevede che "Gli operatori commerciali che intendono importare queste ultime tipologie di mascherine, qualora non siano in regola con la marcatura Ce potranno effettuare le operazioni di importazione ma dovranno inoltrare richiesta di autorizzazione all' Usmaf di pertinenza con allegata documentazione tecnica. Qualora la documentazione a corredo della richiesta di importazione attesti la congruità tecnica del dispositivo, già rilasciata da parte dell 'Istituto Superiore di Sanità, si procederà a celere rilascio del Nos. Qualora invece tale documentazione non sia presente, l'Usmaf invierà la richiesta al Dipartimento della Protezione Civile per il coordinamento dell'emergenza sanitaria in corso al fine di acquisire parere favorevole da parte dell'Iss, prima di rilasciare il nulla osta sanitario."

Tipologia di mascherine

Il Ministero della Salute le classifica in due categorie: mascherine a utilizzo dispositivo di protezione individuale, tra cui, secondo la circolare del Ministero della Salute 4373/2020, le ‘mascherine di tipo almeno Ffp2’ non sono classificate come dispositivi medici e non necessitano quindi del nulla osta sanitario, non rientrando tra le merci da sottoporre a sorveglianza sanitaria da parte dell’Usmaf-Sasn (Min. Sal. circ., 8506/2020). Devono però soddisfare i requisiti essenziali di salute e di sicurezza e recare la marcatura Ce; e le mascherine chirurgiche che sono dispositivi medici e necessitano sia del Nos che della marcatura Ce.

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