Scandalo Coingas, Bardelli: "Non posso parlare, ma resto lucido. Grazie agli aretini per la marea di solidarietà"

Con un lungo post sul proprio profilo Facebook Bardelli ha ripercorso le ultime concitate ore che hanno visto la chiusura delle indagini per lo scandalo Coingas. Parte dell'inchiesta lo riguarda direttamente: è accusato di corruzione

Roberto Bardelli

"Ieri mattina, di buon'ora, si sono presentati al distributore due agenti della Digos che mi hanno fatto firmare il foglio di fine indagine". Così con un lungo post sul proprio profilo Facebook, pubblicato nel cuore della notte, Roberto Bardelli ha ripercorso le ultime concitate ore della chiusura delle indagini per lo scandalo Coingas. Parte dell'inchiesta lo riguarda direttamente: Bardelli infatti è accusato di corruzione per nel filone che interessa Multiservizi. 

"Era il 15 gennaio - scrive Bardelli - quando a casa si sono presentati gli agenti per la perquisizione, perquisizione che poi è proseguita al mio distributore. Posso ancora parlare poco della vicenda, l'accusa che pende sulla mia testa è ovviamente grave, corruzione. In questo periodo, su consiglio dell'avvocato, non ho rilasciato dichiarazioni, così come ora non posso parlare apertamente della vicenda in questi giorni perché dobbiamo ancora decidere la linea difensiva da seguire...io vorrei dire tante cose, parlare, sfogarmi, ma capisco che per ora la linea tracciata dal mio legale è la calma, la tranquillità, non farsi prendere dall'agitazione, rimanere lucidi e reattivi".

"Conversazioni registrate di nascosto e una promessa in cambio della presidenza di Multiservizi"

Ma cosa accadde? Negli ormai celebri file audio trovati dalla Digos nel pc di Staderini emersero delle conversazioni che coinvolgevano Bardelli, il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi e il sindaco Ghinelli. Nella prima conversazione - alla quale erano presenti anche Ghinelli e ovviamente Staderini che registrò tutto con il proprio cellulare -  emerge il disappunto di Bardelli e Roggi per il fatto che Amendola non avesse  "onorato la promessa fatta". Quale? Quella di far ottenere 200mila euro Bardelli  in cambio di una "indicazione" al sindaco, da parte dello stesso Bardelli, del nome di Amendola quale amministratore da nominare per Arezzo Multiservizi Srl. In pratica - sostiene l'accusa - Amendola avrebbe spostato i conti della Multiservizi presso uno sportello di un istituto bancario della provincia di Perugia. L'afflusso di "alcuni milioni di finanza [...] avrebbe indotto la banca ad elargire la somma di 200mila euro al consigliere comunale" che aveva "impellente necessità per far fronte a gravi difficoltà delle sue attività economiche personali".

In seguito però i soldi non furono spostati e Bardelli non trasse benefici da questa "indicazione". Ma il reato che agli occhi del pm Andrea Claudiani si è configurato è pesante: corruzione. 

Nel lungo post notturno, il consigliere comunale ringrazia la sua famiglia, che lo ha sostenuto in questi momenti difficili e poi parla della solidarietà ricevuta dagli aretini.

Una marea di solidarietà, di bei gesti, di parole dolci e di pensieri stupendi nei miei confronti che sinceramente mi ha lasciato un po' stordito. In tutta onestà non pensavo di ritrovarmi al mio fianco cosi tante persone che hanno stima nei miei confronti e che mi hanno dimostrato una sincera e appassionata voglia di stare al mio fianco in questa inusuale battaglia. E la stessa sorpresa l'ho avuta con una marea di clienti al distributore, gente che conosco da anni ma di cui a volte non so neanche il nome, che in questi mesi passava dall'impianto e con fare sommesso e molto educato ha espresso nei miei confronti parole belle e confortanti...con qualcuno mi è anche scappata qualche lacrimuccia... nei prossimi giorni vedremo sul da farsi con il mio avvocato, nel frattempo, a tutti voi, vi regalo il mio cuore, un pensiero stupendo e un forte abbraccio...senza di voi sarebbe stato molto, ma molto, ma molto più difficile. Forza e coraggio, andiamo avanti!

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