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Covid, impennata di casi e variante inglese. D'Urso: "Situazione sotto controllo, tanti tamponi e tanti asintomatici"

Il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Antonio D'Urso, commenta l'escalation di casi di Covid che si è avuta a partire dalla scorsa settimana. Il picco si è registrato domenica scorsa, con 119 nuovi infetti nel territorio provinciale a fronte di 2687 tamponi

 

"Crescono i contagi, ma è cresciuto anche il numero dei tamponi eseguiti". Così il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Antonio D'Urso, commenta l'escalation di casi di Covid che si è avuta a partire dalla scorsa settimana. Il picco si è registrato domenica scorsa, con 119 nuovi infetti nel territorio provinciale a fronte di 2687 tamponi, mentre ieri sono emersi ben 86 casi ma su soli 530 tamponi. Gli screening di massa sul territorio (vedi Sansepolcro), ma anche l'esito dei tracciamenti, avrebbe fatto impennare nei giorni precedenti il numero dei test (in media sono stati sulle 2000 unità), e gli esiti sono stati chiari. 

"La situazione dell'Aretino è  di incremento - spiega D'Urso -, ma il dato è legato all'attività importante dei test che in questi giorni si stanno eseguendo. Gli esiti mostrano come nella gran parte dei casi ci si trovi di fronte ad asintomatici, che quindi non hanno un particolare coinvolgimento clinico. Di fatto, in questo momento la situazione è sotto controllo". 

Nell'Aretino, come nel resto della Toscana e nella vicina Umbria sono emersi anche casi di "variante inglese".L'ultimo dato ufficializzato dalla Asl parla di 8 casi, ai quali se ne affiancano altrettanti di variante brasiliana

"La variante inglese è una variante che si autoseleziona - commenta D'Urso - io la considero una mutazione fisiologica di un virus che ha l'obiettivo di sopravvivere.  La diagnosi si ha con il tampone molecolare e i sospetti emergono nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una diffusione del virus che assume particolari livelli di importanza per numero di persone coinvolte per singolo cluster."

Per frenare le varianti, ogni volta che i sanitari si trovano di fronte a casi sospetti, è stato alzato il livello di attenzione. Ad esempio sono considerate persone sintomatiche sospette coloro che rientrano da alcuni paesi stranieri come Brasile, Gran Bretagna, Sudafrica e Austria, persone che hanno o hanno avuto contatti con aree epidemiologiche in cui si registra una impennata di casi in un breve periodo.

"In tutti questi casi - spiega D'Urso - cambiano le regole anche per la ricerca dei contatti dei casi accertati o sospetti per variante che è effettuata non più per le 48 ore precedenti l’inizio della sintomatologia o la data di effettuazione del tampone, ma il periodo è esteso ai quattordici giorni precedenti".

I contatti dei casi sospetti o accertati per variante saranno sottoposte alla quarantena per 14 giorni e non più per 10 giorni ed eseguiranno un tampone all’inizio ed uno alla fine del periodo di osservazione domiciliare.

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