Affaire Coingas, indagini chiuse: 20 giorni per valutare le strategie difensive. 13 indagati, anche il sindaco di Arezzo

A Ghinelli è stato contestato, oltre al favoreggiamento per le "consulenze d'oro" e per la nomina del presidente di Multiservizi, anche il reato di abuso d'ufficio sia per la vicenda di Coingas sia per la nomina alla presidenza di Estra di Francesco Macrì

Il pm Andrea Claudiani che ha siglato l'avviso di chiusura delle indagini

Venti giorni per consultare il fascicolo, leggere gli atti acquisiti dalla procura, mettere a punto una strategia difensiva. Nelle prossime settimane i legali dei 13 indagati per l'affaire Coingas (inchiesta che ha visto dipanarsi anche un filone relativo ad Arezzo Multiservizi e uno sulla nomina di Francesco Macrì alla presidenza di Estra) valuteranno bene la situazione e decideranno i passi da fare. Gli indagati - tra loro anche il sindaco Alessandro Ghinelli, il presidente di Estra Francesco Marcrì, l'ex presidente di Multiservizi Luca Amendola, e poi Scortecci, Staderini, Bardelli - potranno decidere se presentare una memoria, chiedere di rilasciare una dichiarazione o sottoporsi ad un interrogatorio del pubblico ministero. Solo dopo magistrato potrà procedere con la richiesta di rinvio a giudizio davanti al Gip. 

Ma chi sarà il pm? Sembra ormai certo che a ereditare la scottante inchiesta coordinata da Andrea Claudiani, sarà il pm Roberto Rossi. 

Il fascicolo, che conta 6mila 141 pagine, sarà quindi studiato sia dall'accusa, sia dalla difesa. nei minimi dettagli. 

Che la chiusura delle indagini fosse prossima, ormai da giorni era chiaro. Quello che ha sorpreso però sono stati  nuovi capi di imputazione e ulteriori nomi emersi tra gli indagati. A Ghinelli è stato contestato, oltre al favoreggiamento per le "consulenze d'oro" e per la nomina del presidente di Multiservizi, anche il reato di abuso d'ufficio sia per la vicenda di Coingas sia per la nomina alla presidenza di Estra di Francesco Macrì. E proprio quest'ultimo adesso compare nelle carte: anche su di lui pende l'accusa di abuso d'ufficio. 

Chi sono gli indagati 

Complessivamente l'avviso di conclusione delle indagini è stato inviato a tredici persone: il sindaco Alessandro Ghinelli, Sergio Staderini, Pier Ettore Olivetti Rason, Jacopo Bigiarini (dello studio legale Olivetti Rason), il commercialista Marco Cocci, Mara Cacioli (ex dipendente in pensione di Coingas), l'assessore Alberto Merelli, il presidente di Estra Francesco Macrì, l'avvocato Stefano Pasquini, l'amministratore di Coingas Franco Scortecci, il consigliere comunale Roberto Bardelli, il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi e l'ex presidente Multiservizi Luca Amendola. Naturalmente le posizioni sono diverse e i reati imputati non sono gli stessi per tutti.

Maxi consulenze di Coingas

L'intera inchiesta ha preso il via la scorsa estate dalla vicenda delle maxi consulenze Coingas. L'ex presidente Sergio Staderini e il commercialista aretino Marco Cocci sono stati indagati per peculato in concorso. Reato questo ipotizzato anche per le consulenze affidate allo studio legale fiorentino di  Pier Ettore Olivetti Rason. Consulenze definite "d'oro" che, stando a quanto ricostruito dalla procura, sarebbero arrivate ad un valore di 440mila euro.

Per questi fatti Ghinelli insieme all'assessore Merelli, alla segretaria di Coingas Mara Cacioli, a Franco Scortecci e all'avvocato Stefano Pasquini sono accusati di favoreggiamento in concorso. 

Secondo la procura ci sarebbero state "pressanti e reiterate richieste, materialmente effettuate dall'assessore al bilancio del Comune di Arezzo Merelli su incarico del sindaco [..] dirette ed indirette, nei confronti dei membri del collegio sindacale della Coingas, volte esplicitamente ad ottenere dagli stessi la violazione dei loro doveri ed in particolare ad omettere rilievi e censure attinenti le erogazioni delle somme [...]; il tutto anche mediante la prospettazione della dipendenza della loro nomina e della loro carica da decisioni dell'amministrazione comunale, avvalendosi d elle loro qualità di pubblici ufficiali e di incaricati di pubblico servizio".

L'abuso d'ufficio, per Ghinelli e Merelli, si configurerebbe per il fatto che, secondo il pm Claudiani, "intenzionalmente procuravano ingiusto profitto a Staderini Sergio, Cocci Marco, Olivetti Rason Pier Ettore ed ingiusto danno al Comune di Arezzo, socio di maggioranza della Coingas spa, nonché agli ulteriori Comuni della Provincia di Arezzo, anch'essi soci della stessa Coingas, omettendo di far rilevare, nell'esercizio dei poteri derivanti dalla qualità di socio del Comune di Arezzo, l'ingiustificata elargizione di somme a terzi ad opera della partecipata (con relativa diminuzione di utili da distribuire ai soci)".

Il caso Multiservizi

Le perquisizioni eseguite durante le indagini per l'affaire Coingas hanno portato al sequestro di un pc di Sergio Staderini. Nella memoria del computer gli inquirenti hanno scovato numerosi file audio. Due di questi hanno portato ad ipotizzare un altro reato, legato alla nomina di Amendola alla presidenza di Arezzo Multiservizi. In questo caso si parla di corruzione: è quanto viene contestato al consigliere comunale Roberto Bardelli e al presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi. I due avrebbero svolto attività di "intermediazione, istigazione", ricevendo da Amendola "la promessa di utilità per euro 200.000, destinate al Bardelli, (da corrispondere a titolo formale di prestito  per il tramite di un istituto bancario)", per "l'indicazione al sindaco di Arezzo, nell'ambito degli accordi politici della coalizione consiliare di maggioranza, del nominativo di Amendola quale componente del Consiglio di amministrazione e poi amministratore unico della società partecipata Arezzo Multiservizi".

Di fatto però in seguito non si sono mai verificati movimenti di denaro. 

Per questo filone il sindaco di Arezzo e Sergio Staderini sono accusati di favoreggiamento reale, perché avrebbero aiutato Bardelli ad assicurarsi il sostegno economico del quale aveva bisogno, attivandosi nei confronti dello stesso Amendola.

Il nuovo filone: la nomina di Macrì

Nell'avviso di chiusura delle indagini emerge poi un colpo di scena. Viene infatti contestato a Ghinelli, Merelli (quali sindaco e assessore del Comune di Arezzo), Staderini  e Francesco Macrì (definito nelle carte come istigatore e beneficiario) il reato di abuso d'ufficio per la nomina di quest'ultimo alla presidenza di Estra. Secondo la ricostruzione del pm Claudiani, sindaco, assessore e presidente di Coingas, si sarebbero accordati per tale nomina violando un articolo in base al quale è vietato "il conferimento di incarichi di amministrazione in enti privati in controllo pubblico, quale Estra era, a coloro che avessero rivestito nell'anno precedente la carica di consigliere comunale in Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti". Ma Macrì, sostiene Claudiani nell'atto "alla data della nomina o comunque immediatamente prima, era membro del consiglio comunale di Arezzo". Secondo il pm inoltre non sarebbero stati osservati gli "obblighi di imparzialità e di buona amministrazione, essendo stato Macrì preposto alla carica in assenza di ogni istruttoria e valutazione in merito alla idoneità e sulla base di pregiudiziali ed arbitrarie determinazioni ed allo scopo di vantaggi nella competizione politica."

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