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Caso Moretti, chiuse le indagini: intreccio di società e imprese "dormienti usate come bancomat". Le accuse

Al patron del gruppo, Antonio Moretti, ai  figli Andrea, Alberto e Monica, alla sorella Giovanna e agli stretti collaboratori Marcello Innocenti e Paolo Farsetti è contestato il reato di associazione a delinquere. Altri reati contestati sono autoriciclaggio, appropriazione indebita e bancarotta

Ventidue pagine nelle quali si sintetizza un'inchiesta lunga e complessa: l'avviso di chiusura delle indagini sulla vicenda Mortetti è stato siglato dal pm Marco Dioni e notificato ieri. Dal giorno in cui esplose il caso (il 28 novembre del 2018) è passato oltre un anno e mezzo, durante il quale gli uomini della Guardia di Finanza hanno continuato ad approfondire le carte, e con questo atto la procura ha delineato nuove accuse nei confronti di amministratori e prestanome dell'intricato sistema societario che sarebbe emerso durante gli accertamenti.

Al patron del gruppo, Antonio Moretti, ai  figli Andrea, Alberto e Monica, alla sorella Giovanna e agli stretti collaboratori Marcello Innocenti e Paolo Farsetti è contestato il reato di associazione a delinquere. Altri reati delineati sono autoriciclaggio (per circa 25 milioni),  appropriazione indebita (per Moretti senior si parla di un milione e 238 mila euro, per il figlio Andrea di 4 milioni e 800 mila euro, mezzo milione per Alberto), e bancarotta. Spunta inoltre un nuovo indagato: il sommelier Luca Gradini, accusato di aver emesso una fattura falsa da 20 mila euro in favore di una società di Moretti.

La ricostruzione della Procura

Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore Dioni, quello creato dai Moretti era un “sistema articolato e complesso di società intestate a prestanome facendole partecipare da altre società ubicate all'estero, ma gestite di fatto dall'Italia, utilizzandole per scopi estranei, per spese personali, per investimenti nel settore agricolo, tessile, immobiliare, utilizzando lo schermo societario”. Si parla della distrazione di milioni di euro (oltre 10) dai conti di società poi fallite, come la Sdm Srl, M&M Financial Spa.

"Groviglio di società fallite: così evasi milioni di euro", le indagini delle Fiamme Gialle

I fatti contestati riguardano circa dieci anni di attività, dal 2009 al 2018. Ma come avvenivano le appropriazioni indebite? Stando a quanto ricostruito dal pm "compiendo una serie di operazioni infragruppo volte a dare parvenza di liceità a movimentazioni di denaro, lasciando dormienti nel tempo le società del gruppo utilizzate per distrarre ingenti somme utilizzate per nuovi investimenti" ma anche "quali veri e propri bancomat di famiglia, per scopi esclusivamente personali degli indagati". 

Adesso i legali avranno i canonici 20 giorni di tempo entro i quali presentare le memorie difensive. Anche se per esaminare tutte le oltre 16mila pagine del fascicolo molto probabilmente sarà necessario più tempo.

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