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Caso Guerrina, oggi requisitoria fiume dell'accusa. Per Gratien potrebbe essere chiesto l'ergastolo

Una requisitoria fiume. Un'arringa di circa 150 pagine che sarà pronunciata dal pm Marco Dioni in un'aula del Tribunale di Arezzo. E' uno dei giorni cardine del processo a carico di Padre Gratien Alabi, il religioso congolese accusato di omicidio...

Una requisitoria fiume. Un'arringa di circa 150 pagine che sarà pronunciata dal pm Marco Dioni in un'aula del Tribunale di Arezzo. E' uno dei giorni cardine del processo a carico di Padre Gratien Alabi, il religioso congolese accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere in seguito alla scomparsa di Guerrina Piscaglia. Dopo la rinuncia all'audizione degli ultimi testi da parte della difesa, il procedimento giudiziario si avvia alle fasi finali. Oggi - dopo l'ordinanza che dovrà emettere la Corte in merito alla validità delle dichiarazioni rese da Alabi durate l'interrogatorio in carcere - si conoscerà la richiesta della pubblica accusa. Richiesta che potrebbe andare dall'ergastolo ai 21 anni previsti dal codice penale per il reato di omicidio volontario. E se da un lato il sacerdote ha una fedina penale specchiata, dall'altro ci sono aggravanti pesanti come l'occultamento e la distruzione del cadavedere e i futili motivi. Nulla dunque può essere dato per scontato.

pm dioniQuello che però è ormai chiaro è che il pm Dioni non tralascerà nessun dettaglio: una ricostruzione minuziosa delle fasi delle indagini che hanno portato ad erigere l'imponente castello accusatorio - i cui mattoni però sono esclusivamente indiziari - sarà illustrata nell'arco dell'intera mattinata. Ma l'udienza potrebbe andare anche oltre.

gratien  facebook crociI punti salienti che secondo l'accusa incastrerebbero Gratien sarebbero da ricondurre soprattutto all'uso dei cellulari. Da un numero di contatti spropositato - emerso dall'analisi dei tabulati dei mesi precedenti a quel 1 maggio - all'invio di sms che avrebbero dovuto dissuadere dalle ricerche, ma che in realtà si sono trasformati in un indizio pensantissimo nei confronti del religioso. In particolare un messaggio, scritto in un italiano stentato, partito dal telefonino della 50enne e destinato ad una donna di Ca' Raffaello, che invece è arrivato dritto dritto sull'utenza di un religioso che sono padre Graziano conosceva. E ancora la presenza, nei giorni successivi alla sparizione, del cellulare di Gratien e di quello - mai ritrovato - di Guerrina in aree che agganciavano le stesse celle.

Tutti elementi che questa mattina saranno di nuovo sviscerati di fronte alla Corte presieduta dal giudice Silverio Tafuro, con a latere Angela Avila, e di fronte ai giudici popolari.

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