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Assaltò la farmacia del Cervo, chiesta condanna a 6 anni. Ma una perizia potrebbe evitargli il carcere

Questa mattina il processo nei confronti che 45enne aretino che la scorsa primavera mise a segno un colpo alla farmacia di Tortaia. Al secondo tentativo fu scoperto e fatto arrestare dalle farmaciste

Il pubblico ministero Laura Taddei ha chiesto una condanna a 6 anni di reclusione. Rischia molto il 45enne aretino arrestato per le rapine alla farmacia del Cervo. Ma una perizia potrebbe evitargli di restare in carcere. In caso infatti venisse dimostrata l'incapacitàò di intendere e di volere, per l'uomo scatterebbe l'impunibilità.

L'aretino è accusato di due episodi avvenuti la scorsa primavera, che fecero scalpore. A farlo arrestare furono il sangue freddo e l'ottimo spirito di osservazione di una commessa e della farmacista. Nonostante il 45enne indossasse un casco e un paio di occhiali per travisare il volto, le donne lo riconobbero dalle scarpe che indossava e dalle sue movenze. Dettagli che fecero capire loro di trovarsi di fronte ad un cliente che periodicamente varcava le soglie della farmacia per acquistare siringhe.  E così furono avvisate le forze dell'ordine. 

Commessa riconosce il rapinatore e lo fa arrestare

Questa mattina in aula una nuova importante udienza del processo con rito abbreviato.  Dopo la requisitoria con la richiesta di condanna da parte del pm, l'avvocato difensore Domenico Nucci ha ottenuto che venga svolta una perizia per accertare la capacità di intendere e volere del 45enne.

Nel primo assalto bottino da 200 euro

Il giudice per le udienze preliminari Giorgio Ponticelli ha accolto la richiesta e dato l'incarico allo psichiatra Massimo Marchi. Si tratta dello stesso professionista che si è occupato del caso di Giacomo Ciriliello, il 18enne che uccise il padre. La perizia verrà svolta nel cercere di Pergia, dove si trova l'uomo a inizio ottobre. Entro 40 giorno poi dovrebbe essere consegnata la relazione. 

"Il giudice  - spiega il difensore - vuole chiarire se è capace di intendere e di volere, se è in grado di sostenere un processo. In pratica vuole capire che è punibile. Altrimenti le porte del carcere non si apriranno"

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