Salute mentale, si rafforza la collaborazione con il coordinamento delle associazioni

L’accordo prevede un finanziamento regionale pari a 25 mila euro

Si rafforza la collaborazione tra la Regione e le associazioni toscane per la salute mentale. E’ di oggi la firma dell’accordo da parte dell’assessora regionale al diritto alla salute e di Gemma Del Carlo, presidente del Coordinamento toscano delle associazioni per la salute mentale. L’accordo prevede un finanziamento regionale pari a 25 mila euro.

Il Coordinamento è una associazione onlus di promozione sociale, costituita nel 1993, che riunisce 53 associazioni di volontariato di familiari e utenti di tutte le province della Toscana. Lo scopo principale del Coordinamento è quello di tutelare i diritti delle persone con disagio mentale e delle loro famiglie, facendosi portavoce delle loro istanze presso le istituzioni pubbliche e private. In particolare, con la Regione Toscana è stato avviato un dialogo oltremodo costruttivo già da diverso tempo.

La firma dell’accordo testimonia l’interesse della Regione a proseguire e a sviluppare tale collaborazione con l’obiettivo di favorire la crescita di un sistema di servizi della salute mentale di comunità e la diffusione di reti di solidarietà e di inclusione sociale, come già delineato, fra l’altro, negli atti di programmazione riconfermati nel Piano sanitario e sociale integrato regionale (Pissr) 2018-2020.

Nel protocollo, Regione Toscana e Coordinamento concordano "sulla necessità di attivare e sviluppare forme di cooperazione e integrazione al fine di assicurare una più ampia azione di promozione e tutela della salute mentale della popolazione della Toscana" e per questo "si impegnano a concordare azioni congiunte e a collaborare a singole iniziative rispondenti agli indirizzi programmatici condivisi come la lotta allo stigma, l’integrazione sociale, lavorativa e abitativa, l’organizzazione di convegni e iniziative per informare e orientare positivamente l'opinione pubblica su queste tematiche”, nella convinzione che è attraverso la conoscenza che si abbatte il pregiudizio e che intercettare prima possibile il disagio psichico consente di mettere a punto interventi sempre più mirati ed efficaci.

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