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"Zona arancione? Il rischio è l'eccessiva pressione degli ospedali e nella lentezza delle vaccinazioni”

Il vicesindaco del Comune di Arezzo, Lucia Tanti, rende pubbliche alcune sue considerazioni sull'organizzazione anti Covid e annuncia "un piano d’azione per la ripartenza"

La lentezza della campagna vaccinale ma anche la tenuta delle strutture sanitarie locali. Sono questi i due macrotemi sui quali si è soffermata la riflessione del vicesindaco di Arezzo, Lucia Tanti che, con l’eventuale ritorno della Toscana e della provincia in zona arancione, rende pubbliche alcune sue considerazioni.

“Gli sforzi degli aretini e le iniziative di rigore stanno dando i primi consolidati risultati, adesso possiamo dire che la terza ondata è stata ‘piegata’ con contagi dimezzati e finalmente con numeri molto più contenuti. Questo trend vale per la città, la provincia e la regione. Ci sono tuttavia due grandi preoccupazioni all’orizzonte che potrebbero mettere in discussione i risultati conseguiti: la pressione sugli ospedali, che non cala, una campagna vaccinale che non è all’altezza delle giuste aspettative dei cittadini.

Dispiace che non sia stato evidente a tutti che il tema della rete ospedaliera aretina e toscana, carente nei numeri, avrebbe rappresentato une dei limiti strutturali più forti e ancora di più dispiace la pervicace volontà di non dare ascolto al sindaco Alessandro Ghinelli che già nel novembre del 2020 chiedeva investimenti eccezionali e strutture sanitarie speciali.

A questa miopia oggi si aggiunge una lentezza nelle vaccinazioni che è veramente imbarazzante. Se vogliamo ripartire presto è ormai evidente che servono tre cose: fare i vaccini, allentare la pressione sugli ospedali e mettere in campo azioni per sostenere la ripartenza di famiglie e imprese. A questo proposito il Comune di Arezzo, come anticipato dal sindaco, sta lavorando a una manovra straordinaria che toccherà ogni punto sensibile: dalla coesione sociale alla cultura, dallo sviluppo economico all’educazione. Al centro, anche un piano di sviluppo per l’edilizia sanitaria a patire da un nuovo hospice, in attesa che la Regione batta un colpo e metta a disposizione le palazzine Asl per dare avvio alla cosiddetta ‘Cittadella della Salute’ che è un obiettivo comune all’intera città”.

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