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Vittime di Podere Rota pronte per la protesta: "Che futuro si prospetta per noi?"

"Ecco perché scendiamo in piazza a protestare". Sono i componenti del comitato Vittime di Podere Rota a riportare le ragioni che li hanno spinti ad organizzare la grande manifestazione pubblica che si svolgerà in Valdarno il prossimo 7 ottobre...

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"Ecco perché scendiamo in piazza a protestare".

Sono i componenti del comitato Vittime di Podere Rota a riportare le ragioni che li hanno spinti ad organizzare la grande manifestazione pubblica che si svolgerà in Valdarno il prossimo 7 ottobre.

Di seguito la nota diffusa dal presidente Andrea Battinelli

Il comitato "Le vittime di Podere Rota" ha indetto una manifestazione di protesta per i disagi causati dalla presenza della discarica di Podere Rota (compreso l'impianto di compostaggio) e del suo imminente posizionamento nel piano regionale dei rifiuti come discarica strategica Regionale, a servizio di tutta la regione Toscana per la parte pubblica, e di tutta Italia per la parte privata.

Che futuro si prospetta per noi?

Ormai è chiaro che ai disagi dovuti agli impatti ambientali (subiti da anni e anni in crescendo) non c'è soluzione, perché questi sono legati all'esistenza di un impianto posizionato troppo vicino al centro abitato. Impianto che sta accogliendo tantissimi rifiuti da ogni dove, con punte fino a oltre il migliaio di tonnellate al giorno di conferimento contro i 200 di media degli anni passati, e non ce la fa a non impattare nell'ambiente circostante.

In Regione già nella deliberazione del 29.03.2017 dal titolo "Modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati" non viene recepito il contenuto del Piano provinciale 2013 nella parte in cui si prevede la data di chiusura dell'impianto di discarica di Podere Rota e non viene accolto il principio del raggiungimento entro il 2021 dell'autonomia di Firenze , da parte dei singoli ambiti che si dividono la responsabilità della gestione del ciclo dei rifiuti, né vengono fatti riferimenti "ad altre soluzioni impiantistiche" o a politiche ambientali alternative.

I troppi interessi economici che girano intorno ai rifiuti condizionano le scelte delle autorità amministrative, allontanano la politica dal rispetto dei cittadini, della loro salute e del territorio, conducono a decisioni che li riducono a semplici schiavi, configurano una società che ha a cuore solo a parole la dignità umana.

Cosa chiediamo: Chiediamo :

  1. che la Regione Toscana INSERISCA e INCARDINI nel piano dei rifiuti regionale, e in ogni documento che contempli gli impianti di Podere Rota, la formalizzazione, in via ufficiale, della CHIUSURA del sito DI PODERE ROTA entro e non oltre la data prevista del 31.12.2021, o prima, qualora sussista l'esaurimento dei volumi concessi con l'ultimo ampliamento, con conseguente immediato avvio della gestione post-mortem dell'impianto di smaltimento.
  2. che la Regione Toscana disponga lo svolgimento di un monitoraggio dello stato di salute della popolazione che vive intorno a "Podere Rota " ed una valutazione di impatto sanitario (VIS) dell'attività degli impianti.
  3. che la Regione Toscana si impegni a prevenire e risolvere, da ora fino a alla fine della gestione post-mortem dell'impianto di Casa Rota, i disagi ambientali/sanitari di varia natura presenti nel territorio e subiti dalla popolazione esasperata.
  4. Che la gestione dei rifiuti sia fuori dalla logica del profitto, e si torni alla partecipazione dei cittadini, operando in condivisione delle loro idee e valori.
  5. Che si addivenga ad una vera e propria ridefinizione della politica di gestione dei rifiuti, con revisione dell'intero ciclo (produzione-consumo-raccolta-smaltimento), e con una ripartizione equa e proporzionata alle aree territoriali dei disagi finali.
  6. Che il sindaco e la giunta comunale di Terranuova Bracciolini pervengano ad una revisione drastica della propria storica politica dei rifiuti, basata su uno scambio tra sottomissione alle basse necessità e inadempienze di comuni lontani e potenti e compensazioni puramente monetarie; queste ultime utilizzate oltretutto quasi sempre al di fuori della logica propria di una di riduzione del disagio delle popolazioni prossime alla discarica.
  7. Che il sindaco e la giunta comunale di San Giovanni, visti i problemi che Podere Rota sta creando soprattutto ai PROPRI cittadini, assumano atti molto concreti ed inequivocabili, usando tutti i mezzi a loro disposizione (ordinanze, denunce , osservatorio etc..), e non rincorrano il comune di Terranuova nella sua storica e ingiusta politica ambientale di monetizzazione del disagio, al fine di ottenere qualche briciola dei proventi della compensazione.
  8. 8)Che tutte le amministrazioni locali del Valdarno si facciano davvero portavoce della cittadinanza nei confronti della Regione e di tutti gli enti di istanza superiore; è tempo di una revisione della politica dei rifiuti, che preveda l'identificazione fuori dal Valdarno di un'alternativa per i rifiuti di Firenze e di altre aree metropolitane; non si può in alcun modo parlare di una sindrome di tipo "nimby" per la nostra tormentata valle, perché essa ha già dato il suo pluridecennale contributo alla sopportazione del problema, più di moltissime se non di ogni altra area della regione; ed ha ormai esaurito la sua pazienza e la sua comprensione delle esigenze e delle comodità di altre aree; la cittadinanza di ogni territorio deve capire che è tempo di imparare a farsi carico dei propri rifiuti, in primo luogo creandone meno, e in secondo luogo smettendo di scaricarli sugli altri.
  9. Che l'Osservatorio sugli impianti di Podere Rota sia fatto funzionare come deve, che cessi di essere un fantasma, senza regolamento conosciuto e accessibile, senza verbali conosciuti e accessibili, convocato raramente ed erraticamente, senza basi e dati costruiti sistematicamente, elaborati regolarmente, e consultabili sui siti comunali da semplici cittadini e soprattutto, senza finanziamento alcuno. Quale spesa si giustifica meglio del finanziamento di attività dell'Osservatorio nel quadro del bilancio di gestione delle indennità di disagio ambientale?. E Se i sindaci sono troppo "impegnati" per star dietro all'Osservatorio, che ne cedano con onestà ed umiltà la presidenza a un rappresentante dei cittadini.

Alla manifestazione ci saranno vari striscioni/cartelloni che esprimeranno il nostro malessere e le nostre richieste, vogliamo far capire che siamo stati abbandonati per troppo tempo, non vogliamo più essere le vittime sacrificali di inadempienze autorevoli, di interessi variamente configurati e messi in ombra, di pigrizia, scarsa capacità, e totale assenza di lungimiranza amministrativa!

Cercheremo di coinvolgere tutta la popolazione dei 3 comuni maggiormente interessati, ma anche la cittadinanza di quei comuni che si limitano a inviarci i loro rifiuti da lontano; cercheremo di rendere ogni persona sensibile al problema grave e senza prospettive che l'attuale modo di vivere, alimentarsi, consumare e smaltire i rifiuti comporta per tutto il nostro territorio.

Ambiente e salute di tutti vanno tutelati con convinzione, serietà, onestà, e giustizia.

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