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Follia treni, pendolari fatti scendere e assembramenti. La rabbia: "Ci dicono di rispettare le distanze, che presa in giro"

Sono giorni di fuoco tra Arezzo e il Valdarno, ieri gli studenti costretti a scendere a Ponticino per il superamento della capienza massima. Ma anche oggi la situazione è esplosiva: zero controlli e persone ammassate

Giorni infernali per chi è pendolare sulla tratta Arezzo-Valdarno e ritorno. I treni regionali a disposizione nella fascia oraria di punta, soprattutto la mattina tra le 7 e le 8, risultano affollati, affollatissimi. Una situazione di per sé poco sostenibile, come più volte sottolineato negli anni passati, che risulta intollerabile oggi, alla riapertura delle scuole e con la pandemia Covid. Il rischio di trasmissione del virus in spazi chiusi e condivisi da così tante persone si moltiplica. Un problema reso evidente dalla riaperture di tutte le scuole in presenza. E visti gli sforzi fatti per rendere gli istituti adeguati ad ospitare di nuovo i ragazzi ed evitare un'ulteriore stagione della Dad, sarebbe davvero sciocco vanificarli implementando le occasioni di contagio nei mezzi di trasporto (sul fronte bus qualcosa è stato fatto). Che poi il problema dei treni riguarda non solo gli studenti, ma anche tutti gli altri pendolari, che per lavoro si muovono tra il capoluogo e la vallata più popolosa della provincia.

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La situazione ieri alla stazione di Montevarchi (Foto tratta dal gruppo facebook Comitato Pendolari Valdarno Direttissima)

Ponticino, studenti fatti scendere alla stazione

Ieri mattina è accaduto qualcosa di sconcertante: essendo troppo pieno il convoglio 18739 (partito alle 6,24 da Firenze) in arrivo verso Arezzo, parte dell'utenza, prima fatta regolarmente salire, è stata fatta scendere alla stazione di Ponticino. Solo posti a sedere occupati (nel rispetto del riempimento fino all'80% della capienza complessiva, come da legge): gli altri passeggeri si sarebbero dovuti accontentare del treno successivo. I fortunati che hanno proseguito sono stati scelti in base a un sondaggio sommario sull'urgenza di ripartire. Precedenza ai lavoratori, giù gli studenti, come racconta una nostra lettrice.

"Ero in attesa del treno regionale alla stazione di Ponticino - spiega - insieme ad altri studenti e lavoratori, vediamo arrivare un treno con un solo vagone. Il capotreno ci indica di non salire e fa scendere quanti non sono seduti, per via della capienza massima (80% secondo normativa anticovid) ampiamente superata prima di giungere in stazione. Dopo un confronto telefonico interno, indica ad alcuni dei presenti di risalire (non tutti) e io - indicata la motivazione lavorativa - vinco in sorte la salita. Ma gli altri 50 ragazzi hanno aspettato un po', stavano recandosi a scuola. In barba all'organizzazione ordinaria che già prima del 2020 ci aveva visto segnalare tale disservizio: impossibile gestire un'utenza di circa 500 persone, con un unico vagone. Ad occhio e croce avrebbero potuto valutare il numero di abbonamenti scolastici per capire che non sarebbe bastato".

Assembramenti anche questa mattina

Ma il problema era a monte: pochi vagoni e troppe persone che si muovono nella stessa delicata fascia oraria. Anche questa mattina si sono riscontrati disagi. Il treno regionale 18742 che è partito da Arezzo alle 7,17 e che è arrivato alle 7,51 a San Giovanni Valdarno era palesemente inadeguato, come mostrano le immagini, ad ospitare tutta l'utenza, formata per buona parte da ragazzi saliti nelle piccole stazioni dopo Arezzo per raggiungere San Giovanni. All'interno scene di caos: persone in piedi (e non si potrebbe), zero controlli a bordo sul rispetto delle norme anti Covid (anche se tutti i presenti avevano coscienziosamente la mascherina indosso). A contorno dell'esperienza, l'altoparlante che ciclicamente riproponeva il messaggio registrato: "Si prega di mantenere il distanziamento sociale". Una presa in giro, come hanno lamentato i presenti. "Certo! E come si mantiene la distanza?", è esploso a un certo punto uno studente in piedi, stretto tra gli zaini degli altri ragazzi. Poi il convoglio è approdato a San Giovanni, riversando sul marciapiede l'enorme contenuto umano. Davvero troppo per quel trenino.

Folla nel treno per il Valdarno

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