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Foto tratta da Today.it

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Soprintendenze, il ministro Franceschini annuncia le 7 autonome: Arezzo assente. Apa (Fi): "Avevamo lavorato tanto"

Dopo la decisione infuria il dibattito politico

Sette nuove soprintendenze di archeologia e belle arti, tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche e una soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo, ma nessuna novità per Arezzo. E' quanto emerso ieri nella conferenza stampa in cui il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini ha presentato tutte le novità introdotte dal Dpcm, approvato poche ore prima in Consiglio dei ministri. Il decreto di fatto riorganizza il Mibact.

"Nasce - ha spiegato Franceschini all'agenzia AdnKronos - una nuova direzione generale per la sicurezza del patrimonio culturale che avrà due servizi: si occuperà di emergenze, come le calamità naturali e di ricostruzioni e di sicurezza dei luoghi della cultura".

Per Arezzo però la tanto attesa indipendenza non è arrivata: continuerà ad essere Siena la capofila della Toscana del Sud. 

Una decisione sulla quale non è chiaro se siano possibili passi indietro. Di certo una decisione che sta scatenando il dibattito politico cittadino. 

"Avevamo, come Forza Italia, lavorato molto per non far cadere nel dimenticatoio la possibilità della ricostituzione della Soprintendenza aretina - dice il capogruppo Jacopo Apa - ma apprendiamo ormai che la questione pare finita addirittura nell'ambito delle ipotesi "improbabili".

Tante erano state le sollecitazioni e gli impegni assunti dal Ministero, tramite interrogazioni a risposta immediata nella relativa Commissione parlamentare degli onorevoli aretini D’Ettore e Mugnai, o gli interventi in merito del sindaco Ghinelli e della presidente della Provincia Chiassai, preoccupati per una riorganizzazione - compresa quella precedente proposta dal Ministro Bonisoli - che appariva penalizzante per Arezzo e basata su un presunto e sballato decentramento o accorpamento. Procedure che paiono fondate, più che altro, su scelte sommarie volte a considerare solo alcuni territori rispetto ad altri. Con una mozione in consiglio comunale – continua Apa - a mia firma, votata all’unanimità, quindi anche dal PD, avevamo ulteriormente spiegato ragioni e finalità per una decisione che tenesse conto della realtà aretina. La città di Arezzo a questo punto pare condannata, dal Governo giallorosso, a perdere una parte della gestione del “proprio patrimonio” presente su un territorio vasto “riorganizzato” come conviene;  - non si tiene conto delle specificità locali  e dei temi correlati ad esempio all’aggiornamento degli strumenti urbanistici, all’azione di tutela e cooperazione istituzionale tra enti diversi".

Infine, conclude Apa: "dobbiamo con forza rivendicare l’importanza di un centro direttivo per la nostra città con pieni poteri, autonomia di gestione ed operatività territoriale secondo la legge. Solo così, a nostro avviso, potremo condividere le stesse parole espresse in sede Mibact volte a segnalare che aumentando le strutture e i presidi territoriali, in base a parametri demografici ed a dati oggettivi, si rende più efficiente il servizio in un'ottica anche nazionale".

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