Servizio Civile Nazionale, prorogata a venerdì 8 luglio la data di scadenza: 26 i posti disponibili in provincia di Arezzo presso la Asl

E’ stata prorogata al prossimo 8 luglio la data di scadenza per la presentazione della domanda di ammissione ad uno dei 26 i posti che la Asl Toscana Sud Est mette a disposizione nelle sue strutture della provincia di Arezzo per il servizio...

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E’ stata prorogata al prossimo 8 luglio la data di scadenza per la presentazione della domanda di ammissione ad uno dei 26 i posti che la Asl Toscana Sud Est mette a disposizione nelle sue strutture della provincia di Arezzo per il servizio civile nazionale. Posti destinati a chi ha una età fra i 18 e i 28 anni. Il servizio prevede un impegno settimanale di 30 ore per 12 mesi, e un compenso mensile di 433 euro.

Quattro i Progetti: L’ACCHIAPPAGIOCHI. L’intervento dei giovani del Servizio Civile in Pediatria all’Ospedale San Donato di Arezzo.


VIVAVOCE: i volontari ascoltano, orientano, informano ed accompagnano gli anziani al Pronto Soccorso.


CONSULTIAMOCI: promozione e tutela della salute per le donne dei consultori di Arezzo, Valdarno e Casentino.


PORTE APERTE: coinvolgere la società nelle prospettive della salute mentale in Valtiberina.

Le domande devono essere inviate per raccomandata (attenzione, non fa fede il timbro postale), per Pec o consegnate a mano all'Ufficio protocollo in Via Curtatone 54 - 52100 Arezzo, entro e non oltre le ore 14.00 di venerdì 08 luglio 2016.

Possono partecipare cittadini dell'Unione europea e cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti di età compresa tra i 18 e 28 anni.

Il compenso mensile previsto è di €. 433,80 netti. 12 mesi di servizio per 30 ore settimanali.

Date, orari e modalità di selezione verranno comunicate nel sito internet aziendale.

Il fac-simile della domanda, i progetti e il bando posso essere scaricati dal sito www.usl8.toscana.it o reperiti presso l'Ufficio Servizio Civile Ospedale San Donato Via Pietro Nenni, 20 dal lunedì al venerdì ore 9.00-12.00 Tel 0575 254134.


ECCO COME SI SVILUPPANO I QUATTRO PROGETTI


L’obiettivo comune a tutti i progetti è quello di migliorare l’accoglienza in tutte le sue forme, nei rispettivi settori d’intervento al fine di agevolare gli utenti nella fruizione dei servizi

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L’ACCHIAPPAGIOCHI: l'intervento dei giovani del servizio civile in Pediatria all'Ospedale San Donato di Arezzo. 
Il settore in cui interviene il progetto riguarda l'ambito dell'assistenza ai bambini che si rivolgono all'Unità Operativa Pediatria dell’Ospedale San Donato di Arezzo, facendo in modo che gli assistiti e le loro famiglie si sentano curati, rassicurati nelle loro difficoltà ed accolti in contesti sicuri. Sono previsti 6 volontari di Servizio Civile Nazionale.
Prendendo spunto da quanto contenuto nella “Carta dei diritti del bambino in ospedale”, con questo progetto si vuole sperimentare, attraverso la presenza del volontario di servizio civile, un standard di qualità per consentire al bambino malato un’esperienza che sia meno traumatica possibile durante il periodo di ricovero. Ciò rappresenta per un bambino la necessità di affrontare un’ esperienza quotidiana diversa da quella da lui conosciuta; il dolore fisico si associa alla paura per la situazione sconosciuta ed alla necessità di interagire con persone che per curarlo gli fanno anche male!
L’attività richiesta insegnerà ad accogliere, intrattenere e far divertire il bambino creando legami interpersonali più vicini a lui e più familiari; aiutare il bambino attraverso attività ludiche a rielaborare anche emozioni negative che possono scaturire dalla malattia e dal ricovero, alleviare il senso di isolamento. 
Si tratta di obiettivi che hanno evidenti ricadute non solo sui piccoli pazienti ma anche nei confronti dei loro familiari, che possono trovare un valido supporto durante il periodo di permanenza in reparto.

VIVAVOCE: i volontari ascoltano, orientano, informano ed accompagnano gli anziani al Pronto Soccorso.
Il progetto si attua nei Pronto Soccorso dei cinque ospedali della provincia di Arezzo e vede impegnati 12 volontari di Servizio Civile nazionale.
Accanto al sempre più elevato numero di persone che si rivolgono al Pronto Soccorso, bisogna tener conto anche dell'aumento del tempo medio da dedicare a ciascun soggetto che richiede un intervento sanitario, soprattutto quando sii tratta di pazienti anziani affetti spesso da polipatologie. 
Il paziente desidera essere “assistito” in maniera completa, sia sul piano relazionale che tecnico-assistenziale ed è proprio sul fattore accoglienza che si vuole evidenziare un tratto distintivo della qualità dell'Azienda nel contatto con i pazienti, un vero e proprio biglietto da visita.
Il progetto intende collegare i bisogni di funzionamento della struttura Pronto Soccorso con i bisogni delle singole persone di essere accolti ed ascoltati anche in momenti di grande criticità operativa, istituendo appositi “facilitatori”.
I volontari del Servizio Civile possono così rappresentare un’interfaccia ideale e privilegiata tra cittadini e sistema sanitario, inseriti di fatto nella realtà della erogazione dei servizi come “osservatori e promotori di cambiamento”, in affiancamento sinergico, coordinato ed integrato con le figure istituzionalmente e professionalmente preposte all’assolvimento dei compiti di cura.
Il progetto intende inoltre avviare i cittadini volontari alla conoscenza complessa delle strutture della sanità.

CONSULTIAMOCI: promozione e tutela della salute per le donne nei consultori.
Le aree di intervento entro le quali si realizzerà questo progetto coinvolgono tre delle cinque Zone: Zona Aretina, Zona Valdarno e Zona Casentino con la partecipazione di 2 volontari di Servizio Civile Nazionale in ciascuna di esse.
I Consultori si occupano della salute psicofisica delle donne e delle loro famiglie per tematiche legate a maternità, contraccezione, Interruzione Volontaria di Gravidanza, menopausa, sterilità, prevenzione del disagio sociale prevalentemente legato alla questione del genere e alla violenza. Quindi non sono solo degli ambulatori specialistici. Ma sono anche il luogo di promozione di salute attraverso il lavoro di rete che articola gli interventi interconnettendo la dimensione individuale con quella collettiva attraverso l'attivazione di legami di solidarietà tra famiglie e/o fra gruppi sociali per promuovere il benessere della famiglia e del bambino.
Attraverso la presenza dei volontari di servizio civile si promuove l’utilizzo al meglio delle risorse messe a disposizione dalla rete socio-sanitaria: lo scopo è di sviluppare uno specifico livello di risposta adeguato alle esigenze delle donne in età fertile, delle loro famiglie e dei giovani adolescenti con particolare attenzione alle tematiche del disagio sociale e della violenza/maltrattamento di soggetti deboli e di sensibilizzare la comunità al tema del disagio e della violenza, oltre che lavorare in modo tempestivo e adeguato sulla casistica che si presenta volontariamente ai servizi. 
L’intervento di miglioramento dell’accoglienza rimane sempre costante e continuo così come quello di una corretta informazione. 

PORTE APERTE: coinvolgere la società nelle prospettive della salute mentale.
Il progetto si colloca nell'ambito del Dipartimento di Salute Mentale nella Zona Valtiberina dove saranno presenti 4 volontari di Servizio Civile Nazionale.
Il settore di intervento della salute mentale mostra un grado di complessità' elevata, richiede la gestione di problematiche multidimensionali e l'integrazione di approcci socio-patologici e sanitari.
Tanti dei problemi psichiatrici nascono dal “disagio”, dovuto a ragioni socioeconomiche, indotto dalle trasformazioni sociali e dalla loro rapidità, prodotto dal fenomeno di riduzione del “tempo sociale” (meno appoggi nel contesto familiare costituito sempre più da nuclei piccoli, generazioni più distanti, meno meccanismi di compensazione, ecc..).
Anche se vi é la percezione di una buona funzionalità sanitaria, occorre avere coscienza che può non bastare se non affiancata alla capacità di coinvolgere la società a rilanciare la relazione col volontariato, le associazioni, a pensare a modalità di assistenza integrata; rimettere nuova linfa dappertutto, generare impulsi nuovi per realizzare prospettive di salute mentale.
Obiettivo del progetto è quindi quello di educare, istruire i giovani del Servizio Civile affinché possano implementare il ruolo di “facilitatori” nell'ambito della Salute Mentale, possano occuparsi del sostegno riabilitativo, relazionale, sociale dei pazienti, possano divenire un collegamento, una connessione tra gli utenti del Servizio, compresi i familiari e la rete sociale in funzione anche di ambiti futuri. 
I fruitori del Servizio avranno un aiuto concreto nell'ordinare, armonizzare e ideare ciò che è necessario per vivere meglio nella propria condizione di malattia

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