Attualità

Manifesto vaccini. Tanti: "Chiederemo il parere della Procura sul messaggio divulgato"

"Chiederemo alla Procura della Repubblica di dissipare ogni dubbio e chiarire se il manifesto possa contenere un messaggio ambiguo e che inciti alla violazione di una norma della Stato". L'assessore alla sanità del Comune di Arezzo Lucia...

lucia-tanti-5

"Chiederemo alla Procura della Repubblica di dissipare ogni dubbio e chiarire se il manifesto possa contenere un messaggio ambiguo e che inciti alla violazione di una norma della Stato".

L'assessore alla sanità del Comune di Arezzo Lucia Tanti, in seguito alle sollecitazioni ricevute dai consiglieri Angelo Rossi e Mery Cornacchini, si è subito adoperata per fare chiarezza sulla questione che nelle ultime ore sta infiammando il dibattito social (e non).

Da qualche tempo, in tre diversi punti della città, sono apparsi dei giganteschi cartelloni pubblicitari del Comilva (Comitato libertà di scelta vaccinale) dove si legge il seguente messaggio.

"Vaccinarsi è un'azione volontaria non esente da rischi. Informati prima di vaccinare tuo figlio".

Un messaggio che, a detta degli esponenti della maggioranza è un chiaro invito ad evitare di sottoporre i più piccoli a vaccinazioni. Al contrario, per altri, è soltanto un messaggio da leggere come un'incitazione a raccogliere informazioni corrette circa l'obbligo introdotto dalla legge Lorenzin.

"I manifesti affissi ad Arezzo, così come in altre città, contraddicono una norma dello Stato - ha sottolineato l'assessore Tanti - in Italia esiste per legge un obbligo vaccinale che, se non rispettato, prevede delle sanzioni. Questo è un dato incontrovertibile. Pertanto, in seguito alla segnalazione dei consiglieri Angelo Rossi e Meri Stella Cornacchini, ho sottoposto la vicenda alla Polizia Municipale la quale si è già rapportata con l'autorità giudiziaria".

"Dire che non è un obbligo ma un'azione volontario è sbagliato - prosegue l'amministratrice - se c'è una legge che regolamenta questo percorso per i bimbi nelle fascia 0-6 è ovvio che non si tratta più soltanto di libera scelta. E' come sostenere che indossare le cinture di sicurezza alla guida è un'azione volontaria e non un obbligo. La contraddizione è evidente. Per queste ragioni abbiamo ritenuto opportuno confrontarci con la Polizia Municipale in primo luogo e poi chiedere il parere della Procura della Repubblica per comprendere a pieno se il messaggio può contribuire a generare confusione nelle persone che lo leggono".

La decisione di rimuovere o meno i manifesti spetterà poi alla stessa Autorità Giudiziaria che avrà l'obbligo di comprendere se vi siano o meno degli estremi per procedere in questa direzione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Manifesto vaccini. Tanti: "Chiederemo il parere della Procura sul messaggio divulgato"

ArezzoNotizie è in caricamento