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Giornata mondiale dell'acqua. Il comitato aretino: "Niente more per chi paga le bollette in ritardo"

"Ricordiamo a tutti che l’Onu considera il diritto all'acqua fondamentale e assoluto come estensione del diritto alla vita"

"Nuove Acque non applichi oneri e interessi di mora per ritardato pagamento delle bollette".
La richiesta è quella che arriva direttamente dal comitano Acqua Pubblica di Arezzo che, in considerazione dell'emergenza Covid, lancia una proposta direttamente al gestore del servizio idrico.

"Con l’attuale emergenza Coronavirus ai cittadini viene insistentemente raccomandato di lavarsi le mani più volte al giorno insaponando e risciacquando le mani per almeno due minuti ogni volta, per contrastare la diffusione del contagio. Benvenga ogni richiamo per una più attenta e frequente igiene personale e familiare compreso il cambio e il lavaggio degli indumenti.

Certamente per le famiglie ciò comporterà avere maggiori consumi di acqua e bollette più care a meno che, stante l’eccezionalità del momento, da parte del gestore non vengano adottate misure eccezionali di contenimento delle stesse mediante il raddoppio del quantitativo di acqua fornito a tariffa agevolata che attualmente viene computato in 18,5 mc/annui per ogni singolo componente familiare. In questo frangente inoltre, in considerazione delle difficoltà cui devono far fronte famiglie e imprese per poter pagare entro la scadenza data le bollette, Nuove Acque dovrebbe evitare l’applicazione degli oneri e degli interessi di mora per ritardato pagamento. Tutto sommato queste misure, se adottate per due bimestri, non comprometteranno certo l’equilibrio economico finanziario di Nuove Acque dato che ogni anno, gestendo la nostra acqua, registra utili netti per 6 milioni di euro. Facciamo appello ai sindaci dei Comuni ricompresi nel territorio gestito da Nuove Acque affinchè le misure da noi proposte a sostegno di famiglie e imprese vengano  tempestivamente adottate. In tempi normali il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra il 22 marzo, ha sempre allestito un gazebo informativo in una delle piazze centrali della città per mettere in evidenza la necessità di salvaguardare questo  bene essenziale, bene comune primario, un bene pubblico, di tutti, la cui gestione non può che essere pubblica e perciò avulsa dalle logiche del mercato e del profitto. Purtroppo quest’anno ci troviamo nel mezzo di un’emergenza sanitaria senza precedenti che costringe ognuno di noi a rispettare le disposizioni governative e dare priorità alla lotta contro la possibile diffusione del contagio, quindi no gazebo in piazza. #anchenoirestiamoincasa 

Ricordiamo a tutti che: “L’Onu considera il diritto all'acqua fondamentale e assoluto come estensione del diritto alla vita". 

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