Lunedì, 15 Luglio 2024
Attualità Castelfranco di Sopra

Farina di castagne, un rimedio per combattere il freddo

Cia Arezzo: "La castanicoltura ha un elevato valore ambientale e turistico. In Valdarno, a Villa Iris, la preparazione della tradizionale polenta è diventata un’occasione per incantare i visitatori dell’agriturismo"

Alla fine l’inverno è arrivato. Con il freddo, sulle tavole tornano piatti caldi, gustosi e nutrienti. Tra questi, come non ricordare la polenta? In particolare quella di castagne: l’alimento che a lungo ha sfamato le campagne aretine che, oggi, è diventata una ricercata prelibatezza. Il 2022 è stato un anno importante per la castanicoltura della provincia che, dopo periodi altalenanti, ha potuto contare su un raccolto buono e sano: prodotti di qualità che, venduti freschi o trasformati, hanno rappresentato spesso un’ottima occasione di integrazione del reddito delle imprese agricole.

“Il recupero dei castagneti da frutto è un’operazione strategica dal punto di vista ambientale e turistico prima ancora che economico, per i territori montani. Per la stragrande maggioranza delle aziende, la castanicoltura rappresenta una opportunità, ma raramente offre un reddito sufficiente. È quindi uno strumento per migliorare la performance aziendale utilizzando la leva della multifunzionalità. Una tendenza che, per essere invertita, necessita di strumenti adeguati e impegni precisi per il recupero e la valorizzazione dei castagneti da frutto”, spiega Massimiliano Dindalini, direttore Cia Arezzo.

E’ con lui che incontriamo Marco Albertoni. Siamo a Villa Iris, a Castelfranco di Sopra, in Valdarno, terra, come altre, vocata alla produzione, alla trasformazione e all’uso delle castagne. Dopo una vita di lavoro a Firenze, è tornato alle origini, alla sua terra e all’agricoltura. “Abbiamo acquistato castagneti abbandonati oggi ritornati in produzione – racconta -. Per noi la castagna è una voce importante del bilancio aziendale. Con il prodotto fresco, essiccato e macinato riusciamo ad integrare il reddito che deriva da un’altra coltivazione tradizionale: il giaggiolo. In primavera estate, ci concentriamo sull’iris, in autunno inverno sulla castagna e i suoi derivati: prodotti che poi riusciamo a valorizzare attraverso la vendita diretta e l’agriturismo”, racconta.

E in effetti in questi ultimi mesi la richiesta di farina di castagne si è impennata. La ricetta vincente? “Lavorare un prodotto tipico con mezzi e strumenti moderni. L’azienda infatti di recente si è dotata di un essiccatore all’avanguardia e di un mulino utilizzato esclusivamente per la produzione della farina dolce, quindi capace di garantire un alimento gluten free”, continua Albertoni, preparando a scopo dimostrativo la polenta di castagne, con la ricetta dei nonni, che diventa spesso un momento di animazione e di attrazione per gli ospiti del suo agriturismo.

“L’impegno della nostra organizzazione è di valorizzare esperienze come queste, che riescono a salvaguardare prodotti e mestieri antichi, con uno sguardo rivolto al futuro: alla multifunzionalità, ai servizi, al presidio del territorio”, aggiunge Dindalini, invitando a vincere il freddo invernale con piatti tipici preparati con prodotti locali.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Farina di castagne, un rimedio per combattere il freddo
ArezzoNotizie è in caricamento