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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Attualità

Industriali all'attacco sulla Due Mari: "Il Comune di Arezzo si sarebbe dovuto muovere per tempo"

L'associazione di via Roma: "Ci domandiamo perché il Comune abbia proposto un percorso alternativo di una delle due bretelle solo in sede di Conferenza di Servizi"

Sulla questione della Due Mari interviene Confindustria Toscana Sud. Lo fa con una lunga nota, che arriva a seguito del "no" del Governo alle osservazioni del Comune di Arezzo.

La nota di Confindustria

“Pur condividendo l’importanza del dibattito sulla localizzazione della stazione Medioetruria riportato sulle pagine della stampa locale e in attesa di conoscere il report tecnico finale, non vorremmo far passare in secondo piano un tema di grande importanza ed attualità: la Due Mari.

La decisione del Comune di Arezzo di ricorrere al Tar rigettando la soluzione di una delle due bretelle (quella di San Zeno – San Giuliano), ha rinviato l’approvazione del progetto definitivo nella Conferenza di Servizi di lunedì 11 dicembre, con l’avallo della Regione Toscana. Riteniamo che l’argomento principale di cui oggi si dovrebbe discutere sia questo, viste le ripercussioni che potrebbero conseguire alla mancata realizzazione del tratto aretino della Due Mari o anche solo al ritardato avvio dell’appalto dei lavori. Comprendiamo la posizione assunta dal Commissario del Governo in Conferenza di Servizi appresa dalla stampa, perché la realizzazione della Due Mari non può prescindere dalle due bretelle. Ci domandiamo perché il Comune abbia proposto un percorso alternativo di una delle due bretelle solo in sede di Conferenza di Servizi, anziché inserirlo per tempo negli strumenti urbanistici e proporlo all’Anas in sede di revisione progettuale iniziata nel 2020.

Ammesso e non concesso che sia migliore di quello progettato dall’Anas, bisogna essere chiari con tutta la cittadinanza: chi propone oggi soluzioni alternative sa benissimo che il rischio è quello di perdere come minimo ulteriori due anni o addirittura perdere l’opera. Eppure Comune e Regione potevano lavorare per tempo, proponendo soluzioni alternative e collaborando con Anas e con i cittadini interessati dagli espropri per prevenire e risolvere le problematiche che oggi i comitati lamentano. Un intervento tempestivo avrebbe soddisfatto le loro esigenze in maniera migliore.

La revisione progettuale, terminata nel novembre 2022, non ha fatto altro che confermare il progetto approvato addirittura nel 2005 dal Ministero dell’Ambiente in fase di valutazione di impatto ambientale. Vogliamo ricordare che i finanziamenti stanziati dal contratto di programma Mit Anas 2016-2020 per il completamento della E78 nel tratto aretino ammontano a 512,41 milioni di euro, di cui ben 328 nel tratto San Zeno - La Magnanina. Risorse destinate a finanziare un’opera fondamentale ma anche a produrre ricadute positive nell’economia del territorio. Che fine faranno queste risorse? Saranno dirottate altrove? E il tanto agognato completamento della Due Mari nel territorio aretino di cui si parla da decenni, potrà mai essere realizzato, visto che oggi è proprio il Comune di Arezzo con l’assenso della Regione a bloccarlo? Perché - nonostante da anni poniamo al centro dei nostri studi e delle nostre pubblicazioni la Due Mari (Confindustria e la Camera di Commercio hanno anche contribuito a finanziare una parte della progettazione) - l’amministrazione comunale non ha chiesto anche il parere delle imprese prima di presentare il ricorso? Tempo ce n’è stato anche troppo”.

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