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Il gestore di Podere Rota: "Il futuro della struttura interessa anche 100 dipendenti"

La nota di Csai Impianti dopo l'iniziativa a sostegno della chiusura di sette sindaci del Valdarno in vista dell'inchiesta pubblica

"Abbiamo letto sulla stampa e sui canali social le dichiarazioni dei sette Sindaci del Valdarno contro il progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota. Pur rispettando le posizioni contrarie che ogni cittadino può legittimamente esprimere, riteniamo doveroso correggere e smentire alcune delle motivazioni addotte che sono strumentali. Vogliamo pensare che nel processo in corso sia fondamentale la corretta volontà di partecipare ad un confronto nei modi e nei tempi previsti. Nel rispetto delle norme e nel merito degli aspetti tecnici siamo e saremo sempre disponibili al dialogo. Ognuno fa le valutazioni che crede, ma non può portare a supporto motivazioni inesatte". Attacca così la lunga nota di Csai Impianti, gestore della discarica di Podere Rota, in merito all'iniziativa dei sindaci valdarnesi per sostenere la chiusura dell'impianto in vista dell'inchiesta pubblica che sta iniziando.

La nota di Csai Impianti

"E’ ormai noto a tutti che la Regione, soggetto cui compete la decisione di rilasciare l’atto autorizzativo, ha correttamente e in tempi rapidi avviato tutte le procedure per consentire la più ampia partecipazione al percorso amministrativo. E questo a partire dall’Inchiesta Pubblica che avrà inizio il prossimo 25 febbraio, la quale risponde proprio alla necessità prevista per legge di garantire a tutti i cittadini interessati di prendere atto di ogni aspetto del progetto di ampliamento e di rappresentare la propria posizione in proposito.
Ma non basta. Accanto alla Inchiesta Pubblica aperta per sua natura a tutti i cittadini ci sarà poi la Conferenza dei Servizi che prenderà atto di tutte le posizioni dei soggetti istituzionalmente interessati e competenti che, progetto tecnico alla mano, potranno manifestare in quella sede nel merito dubbi, opposizioni e perplessità. Questi due momenti istituzionali di confronto troveranno la sintesi conclusiva nella decisione dell’unico soggetto responsabile della decisione finale che è e resta, appunto, la Regione Toscana. Ribadiamo ancora un volta la nostra piena fiducia nel percorso di partecipazione e condivisione avviato e in quella sede sarà nostro interesse e dovere rappresentare ogni dettaglio del progetto di ampliamento di Podere Rota. Siamo convinti che l’inchiesta pubblica sarà anche un’occasione per fugare infondate paure strumentalmente alimentate.
E’ necessario però chiarire ai cittadini qualche dubbio che la manifestazione dei sindaci ha alimentato con una rappresentazione inesatta dei fatti. A partire dall’entità dell’investimento che CSAI dovrebbe sostenere per l’ampliamento, che non è di 24 milioni di euro, come da più parti sottolineato, ma meno della metà. I 24 milioni riguardano, invece, l’investimento complessivo stimato da Valdarno Ambiente, il distretto industriale di economia circolare del Valdarno che stiamo promuovendo insieme ad altre aziende del territorio, che porta con sé, oltre all’ampliamento della discarica, anche la realizzazione di un impianto per la selezione e valorizzazione del multimateriale da raccolta differenziata, il potenziamento dell’impianto esistente di selezione e valorizzazione della carta e cartone da raccolta differenziata, la creazione di un centro di ricerca sulla Green Technology e il rimboschimento di 80 ettari di terreno adiacente il sito di Podere Rota. Ci preme infine sottolineare che oltre agli aspetti prettamente economici ed impiantistici, questo piano industriale interessa il futuro di almeno 100 dipendenti diretti, oltre all’indotto.
Va chiarita anche l’affermazione secondo cui l’ampliamento della discarica non è necessario perché il Valdarno è già autosufficiente nella gestione dei rifiuti urbani. A parte il fatto che l’ampliamento richiesto riguarda i rifiuti speciali (non pericolosi) e continuare a confondere le carte in tavola non giova a nessuno ma ci corre l’obbligo segnalare che anche per quanto riguarda la gestione degli urbani, il Valdarno non è affatto autosufficiente visto che tutta la raccolta differenziata da anni viene inviata altrove (la carta in Lucchesia, l’organico/umido ad Arezzo, il multimateriale a Pontedera, ecc.) e che l’alternativa salvifica, così spesso evocata, dell’inceneritore di Arezzo per gli indifferenziati non sarà percorribile nell’immediato futuro visti i tempi tecnici necessari per il revamping, che non sono affatto quelli rappresentati ai cittadini.

Solo per notizia ricordiamo che già agli inizi del 2021 l’ATO Toscana Sud (cioè il nostro ambito di riferimento) ha chiesto ed ottenuto dalla Regione Toscana il permesso di esportare 20.000 ton. di rifiuti indifferenziati presso gli impianti dell’ATO Toscana Costa. Evidentemente già oggi siamo in sofferenza e non proprio autosufficienti come si vorrebbe far credere. Dettaglio non irrilevante poi da non nascondere ai cittadini è che il ricorso ad impianti fuori ambito non potrà non riflettersi sulle tariffe e quindi sui cittadini stessi e sulle aziende.
Non comprendiamo infine la polemica, a nostro avviso solo strumentale, sul mancato coinvolgimento dei comuni (e dell’ATO) nella decisione di CSAI di chiedere l’ampliamento dell’impianto. Alcuni Sindaci hanno lamentato di averlo appreso solo dalla stampa enfatizzando questo aspetto quasi come un reato di lesa maestà. Per dovere di verità e per evitare che si mescolino per altri fini le carte, va detto con chiarezza che i Comuni e l’ATO hanno competenza sulla programmazione e gestione dei flussi dei rifiuti urbani ma non sui flussi degli speciali (non pericolosi) per i quali è stato richiesto l’ampliamento. Andrebbe invece apprezzato il fatto che con trasparenza e senso di rispetto, prima di depositare il progetto in Regione, abbiamo presentato alla stampa, e quindi all’opinione pubblica, tutto il progetto di sviluppo del Distretto di Valdarno Ambiente, all’interno del quale trova collocazione anche la richiesta di ampliamento di Podere Rota.
Perché ed a quale titolo avremmo dovuto concordare con i Comuni non sede di impianto il nostro piano industriale non riusciamo sinceramente a comprenderlo. Così come non comprendiamo tante altre perplessità espresse da alcuni dei Sindaci presenti istituzionalmente in Conferenza Stampa a partire dagli ostacoli che l’ampliamento della discarica creerebbe allo “sviluppo del turismo, della filiera agroalimentare, dello sport e del benessere” specialmente in quei comuni distanti decine di km da Podere Rota e che non hanno nessun collegamento, né paesaggistico né geologico, con il nostro sito. Come pure non comprendiamo oggettivamente la preoccupazione di altri Sindaci per l’impatto dell’ampliamento, che ricordiamo rappresenta appena il 15% degli attuali volumi, sulla svalutazione degli immobili nel loro territorio. Tali preoccupazioni sulla tutela dell’ambiente, della salute e dello sviluppo sostenibile del Valdarno non ci pare siano state altrettanto manifestate verso le necessarie bonifiche delle discariche di Santa Lucia, Tegolaia e Forestello o verso impianti industriali ed energetici presenti sui loro territori.
Abbiamo infine notato, non senza stupore, l’atteggiamento pregiudizialmente ostile anche in alcuni Sindaci che oggi pubblicamente dichiarano di opporsi al nostro Piano industriale e che hanno invece chiesto, e ottenuto, e continuano a chiederci contributi economici per iniziative di promozione del loro territorio, quello stesso territorio su cui ci ascrivono, immotivatamente, la responsabilità diretta di un impatto negativo in ambito turistico, ambientale e perfino sanitario.
Questo intervento esula dalla nostra affermata volontà di restare fuori dalle polemiche di natura prettamente politica, ma riteniamo fosse necessario dinanzi ad una rappresentazione quantomeno parziale dei fatti. Per quanto ci riguarda ci fermiamo qui. E concludiamo con un invito rivolto a tutti, a partire dai rappresentanti delle istituzioni, a ricondurre il dibattito (e ogni legittima contrarietà all’ampliamente della discarica) sui binari della correttezza e – soprattutto – all’interno del percorso partecipativo che la normativa prevede e che la Regione Toscana ha già messo in piedi nel rispetto della legge e delle legittime aspettative e tutele dei cittadini.
Ci sembra doveroso, infine, riaffermare un ringraziamento alle lavoratrici e lavoratori del distretto che orgogliosamente continuano a svolgere quotidianamente, con impegno e professionalità, il loro lavoro a servizio della collettività e del territorio".

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