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“Contributo ai Cas inconsistente e insufficiente. Si rischia l’irreparabile”. L'allarme di Arci

2.500 euro ogni centro di aggregazione. È questa la cifra che, secondo quanto riportato da Arci, verrà stanziata dal Comune di Arezzo come contributo per la ripartenza. I presidenti dei centri: "Somma davvero insufficiente"

Federica Ettori, presidente di Arci Arezzo, a cui sono affiliati 16 dei 23 Cas del territorio

2.500 euro per aiutare i Centri di aggregazione sociale aretini. La cifra è quella messa a disposizione dal Comune di Arezzo e verrà stanziata in favore di ciascuna delle 23 realtà presenti nel territorio. "Si tratta però - specifica Federica Ettori, presidente di Arci Arezzo, a cui sono affiliati 16 dei 23 Cas del territorio - di una somma che non garantisce né lo sviluppo delle attività dei centri, né men che meno, la loro più semplice sopravvivenza".

Dalle fila dell'Arci Arezzo torna a farsi sentire la voce dei presidenti dei centri di aggregazione che, già nei mesi passati, avevano lamentato una forte sofferenza dovuta alle pesanti limitazion imposte dall'emergenza Covid. Già lo scorso febbraio, attraverso una nota stampa, Arci aveva lanciato un grido di aiuto sottolineando come “Centri di aggregazione sociale (Cas) stanno morendo e hanno bisogno di risposte certe da parte delle istituzioni”. Come detto nel territorio comunale si contano 23 strutture alle quali sono affialiati oltre 5mila soci. "Lo stop dei mesi passati - proseguono da Arci - se possibile, è stato ancora più forte e drammatico rispetto alle altre attività e servizi, perchéche anche oggi, mentre tutti riaprono, li si limita fortemente nelle proprie attività ricreative ordinarie". Ed è sempre dall'associazione aretina che viene ripercorso come, nei mesi passati, su tale questione fosse intervenuta la vicesindaca di Arezzo, Lucia Tanti, sostenendo che l'amministrazione avrebbe previsto un rimborso a titolo rendicontativo per le spese sostenute in attività di sanificazione anti Covid, l'introduzione di un fondo di emergenza e la decurtazione del 50 per cento della Tari 2020. "Dopo tali affermazioni - specificano da Arci - c'è stata un’irreperibilità dell’assessore Tanti per mesi, conclusasi in questi giorni, quando rompendo il silenzio, è stato quantificato questo fondo di emergenza, che consterà in un aiuto economico di 2.500 euro a centro. Una cifra inconsistente e assolutamente insufficiente per delle strutture che quest’anno sono state costrette alla chiusura, o comunque a un ridimensionamento totale delle proprie attività e che con un aiuto del genere non riusciranno a far fronte alle sole e semplici spese di gestione. I Centri di aggregazione sociale sono spazi pubblici ancora più preziosi oggi, per la ripartenza, ma che la pandemia ha pesantemente rimaneggiato, bloccando tutte le attività e, conseguentemente, tutte le possibili fonti di autofinanziamento necessarie a pagare banalmente le bollette e le manutenzioni. Costi che il Comune di Arezzo non può pensare di far gravare solamente sui volontari, ma di cui non riesce a farsi carico, dopo tutto questo lungo tempo di emergenza pandemica, neanche in minima parte".

“I Centri di aggregazione hanno già dimostrato da tempo di poter essere utili strumenti a disposizione di chi amministra e della popolazione – prosegue Mauro Borgogni che dei Cas Arci è il coordinatore comunale – basta pensare al ruolo che gli stessi hanno avuto nei territori in cui sono insediati, durante i lunghi mesi di lockdown. Nonostante le sedi chiuse, i volontari si sono resi protagonisti di tante iniziative offrendo alla popolazione aiuti concreti, distribuendo le mascherine, consegnando la spesa a domicilio di anziani e persone più fragili, sostenendo la sanità pubblica con ripetute donazioni, aiutando famiglie bisognose consegnando loro pacchi alimentari; senza contare le altre decine e decine di casi in cui si è dato risposte individuali a incombenze più semplici”.

“Come abbiamo già ripetuto più di una volta, sappiamo bene che l’economia e la sanità siano i problemi numero uno in questo momento - ha concluso Ettori - ma non dimentichiamoci neanche della socializzazione e dei suoi spazi, che quest’anno hanno subito una drammatica battuta di arresto. Battuta di arresto, di cui si inizia a vedere la fine. E allora sforziamoci, insieme, perché questa straordinaria risorsa di tutti, non subisca dei danni, che col passare dei mesi passati e di quelli futuri senza risposte e senza una presa in carico reale del problema, potrebbero diventare irreparabili".

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