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La Cisl si mobilita per la non autosufficienza: al via una raccolta firme

Il sindacato è a sostegno di una legge che dia risposte ad un problema che interessa 3 milioni di italiani e destinato ad aumentare negli anni

La federazione nazionale pensionati della Cisl di Arezzo unitariamente a Spi, Cgil e Uil pensionati sostiene la proposta di legge riguardante la non autosufficienza. Un fenomeno che riguarda in Italia 3 milioni di persone, la maggior parte delle quali, ovviamente, anziana.

L’iniziativa “Per un diritto di cittadinanza, una firma per gli anziani, una firma per il paese a sostegno di una legge nazionale sulla non autosufficienza” è unitaria ed è promossa su tutto il territorio nazionale.

"La non autosufficienza stà diventando un vero e proprio caso di emergenza nazionale, eppure, se ne parla poco, anzi, pochissimo - fanno notare dalla Cisl - e le famiglie finchè possono si fanno carico della situazione, ma il rischio di finire in povertà è notevole. Serve una legge nazionale e fatti concreti, in considerazione della risposta attuale assolutamente inadeguata che non è azzardarto definire schizofrenica".

La sensibilità dei pensionati Cisl unitamente alle altre federazioni delle organizzazioni sindacali merita una adeguata e forte condivisione e collaborazione, partecipando alla raccolta firme al fine di presentare una valida ed attuale proposta di legge che dia
le risposte serie, concrete e adeguate ad un problema che negli anni sarà sempre più presente nella famiglie e, quindi, destinato a crescere.

"Nello specifico: un aumento adeguato delle risorse; la contestualità tra il riconoscimento dello stato di non autosufficienza - frutto di una valutazione multidimensionale sulla base di criteri riconosciuti e uniformi - la presa in carico e la definizione del Piano individuale assistenziale (PAI); la garanzia del responsabile della gestione del Piano individuale, referente unico dei servizi sanitari e sociali nei
confronti della persona interessata e/o del caregiver; l’attuazione e il rafforzamento dell’integrazione tra politiche sociali, sociosanitarie e sanitarie; la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali intesi come diritti universali riconosciuti a tutti i cittadini in condizione di non autosufficienza, integralmente finanziati dalla fiscalità generale e la loro integrazione con i Lea
sanitari; la determinazione e la trasparenza delle risorse destinate ai non autosufficienti nei bilanci di aziende sanitarie e distretti; la definizione di criteri uniformi sul piano nazionale per l’accreditamento dei servizi residenziali, semiresidenziali, di assistenza domiciliare e familiare; dei criteri uniformi per la valutazione dei bisogni; un sistema efficace di monitoraggio e di controllo; il diritto dei cittadini e delle organizzazioni sociali alla partecipazione, alla programmazione dei servizi e al monitoraggio della loro qualità".

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