Giovedì, 23 Settembre 2021
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Brutta caduta dalla bici per il professor Santori. E lui per tirarsi su va al concerto di Mozart

Uomo di cultura e anche di spirito, l'ex preside del liceo "Redi" ha pubblicato su facebook la foto che lo ritrae fasciato e tumefatto dopo il doloroso imprevisto. Il post è subito diventato virale

il professor Claudio Santori dopo la caduta dalla bici (foto profilo fb)

Il professor Claudio Santori è uomo di grande cultura. Ha insegnato italiano e latino a Castiglion Fiorentino, a Montevarchi, a Cortona, poi per quasi un ventennio latino e greco al liceo classico “Francesco Petrarca” di Arezzo. E' stato uno dei fondatori del liceo musicale, dove ha tenuto la cattedra di storia ed estetica della musica fino al 1991, nonché preside del liceo scientifico "Francesco Redi". E' socio fondatore dell’associazione degli scrittori aretini “Tagete” e della Società Storica Aretina, fondatore e primo presidente della Filarmonica Guido Monaco, presidente della Brigata Aretina Amici dei Monumenti.

Abituato a volare così alto, si è ritrovato faccia a terra per una brutta caduta con la bicicletta, il suo mezzo di locomozione preferito sia d'estate che d'inverno. E siccome è uomo di cultura ma anche di spirito, qualità che molto raramente si fondono nella stessa persona, sul fantozziano imprevisto ci ha scritto qualche riga su facebook, con tanto di fotografia a immortalarlo scorticato, tumefatto e fasciato. Inutile sottolineare che il post è diventato virale, con circa 400 faccine e altrettanti commenti di sostegno per la stoica resistenza al dolore e alla malasorte. 

"Frattura del quinto metacarpo della mano sinistra e due punti sul naso. Poteva andare peggio!" - ha commentato il prof, che ha perso il proverbiale aplomb solo per polemizzare con la griglia malandrina che ha bloccato la ruota anteriore della bici, provocando il capitombolo, e con chi l'ha posizionata per terra in senso verticale anziché orizzontale.

Poi, recuperata la calma, ha aggiunto: "Avrebbe potuto essere una tragedia se, per dirne una, mi si fossero rotti gli occhiali con danno all’occhio buono. Il momento peggiore è stato il riassetto del metacarpo prima di mettere il gesso: un dolore fortissimo nonostante l’anestesia. Ma l’ortopedico, il dottor Capria e il suo assistente, hanno fatto un lavoro perfetto, confermato dalla radiografia post gesso: ho il dovere e il piacere di ringraziarli pubblicamente. Sono molto soddisfatto per come sono stato curato e trattato anche dal personale del pronto soccorso. Un grazie particolare alla gentilissima dottoressa Giondedaj".

Il finale è stato degno delle sue lezioni di scuola, quando era uno dei pochi prof che sapeva creare empatia con gli studenti: "Siccome bisogna reagire, la sera stessa sono andato a Talla dove il cornista Emanuele Butteri e il pianista Rossano Tacconi hanno tenuto uno splendido concerto che andava da Mozart a celebri musiche da film. Pieno successo con standing ovation. Un grazie di vero cuore all’amico Enrico Rossi che mi ha portato. E per ulteriore consolazione i mitici spaghetti alla cipolla dell’Orcello".

Classe '44, ancora attivissimo sia di mente che di fisico, il professore adesso è claudicante e indolenzito. Ma non ha intenzione di scendere di sella.

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