Domenica, 19 Settembre 2021
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Archivio Vasari, il Ministero non si ferma e prosegue sulla strada verso l'esproprio

Da una parte la famiglia Festari, dall'altra il Ministero dei Beni culturali. Nel mezzo l'oggetto, preziosissimo, del contendere. Ovvero l'Archivio Vasari. Un importante incontro si è svolto ieri a Roma, negli uffici ministeriali: un faccia a...

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Da una parte la famiglia Festari, dall'altra il Ministero dei Beni culturali. Nel mezzo l'oggetto, preziosissimo, del contendere. Ovvero l'Archivio Vasari. Un importante incontro si è svolto ieri a Roma, negli uffici ministeriali: un faccia a faccia al quale hanno preso parte parte il direttore generale degli Archivi del Mibact, Gino Famiglietti, la soprintendente archivistica della Toscana, Diana Toccafondi e i quattro fratelli Festari, Tommaso e Leonardo, assistiti dal legale di famiglia, l'avvocato Guido Cosulich.

Ma dopo oltre un'ora di confronto il ministero si è dimostrato fermo nella propria posizione. A spiegare quanto accaduto sono stati proprio i fratelli Festari in una nota:

"Purtroppo, come temevamo l'incontro si è risolto con un nulla di fatto, in quanto il Ministero ha manifestato la propria volontà di procedere all'esproprio, non volendo intavolare una trattativa legata al valore di libero mercato del bene come noi Festari avevamo auspicato e dato la nostra disponibilità.Da quanto emerso dall'incontro i nostri timori che l'operato del Ministero tendesse ad usare la procedura di esproprio per eseguire di fatto una confisca, si sono rivelati fondati. E' emerso ancora una volta da parte del Ministero il totale disconoscimento dei nostri diritti, delle numerose sentenze a nostro favore e quindi della legge".

La famiglia Festari però non demorde: annuncia che darà comunque seguito alle attività e agli eventi programmati per l'agosto e che continuerà a dare battaglia fino all'ultimo. Una volta che il ministero avrà emesso il decreto, i fratelli avranno 60 giorni di tempo per impugnarlo di fronte al Tar, e poi potranno rivolgersi in secondo grado alla Corte d'Appello di Firenze.

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