"L'Archivio Vasari torni ad essere pubblico". Dalla Fraternita l'appello: "Vorremmo esporre qui le carte"

Il primo rettore della Fraternita, in occasione della mostra dedicata al testamento dell'illustre aretino, lancia un appello

"Ci sentiamo e di fatto lo siamo pure, gli eredi di Giorgio Vasari".
E dunque la Fraternita dei Laici, in qualità di successore universale individuato direttamente dall'illustre vate aretino, ha scelto da tempo di appoggiare la pratica di esproprio in favore dello Stato delle carte che costituiscono l'archivio vasariano.

Quel preziosissimo ed inestimabile insieme di carte dove si contano, fra gli altri, gli scritti tra Giorgio Vasari e Michelangelo Buonarroti. Testimonianze uniche di un tempo remoto e di un legame che si era stretto tra i due conterranei, gloriosi artisti che hanno indelebilmente segnato la storia italiana. 

"Io Giorgio lascio i beni ad Arezzo", il testamento di Vasari per la prima volta in mostra
 

Come noto l'archivio vasariano si trova da anni al centro di una dibattuta disputa legale.
Da una parte i fratelli Festari, legalmente eredi dell'archivio anticamente acquistato da un loro avo, e dall'altra lo Stato che nella storia più recente ne ha disposto l'esproprio mantenendo il vincolo di deposito perpetuo che lega le carte alla casa natale di Giorgio Vasari ad Arezzo.
A loro volta i Festari hanno presentato esposto contro l'esproprio.

"Noi - sottolinea il primo rettore di Fraternita Pier Luigi Rossi - siamo e ci sentiamo gli eredi del nostro illustre concittadino e per questa ragione abbiamo dato parere favorevole all'esproprio delle carte vasariane perché sono un tesoro dell'umanità e come tale debbono essere godute da tutti. E' un diritto alla cultura che queste carte vengano esposte. Non solo, confermando la fiducia nelle pratiche dell'esproprio, esprimiamo anche un desiderio da realizzare nei modi e nei tempi opportuni e che prevede la possibilità di esporre, anche in forma temporanea, gli scritti dell'archivio vasariano. Con il magistrato inoltre, abbiamo deciso di istituire un gruppo di studio per approfondire quanto scritto nel testamento da Vasari e capire anche dove e come sono andati spesi gli averi e il patrimonio di Vasari".

"Può una lettera di Michelangelo valere 200 euro?"
 

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