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Chiusa l'Anatomia Patologica alla Gruccia, il sindaco: "Depotenziamento in corso. E tutti zitti"

La nota di Silvia Chiassai: "Un cartello all’ospedale avverte gli utenti che solo per due volte alla settimana, il martedì e il venerdì, e soltanto per un’ora, è possibile consegnare i campioni degli esami presso il Poliambulatorio previa registrazione al Cup"

“All’Ospedale della Gruccia è stata chiusa Anatomia Patologica nel silenzio più assordante del Valdarno che conferma l’indifferenza e l’inadeguatezza nei confronti di temi importanti come la sanità – afferma il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini - L’esposizione di un cartello all’ospedale avverte gli utenti che solo per due volte alla settimana, il martedì e il venerdì, e soltanto per un’ora, è possibile consegnare i campioni degli esami presso il Poliambulatorio previa registrazione al Cup".

Attacca così una nota del sindaco che prosegue:

In poche parole è rimasto attivo per il cittadino una sorta di “sportello amministrativo” mentre il servizio è stato completamente trasferito ad Arezzo anche con possibili allungamenti sui tempi di risposta. Stessa condizione per il supporto all’attività chirurgica delle sale operatorie in quanto le analisi del caso vengono eseguite dai tecnici  sempre al San Donato di Arezzo, malgrado le innumerevoli rassicurazioni dell’ex Direttore Desideri e dell’Assessore Saccardi che non si sarebbe verificato alcun taglio. E’ la conferma di quanto sto denunciando da anni sui rischi depotenziamento dei servizi ospedalieri in una struttura, come quella della Gruccia, considerata un presidio sanitario “di base” e “periferico” in assenza del riconoscimento di ospedale di 1 livello, a garanzia effettiva delle specializzazioni già presenti. Mi stupisce che tutto quanto avvenga nell’indifferenza della Conferenza dei Sindaci dove il controllo e l’interesse verso il nostro ospedale dovrebbe essere continuo, opponendosi con ogni mezzo a decisioni come questa di trasferimento di un servizio a danno dei cittadini valdarnesi. Qui invece si continua ad essere complici di una politica sanitaria regionale che allontana il cittadino dal territorio dimostrandosi anche deficitaria, dal punto di vista delle risorse, con l’avvio di una procedura di diffida del Governo per la mancata copertura di un buco di bilancio circa 200 milioni di euro nel settore sanità. Perdite che potrebbero causare altri interventi di razionalizzazione e blocco del turn-over del personale e che, per il nostro ospedale, andrebbe a gravare su una condizione già molto difficile in alcuni reparti. Abbiamo assistito in Valdarno a piazze pronte a mobilitarsi per i diritti; eppure non ho sentito nessuno dei partecipanti, pur nel loro piena libertà di manifestare, alzare la voce o agire concretamente per difendere il cittadino dagli attacchi al diritto di cura e alla tutela della salute che toccano la pelle delle persone. Perdere un servizio sanitario significa colpire le fasce più deboli della popolazione. Questi sono i veri e reali problemi del Valdarno sui quali torno ancora a chiedere una spiegazione sull’inattività e sul silenzio della Conferenza dei Sindaci che, tranne la sottoscritta, pare subire supinamente decisioni prese dalla Regione e dalla Asl.

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