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CasaPound Cortona: "No all'arrivo di altri immigrati" 

Nella notte i militanti cortonesi di CasaPound, a seguito delle numerose indiscrezioni che si sono susseguite nei giorni precedenti, hanno affisso a Tavarnelle di Cortona uno striscione con su scritto: 'Questa accoglienza è solo business. Stop...

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Nella notte i militanti cortonesi di CasaPound, a seguito delle numerose indiscrezioni che si sono susseguite nei giorni precedenti, hanno affisso a Tavarnelle di Cortona uno striscione con su scritto: 'Questa accoglienza è solo business. Stop immigrazione.'


"Lo scopo che vogliamo perseguire con questa azione – dichiara Alessandro Pallini, responsabile del nucleo cortonese di CasaPound – è in primo luogo informare la popolazione di ciò che sta, a loro insaputa, avvenendo attorno alle loro abitazioni. Come ormai in tutta Italia, anche nel comune di Cortona arriverà un nutrito gruppo di immigrati, si parla di una cinquantina, che presumibilmente non avranno una identità certa nè ovviamente nulla da fare tutto il giorno. Parliamo di immigrati, quindi clandestini, in quanto la stagrande maggioranza di essi, l’80% secondo le più rosee stime ufficiali, non ottiene lo status di profughi e/o di rifugiati, dopo mesi e mesi di assistenza a nostro carico senza alcun titolo o merito particolare per essere accolti ed ospitati in Italia."


"Come spessissimo accade – continua nella nota Pallini – vengono ospitati in strutture ricettive dismesse o in via di fallimento, selezionate dalla prefettura in base alla candidatura dei proprietari che, riscuotendo tanti bei soldi pubblici, sistemeranno magari i loro conti in rosso. La prefettura troverà anche un’associazione, di norma una coop, che gestisca i cd. ‘servizi alla persona’ destinati agli ospiti. Va da sé che anche tali associazioni vengano pagate per il loro servizio. Tutto questo ovviamente senza interpellare i residenti, i vicini, i cittadini; tutto calato dall’alto. Spesso i trasferimenti avvengono di notte per non trovare la minima opposizione della gente. Questi meccanismi perversi nascondono, ma neanche tanto in realtà, un giro d’affari vertiginoso, un vero business."


"Oltre a tutto questo - continua Pallini - vorremmo mettere in luce la sproporzione tra i nuovi arrivi - circa una trentina nella sola Tavarnelle - e gli abitanti della frazione, che sono appena qualche centinaio. Certo, qui gli immigrati farebbero la bella vita: il bar a portata di mano, la fermata della corriera davanti alla struttura... ma sará altrettanto spassoso per gli abitanti di Tavarnelle?".


"Facciamo appello alle forze politiche cortonesi - chiosa Pallini - alle istituzioni, al sindaco Basanieri stesso. Prendano posizione sulla questione. Sappiamo benissimo che il Comune in tutto questo non ha una diretta responsabilità, ma almeno il Sindaco faccia sentire la sua voce, ricordandosi che i voti del suo consenso sono probabilmente anche quelli di chi oggi deve subire passivamente questa situazione. Il nostro movimento, come avviene ormai in tutta Italia, è al fianco dei cittadini, nella speranza che, ovunque si vengano a creare situazioni analoghe a questa, ci siano senpre alcuni italiani che non si arrendono."
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