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Le celebrazioni dei carabinieri della Virgo Fidelis, patrona dell'Arma

Il capitano Giuseppe Barbato ha commemorato anche il 78° anniversario della battaglia di Culqualber in Africa orientale e della Giornata dell’Orfano

Ieri mattina, alle ore 10.30, presso il santuario di Santa Maria del Sasso in Bibbiena, officiata dai padri domenicani “custodi” di questo suggestivo luogo sacro tanto caro ai bibbienesi e ai casentinesi, i carabinieri della Compagnia di Bibbiena hanno celebrato la
Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei carabinieri.

Al termine della santa messa, il comandante della Compagnia di Bibbiena, capitano Giuseppe Barbato, ha commemorato anche il 78° anniversario della battaglia di Culqualber in Africa orientale e della Giornata dell’Orfano. L’opera nazionale assistenza orfani militari Arma carabinieri (ONAOMAC) assiste con amore e fattiva dedizione gli orfani che, insieme alle vedove, sono i primi destinatari del dolore conseguente alla morte del proprio genitore, militare dell’Arma.

Nell’omelia è stato ricordato come la “regalità” di Cristo e della Madre Maria, sia stata una regalità di servizio, ribadita anche dal comandante di Compagnia nel breve discorso conclusivo di saluto e commemorazione. Fedeltà, onore, spinti all’estremo sacrificio come nella cruenta battaglia di Culqualber, che ebbe fine proprio il 21 novembre del lontano anno 1941, durante la seconda guerra mondiale, oggi ricordata a livello locale dopo le celebrazioni ad Arezzo lo scorso 21 novembre. Per l’epica resistenza del Battaglione Carabinieri mobilitato a difesa del caposaldo di Culqualber, venne concessa la seconda medaglia d’oro al valor militare alla bandiera
dell’Arma, con la seguente motivazione.

“Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa d'impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell'intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l'ultima volta in terra d'Africa, la vittoria delle nostre armi. Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa impari lotta corpo a corpo nella quale comandante e carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell'Arma”. (Culqualber - Africa orientale agosto-novembre 1941).

Il comandante della Compagnia di Bibbiena, al termine della celebrazione ha salutato il sindaco di Bibbiena e il presidente dell’Unione dei Comuni, gli ufficiali dei carabinieri forestali presenti sul territorio, i comandanti di stazione del Casentino (8 per i 10 Comuni del Casentino), i comandanti del distaccamento di Polizia stradale e della Tenenza della Guardia di Finanza di Poppi, della Polizia municipale di Bibbiena, gli ufficiali in congedo predecessori nell’incarico di comandante di Compagnia a Bibbiena, i carabinieri convenuti con le loro famiglie e soprattutto l’Associazione Nazionale Carabinieri (sedi in Casentino di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio – Stia), custodi delle tradizioni e angeli del volontariato in molti comuni e le vedove dei carabinieri residenti in Casentino, dei cui mariti è ancora vivo il ricordo tra i colleghi e la comunità tutta.

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