Venerdì, 18 Giugno 2021

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VIDEO | Truffa alle ditte edili: oltre 100mila euro di materiale sequestrato vicino alla villa da ristrutturare

I conti non venivano saldati, due persone denunciate. L'indagine, partita dal commissariato di Polizia di Montevarchi, è durata quasi un anno. Gran parte della merce è stata restituita ai proprietari, per la restante si cerca di capirne la provenienza

Una maxi frode a danno di varie aziende del territorio aretino, ma anche di fuori provincia. Due uomini sono stati denunciati per truffa e ricettazione in concorso, dopo aver sottratto con l'inganno - secondo le accuse mosse loro - merce edile per un valore complessivo di oltre 100mila euro, ritrovata in buona parte nei pressi di una villa nella disponibilità di uno dei due.

L'indagine scattata nel Valdarno aretino

L'indagine è partita la scorsa primavera, il responsabile di un'azienda agricola del Valdarno aretino aveva sporto denuncia al commissariato di Polizia di Stato di Montevarchi per aver subito una serie di furti all’interno della propria azienda aggiungendo che qualcuno, sfruttando il nome e il timbro della sua azienda, aveva acquistato materiale ferroso da un’impresa di Livorno senza corrispondere l’importo dovuto, oltre 40mila euro. Gli approfondimenti hanno poi mostrato che il materiale era stato acquistato e depositato vicino al casello autostradale A1 del Valdarno e che il committente, P. L., un quarantacinquenne originario di Firenze, era un ex collaboratore dell'azienda agricola valdarnese, da poco licenziato. Oltre a ciò aveva ancora accesso ai locali della ditta. "Successivamente è emerso come altre aziende fossero state danneggiate da una simile attività truffaldina", spiegano gli inquirenti.

Oltre centomila euro sottratti

La merce sottratta supera i 100mila euro: mattoni, rivestimenti, piastrelle, assi di legno, reti metalliche, tegole, coperture in plastica. Numerose le aziende coinvolte in Valdarno e anche nel Fiorentino. Il copione era sempre il solito: il 45enne, "ostentando una solidità economica tale da non far dubitare della propria solvibilità, contattava le ditte per l’acquisto dei materiali utilizzando diversi numeri di cellulari ed apparecchi telefonici, corrispondeva un piccolo acconto in contanti promettendo di saldare il conto attraverso bonifici bancari riconducibili a conti correnti che poi risultavano sistematicamente inesistenti. Il truffatore si rendeva poi totalmente irreperibile", chiariscono dalla Polizia. I materiali ordinati venivano consegnati in posti diversi. In alcuni casi, infatti, la richiesta era di consegnarli su uno spiazzo poco dopo l’uscita del casello Valdarno, come nel caso della truffa che ha originato la complessa attività di indagine, in altri casi altrove, nei pressi di una villa.

La casa in ristrutturazione

E grazie alla attività di indagine condotta dagli operatori del Commissariato di Montevarchi è stata trovata una località, molto isolata e in provincia di Firenze, dove c'era "un ingente quantitativo di materiale edile di vario tipo accatastato lungo una strada adiacente una casa colonica in fase di ristrutturazione", proseguono dalla Polizia. La casa è di S.G., trentacinquenne di origini fiorentine. Gli inquirenti si sono quindi concentrati su di lui, non essendoci altra abitazione in zona, oppure appezzamenti coltivabili o da allevamento. "I due uomini si conoscevano da tempo e parte del materiale sottratto con l’inganno era destinato proprio a S.G.", concludono gli inquirenti ipotizzando la truffa in concorso.

Il materiale restituito alle aziende

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, i poliziotti del Commissariato di Montevarchi, coordinati dal vice questore aggiunto Alessia Zuccarello Marcolini, con il contributo operativo della Squadra Mobile e del Gabinetto di Polizia Scientifica di Arezzo e della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine e del VIII Reparto Volo di Firenze, hanno eseguito Decreti di Perquisizione locale e personale a carico dei due uomini. Quella nei confronti di S.G., effettuata nella casa in ristrutturazione, ha agli inquirenti materiale giudicato probante delle accuse. È stata quindi rinvenuta e restituita gran parte dei materiali denuniati dalle aziende vittime del raggiro. Il resto del materiale, al momento non ancora attrribuito ad altre parti offese, è stato sottoposto a sequestro in attesa di rintracciare i legittimi proprietari. Nello specifico si tratta di 3 rotoli di tessuto non tessuto marca Terram (4,5 m per 26 cm); oltre 1000 mq di pietra serena (di diversa lunghezza) e 12 mq di perlinato in legno (2 m per 10 cm per 2 cm). I due uomini, con numerosi precedenti penali, sono stati quindi denunciati per truffa e ricettazione in concorso.

Parte del materiale sequestrato e non attribuito

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