VIDEO | Salvato da un 16enne con il defibrillatore, oggi è fuori pericolo: "Gli devo la vita"

L'infarto, il soccorso tempestivo, il ricovero e le dimissioni dall'ospedale: "Ho trovato un angelo custode". Il protagonista è uno studente del liceo classico: "Mi sono ricordato delle lezioni fatte a scuola. E sono intervenuto"

La data di venerdì 7 luglio 2023 non la scorderanno mai. Marcello Amadori, 52 anni, ha rischiato di morire per infarto. Alessandro Dioni, 16 anni, lo ha salvato con il massaggio cardiaco e un defibrillatore. E' successo davanti alla chiesa di San Marco La Sella, ad Arezzo. La festa per la chiusura dei campi solari era appena terminata, Amadori era andato a prendere il figlio e all'improvviso, intorno a mezzanotte, si è accasciato a terra privo di sensi. In quegli attimi concitati, in cui ansia, smarrimento e paura si mischiano insieme, il giovane studente del liceo classico Francesco Petrarca si è ricordato delle lezioni di primo soccorso seguite a scuola con il professore di educazione fisica. Ha preso il defibrillatore e, mentre altri presenti chiamavano il 118, ha tenuto in vita l'uomo. Che oggi, dopo il ricovero nel reparto di terapia intensiva coronarica dell'ospedale San Donato, è stato dimesso e potrà tornare a casa.

"Ho pianto con Alessandro quando è venuto a trovarmi - ha detto Amadori, tre figli, dipendente della Valli Zabban. E' stato un grande, è e sarà sempre il mio angelo custode".

"Il ragazzo si è dimostrato bravo e tempestivo - ha spiegato la dottoressa Anna Sabini, vicedirettrice del reparto di cardiologia. Abbiamo controllato le registrazioni dello strumento, l'intervento si è svolto nel giro di pochi minuti e questo è un dettaglio fondamentale per alimentare il battito del cuore. Ha dato prova di grande sangue freddo".

Lui, Alessandro, ha confessato l'angoscia provata quella sera: "Non sapevo se quell'uomo ce l'avrebbe fatta o meno a superare la nottata. Invece adesso siamo qui insieme: la felicità sua e dei suoi familiari è la cosa che mi ha fatto più piacere".

“Da 15 anni - ha aggiunto Massimo Mandò, direttore del dipartimento emergenza/urgenza della Asl Toscana sud est - siamo impegnati a diffondere la cultura della prevenzione e del pronto intervento verso l’arresto cardiaco improvviso che può colpire chiunque, ad ogni età e in ogni luogo. La storia di Alessandro è solo l’ultima di una lunga serie di piccoli, grandi eventi che dimostrano l’importanza della prevenzione e soprattutto della formazione. Le armi che abbiamo, quando si presenta un arresto cardiaco, sono la tempestività degli interventi, gli strumenti giusti come i defibrillatori, il fatto che ad utilizzarli siano le persone più vicine al paziente e che queste siano preparate a farlo”.

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