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Paladino si fonde con Leonardo da Vinci: ecco la pesantissima lancia d'oro per la Giostra di settembre

La presentazione questa mattina alla presenza dei quattro rettori che l'hanno solo guardata senza mai sfiorarla

 

"Leonardo da Vinci. Pittore, architetto, scienziato. Ha personificato il genio rinascimentale che rivoluzionò sia le arti figurative sia la storia del pensiero e della scienza." Così lo definisce l'encicolpedia Treccani, così lo ha voluto rappresentare nell'aula del consiglio comunale lo storico Luca Berti. Al genio di Leonardo è dedicata la lancia d'oro in palio nella 139esima edizione della Giostra del Saracino, nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua morte. E' la lancia di Mimmo Paladino, i suoi segni si riconoscono perfettamente nelle due sculture in bronzo applicate alla lancia centrale.

"E' infatti una lancia pesantissima - ha commentato il vincesidnaco Gamurrini nel momento della presentazione - i rettori dovranno iniziare ad allenarsi per essere pronti a sollevarla in caso di vittoria."

Questa opera d'arte fonde l'essenza di Leonardo Da Vinci e la contemporaneità di Paladino, grazie al lavoro d'insieme del maestro intagliatore Francesco Conti che l'ha resa armoniosa.

"Ho cercato di rappresentare Leonardo nelle linee geometriche che si ritrovano nei vari punti della parte lignea della lancia - ha spiegato Conti - poi ho inserito gli elementi in bronzo di Paladino, sul fronte c'è un basso rilievo del viso del genio del Rinascimento. E' stata davvero una delle più difficili da rappresentare, ma sono soddisfatto della riuscita finale."

Presenti i quattro rettori dei quartieri Andrea Fazzuoli, Maurizio Carboni, Roberto Felici e Ezio Gori,  che l'hanno guardata bene, fotografata, ma mai toccata, nemmeno quando il vicesindaco ha chisto un aiuto per sollevarla. La scaramanzia ha prevalso anche questa volta.

Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli in rientro dagli Stati Uniti, ha mandato  il proprio saluto ai presenti: “L’arte di Mimmo Paladino, fatta di coordinate geometriche, di arcano, di simboli e di visioni, si compendia nell’elsa della lancia da lui realizzata per questa Giostra, e con la quale ha voluto interpretare l’assoluta unicità di Leonardo. Ancora una lancia preziosa, di straordinario valore artistico, per la quale ringrazio il maestro Paladino e con lui Francesco Conti, abile intagliatore della parte lignea di un “brocco”, questo, che sono certo essere particolarmente ambito”. 

Il meraviglioso trofeo creato da Mimmo Paladino, è stato realizzato grazie al contributo del Centro*Arezzo, che ha rinnovato anche quest’anno il proprio sostegno al progetto “Adotta una lancia”: “Sono dieci anni che adottiamo la lancia d’oro e questo per noi è motivo di grande orgoglio – ha esordito il presidente del Centro*Arezzo Massimo Boncompagni -  ma in occasione del decennale abbiamo voluto fare qualcosa di più e infatti ieri mattina abbiamo premiato i primi tre mattinieri che per acquistare i biglietti della Giostra si sono messi in coda fin dalle prime luci dell’alba con dei carnet di buoni da poter spendere all’interno del Supermercato Coop e nei negozi della galleria Centro*Arezzo. Il nostro centro commerciale è inoltre parte della Fondazione Arezzo in Tour e riteniamo che la Giostra del Saracino, oltre ad essere una splendida manifestazione amata da tutti gli aretini, sia anche uno strumento importante per far conoscere la nostra bellissima città nel mondo. Porto quindi i ringraziamenti e il saluto di tutti gli operatori del Centro e buona Giostra a tutti”. 

A descrivere l’opera il direttore della Fondazione Guido d’Arezzo Roberto Barbetti che ha portato il saluto dell’artista Mimmo Paladino spiegandone l’opera che si ritrova nella Lancia d’Oro: "Le opere di Paladino sono “macchine per pensare” e la Lancia d’oro che stiamo presentando stamani non fa difetto in questo senso. Fortissimo è il peso dei simboli che il maestro ha voluto introdurre in questa opera che portano al senso vero della dedica a Leonardo da Vinci e soprattutto al Genio che albergava nella sua mente di uomo del Rinascimento. Colpisce subito la figura dell’uccellino che si trova sul vertice superiore del perno: nella esegesi più ricorrente l’immagine dell’uccellino si associa alla volatilità dell’animo umano, alle passioni e, appunto, alla trasgressività intesa in senso volitivo. Quale trasgressione più grande poteva esserci se non quella di Leonardo di sfidare continuamente la natura, di studiarla per sovvertire l’empirismo che caratterizzava l’età medievale."

Dopo il ritratto  di Leonardo Da Vinci fatto dal presidente della Società Storica Aretina Luca Berti che ha ripercorso le tappe fondamentali della vita e dell’opera del Genio rinascimentale, ricordando anche la mostra che Arezzo dedicò alla Madonna dei Fusi nel 2001 celebrando il ritorno in Italia della preziosissima opera custodita in collezione privata a New York, i rettori hanno salutato la lancia d’oro e dato il benvenuto a questa  nuova edizione della Giostra.

Maurizio Carboni, rettore di Porta Sant’Andrea: “Ringrazio sentitamente il Centro*Arezzo per l’adozione della lancia e per aver consentito la realizzazione di un trofeo di tale pregio grazie agli artisti che l’hanno ideata”.

Andrea Fazzuoli, rettore di Porta Crucifera: “Difficile trovare le parole giuste per ogni nuova opera, i trofei sono sempre più belli ad ogni edizione della Giostra. Complimenti dunque e grazie agli artisti che l’hanno realizzata”.

Roberto Felici, rettore di Porta del Foro: “Questa lancia è un capolavoro, una delle più belle mai viste, l’incontro straordinario di tre artisti: Leonardo Da Vinci, Mimmo Paladino e Francesco Conti che non finisce mai di stupirci. Credo che questa lancia andrà veramente ad arricchire il museo del quartiere che la vincerà”.

Ezio Gori, rettore di Porta Santo Spirito: “Vedo dei segnali importanti su questa opera, vedo due Colombine e spero che possano prendere la strada dei Bastioni per arricchire la nostra rastrelliera che vede già la presenza della ‘sorella’ di questa lancia, quella dedicata a Leonardo Da Vinci che abbiamo vinto nel 2002”.

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