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Arezzo allagata: 31 milioni per casse d'espansione e danni. Rossi: "Attendiamo il contributo del Governo"

Sono in tutto 21 le opere che dovranno essere messe in cantiere per garantire al territorio provinciale una maggiore sicurezza dal rischio idraulico

 

31 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio, per le emergenze affrontate sul momento e per contribuire a ripristinare una condizione di "normalità" su tutto il territorio provinciale. I conti dell'alluvione dello scorso lugio sono proprio questi e a farli è stata la Regione Toscana che, nei mesi passati, ha raccolto tutte le istanze da parte di comuni, associazioni di categoria e amministrazioni locali delle le province di Arezzo e Siena.

"Una somma significativa - ha dichiarato il governatore della regione, nonché commissario per la gestione del post evento, Enrico Rossi - ho personalmente già rappresentato la situazione al governo e contiamo di ricevere entro questo mese delle risposte e i fondi utili per coprire il fabbisogno economico dei territorio colpiti direttamente come le abbiamo riportate al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. In ogni caso la Regione Toscana è pronta a farsi carico delle spese necessarie per dare il via alle opere di messa in sicurezza, lo valuteremo in un secondo momento per adesso attendiamo conferme sui fondi da parte del governo".

Nel dettaglio quasi due milioni di euro sono necessari al superamento dell’emergenza e ai primi e più urgenti interventi, per i quali la Regione aveva stanziato ed utilizzato 550.000 euro. Dopo il lavoro di ricognizione dei danni il totale degli interventi relativi ai contributi di immediato sostegno alla popolazione è di 837.000 euro, mentre quello per consentire la ripresa delle attività economiche e produttive ammonta a 1,1 milioni di euro. Quasi 28 sono i milioni di euro che invece servono per realizzare le opere di messa in sicurezza delle zone più ad alto rischio idraulico.

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Rischio idraulico: 21 opere da realizzare

La fetta più consistente è però quella relativa alle risorse necessarie alla riduzione del rischio residuo nelle aree colpite dagli interventi calamitosi, per tutelare l’incolumità pubblica e privata. In questo caso si tratta della necessità di realizzare 21 opere, per un totale di 27,13 milioni di euro.
Si tratta della realizzazione di una cassa di espansione sul torrente Valtina e riassetto idraulico del torrente nel tratto finale, con la sistemazione del reticolo delle acque basse a Bagnoro per un totale di circa 4 milioni di euro. Tre milioni e mezzo servono invece per realizzare una cassa di espansione sul torrente Sellina e adeguare la sezione idraulica fino alla strada comunale di San Marco.
Il riassetto idraulico del collettore di acque basse per il drenaggio dell'area posta a monte della linea ferroviaria in zona Via Salvadori, via Padre Teodosio e nell’area della zona della Sella prevede uno stanziamento di 1,4 milioni. Un milione e mezzo costa invece il riassetto idraulico dei rii che attraversano il nucleo abitato di Cesa nel Comune di Marciano della Chiana. Per il consolidamento arginale del Torrente Castro-Bicchieraia nella città di Arezzo servono invece 3,5 milioni. Due sono i milioni che occorrono per la sistemazione idraulica del torrente Vingone nel tratto a monte della confluenza del Torrente Valtina. Uno serve per la realizzazione di un nuovo alveo del Rio di Rigutino in località Frassineto e per il by-pass del tratto tombato. Costa 400 mila euro il ripristino sezione idraulica del Torrente Sellina tramite riprofilatura di fondo e delle sponde dalla località San Marco fino a circa 1 chilometro oltre via Chiarini. E’ di 500 mila euro la spesa per provvedere al riassetto idraulico del Fosso Cupina e Liccia a Monte San Savino e di 400 euro quella per il riassetto idraulico in località Policiano a monte della SR 71. Servono 400 mila euro per la sistemazione idraulica del Fosso Gaglioffo o borro di Biazzano, affluente destro del torrente Castro in località Cognaia. Provvedere al riassetto del reticolo minore dalla collina del Castellare fino alla confluenza nel Rio di Montagnano nella omonima frazione del comune di Monte San Savino prevede un costo di 70mila euro e con 50.000 euro si può provvedere al consolidamento della briglia sul Torrente Foglia nel comune di Sestino.
Più alta, 1,25 milioni, la cifra necessaria al riassetto idraulico del Rio di Renzino e alla realizzazione di un’area di laminazione in località Renzino nel comune di Foiano. Il riassetto del reticolo minore in località Salciaia nel comune di Foiano prevede una spesa di 600 mila euro, mentre quello attraverso la realizzazione di un nuovo canale collettore che raccolga le acque provenienti dalla collina di Castelsecco prevede un costo di 1,8 milioni. Con 150 mila euro è prevista la ricostituzione del fosso scarpata ferrovia in via Ugo Foscolo ad Arezzo, dove per gli interventi sul nuovo collettore fognario di via Romana servono 700mila euro. Con 300.00 euro si potrebbero realizzare vari interventi di adeguamento delle sezioni della rete fognaria e scolmatori nella zona prossima a via Romana. Per la riduzione della vulnerabilità fognaria nell’area Arezzo sud - Rio Grosso e Rio di Rigutino, Modonna di Mezzastrada, Frassineto sono necessari 450mila euro, mentre per lo stombamento del canale di by pass del laghetto muraglione-Abbadia San Salvatore servono 3,16 milioni di euro.

Dal consorzio di bonifica

“Il modello toscano con cui è stato gestito il post alluvione in provincia di Arezzo ha funzionato alla perfezione”. Serena Stefani, presidente del consorzio di bonifica 2 che, insieme al direttore generale Francesco Lisi e Serena Ciofini, responsabile del settore manutenzione dell’ente, al termine dell’incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi, per fare il punto della situazione sui danni e sui progetti del post alluvione, ha evidenziato il ruolo svolto dal consorzio nella fase dell’emergenza e nell’individuazione della strategia necessaria per ridimensionare i fattori di rischio.

L’ente ha fatto la sua parte fin dall’inizio realizzando a tempo di record oltre 500 mila euro di interventi di lavori di somma urgenza che hanno permesso di tamponare nell’immediatezza le situazioni di pericolo. Successivamente si è rivelata preziosa l’esperienza dei nostri tecnici che, nell’attività svolta quotidianamente, hanno acquisito una conoscenza precisa della situazione presente nei vari territori. Questa conoscenza l’abbiamo messa a disposizione del Genio Civile Valdarno Superiore, con cui collaboriamo attivamente, e delle amministrazioni comunali per individuare gli interventi straordinari presentati oggi dal Presidente Enrico Rossi e inseriti nell’elenco delle opere giudicate necessarie per migliorare la sicurezza idrogeologica e oggi in attesa dei finanziamenti da parte del governo nazionale. Alcuni di questi sono stati messi a punto e progettati proprio dallo staff del Consorzio che è pronto a mettersi ancora a disposizione di Genio Civile e Regione Toscana per portare a termine questa importante strategia di difesa del suolo”.

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