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Verso Arezzo-Südtirol, Camplone: "Partita importante, mi aspetto una grande prova dei ragazzi"

Quarto incontro in undici giorni. Dopo il terremoto nell'organigramma arriva la capolista Südtirol. Le mosse di mister Camplone

 

"È una partita importantemi aspetto una grande prova dei ragazzi". Andrea Camplone presenta così Arezzo-Südtirol. Gli amaranto ricevono domani alle 15 una delle due formazioni in testa alla classifica. È la quarta partita in poco più di dieci giorni e a quanto pare sono molto i ballottaggi aperti.

"Ad oggi non so neanche io la forazione - afferma Camplone - valuterò quanto mi hanno fatto vedere i ragazzi in questi pochi giorni e sceglierò quelli che mi danno maggiori garanzie. Siamo reduci da una grande partita con la Sambenedettese dove però non abbiamo raccolto nulla. Tranne Maleš che ha un problema alla schiena tutti gli altri sono disponibili. Certo, mercoledì c'è la Fermana e dobbiamo limitare gli infortuni, ma è anche verò che dobbiamo trovare un nostro assetto. Cerci? È convocato, ma non è ancora pronto. Vedremo se darlgi spazio o meno nel corso della partita".

Che avversario si aspetta?

"Un collettivo importate che gioca assieme da diverso tempo, una squadra struturata con giocatori che si sono messi a disposizione del progetto tecnico".

In casa l'Arezzo ha raccolto poco, come si può invertire la rotta?

"Vincendo una partita. Da quando sono arrivato abbiamo preso 14 gol segnandone 7-8. Tolta la prova con il Padova dove abbiamo perso con un passivo pesante poi abbiamo sembre dato filo da torcere a chiunque riuscendo anche a rimontare certi risultati. L'Arezzo è una squadra viva, però adesso dobbiamo calarci nella parte della squadra non che deve vincere il campionato ma che deve salvarsi. Servirà cattiveria e attenzione".

Ripensando alla partita con la Samb cosa la fa arrabbiare di più?

"La dormita sul loro gol nel finale. Se avessimo avuto cattiveria non l'avremmo persa".

In queste settimane ha mai pensato di cambiare la linea difensiva?

"Giocare a tre, con tre uomini bloccati lì dietro non mi convince anche se ci ho pensato. Semmai ho pensato se conveniva o meno difendere a zona piuttosto che a uomo. Il problema è che giochiamo ogni tre giorni, non c'è modo di lavorare una settimana piena curando i dettagli che richiederebbe l'usare la difesa a zona. Quando avremo un po' di respiro potremo provare molte più cose di adesso".

Quanto accaduto a livello societario potrebbe avere ripercussioni sulla squadra?

"Non credo. La società ha parlato con tutti noi ed ha spiegato le motivazioni di questa scelta. Ci ha tenuto al corrente e non ci nasconde nulla. Oggi questa è una società solida che rispetta gli accordi presi. Tutto il resto non deve interessare i giocatori".

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