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Arezzo, mancano 3 punti per i playoff. Ottimismo e qualche rimpianto dopo l'1-1 di Lucca

A tre giornate dal termine del campionato, gli amaranto stanno bene fisicamente e vedono gli spareggi. Il rendimento di Trombini, i gol su palla ferma, il calore dei tifosi tra le note più positive

PUNTO E PRESTAZIONE - Una buona condizione generale, l'abilità di Trombini nel parare il rigore (il secondo in stagione), un pizzico di buona sorte sull'auto traversa di Damiani. Mettendo tutto insieme viene fuori l'1-1 di Lucca contro una squadra che doveva giocare 433 e invece si è ridisegnata con il 3421, modulo che Pavanel riteneva il più difficile da contrastare (se fatto con gli interpreti giusti ovviamente). Per l'Arezzo è un buon pareggio, condito da qualche ansia nel frenare gli avversari tra le linee e dal rimpianto di essersi fatto raggiungere all'87'. Ma quello di Lucca è un pari che ci sta. Il rammarico vero sta nell'aver perso con la Juventus Next Gen.

QUOTA 51 - L'1-1 significa nono posto con la possibilità di migliorare ancora la classifica. Non sarà facile ma non è impossibile: lunedì prossimo arriva la Torres e chissà se avrà voglia di battagliare o se starà ricaricando le pile in vista dei playoff. Poi si va a Perugia, dove i precedenti non sono favorevoli. Quindi c'è il Sestri Levante al Comunale, forse già salvo, forse no o forse con una finestrella sugli spareggi. Dipenderà anche dagli incroci di questi ultimi 270 minuti. Nel dubbio, bisogna arrivare a 51 punti: dovrebbero bastare.

LA GAMBA VA - L'Arezzo sta bene. Lo dimostrano i punti conquistati di recente (10 nelle ultime 5 giornate) ma soprattutto le prestazioni. A differenza di inizio stagione, quando capitava che la squadra staccasse la spina in certe partite, adesso resta sul pezzo anche se c'è da soffrire. Come ieri sera. L'unica sconfitta da un mese e mezzo in qua è figlia dell'imponderabile e non del demerito, grazie a una condizione atletica brillante che, più o meno, ha sempre accompagnato la stagione. Quando corri, fare punti viene più semplice.

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POLLICE SU - Cose positive. Trombini ha iniziato la stagione da dodicesimo in pectore e oggi è un titolare che, considerandone il percorso, potrebbe essere il numero uno anche l'anno prossimo. Un plauso allo staff che allena lui e gli altri portieri quotidianamente. Polvani ha una fisicità debordante: non si portasse dietro le scorie di vecchi infortuni, in C camperebbe di rendita. Risaliti ha segnato su azione d'angolo sfruttando quello che lui ha definito il "trenino": è il quinto gol che nasce dalla bandierina dopo quelli di Gucci a Pescara, Pattarello alla Lucchese all'andata, dello stesso Risaliti con il Perugia e di Chiosa a Pineto. Trend positivo.

NODI DA SCIOGLIERE - Cose che lasciano dubbi. Punizioni a favore contro Juventus Next Gen e Lucchese: in battuta Gaddini e Pattarello, Pattarello e Gaddini. Che non sono gli ultimi arrivati ma Guccione, numeri alla mano, è il più cecchino di tutti. Eppure è rimasto defilato, chissà perché. Catanese si danna l'anima ma con il 4231 sembra una farfalla sotto al bicchiere. Giusto continuare su questa strada? Infine la difesa in cui Indiani fa ruotare tutti. I numeri: Chiosa 25 presenze (18 da titolare) e 1.645 minuti; Risaliti 24 presenze (21 da titolare) e 1.914 minuti; Masetti 20 presenze (17 da titolare) e 1.360 minuti; Polvani 12 presenze (10 da titolare) e 990 minuti. E' il turn over e non si cambia.

GAS IN CURVA - Al Porta Elisa, dato tutt'altro che trascurabile, nel settore ospiti c'erano 383 tifosi di lunedì sera, tutti carichi e partecipi. Le dinamiche di curva sono difficili da interpretare da fuori, ma all'occhio esterno quella di ieri è sembrata una performance di livello assoluto: settore unito, compatto, coreografico e con tanta voce. La sud sta vivendo un momento di fulgore, avanti così.

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