"Il porta a porta triplica le polveri, invito tutti i candidati all'impianto Aisa". L'intervista a Giacomo Cherici

Lo sviluppo industriale dell'impianto di San Zeno, le indagini sull'impatto ambientale. Il tema dei rifiuti è preponderante anche in questa campagna elettorale. Cherici sostiene Ghinelli, nonostante l'amicizia con Fabio Butali

Fa parte di OraGhinelli fin dalla prima ora e sostiene con convinzione la giunta e la candidatura per il secondo mandato dell'attuale sindaco anche se è molto amico di Fabio Butali, il settimo candidato che si è palesato nell'arena della campagna elettorale da un paio di giorni. Fu proprio Alessandro Ghinelli a suo tempo a designare Giacomo Cherici come successore di Antonio Boncompagni alla presidenza di Aisa Impianti, perché la conosceva già molto bene avendoci lavorato per anni come tecnico.

C'è un progetto di ampliamento che ha superato i vari step di approvazione e adesso attende il passaggio nella giunta regionale. Perché ritenete importante questo sviluppo dell'impianto di San Zeno?

"Fondamentale, lo dimostra quanto gli impianti strategici siano determinanti nella vita delle comunità. Il nostro impianto ha processato il rifiuto Covid di alcune zone della Toscana, anche dell'area fiorentina. Solo con certe impiantistiche si hanno le garanzie di sicurezza necessarie per poterlo fare. Certo prima era un inceneritore con la missione di distruggere i rifiuti solidi urbani con il fuoco, adesso è una centrale di recupero a tutto tondo che si sta avviando verso il recupero di materia come attività prevalente, con l'attività d'incenerimento che diventerà sempre più sussidiaria, a servizio di tutti i tipi di raccolte differenziate e dei recuperi di materia. In parole povere l'impianto si distanzia dal concetto di incenerimento e di discarica così come le impiantistiche del nord Europa."

Perché è importante per la popolazione che ci sia?

"E' comprovato che il trasporto dei rifiuti produce un inquinamento ben peggiore rispetto al fatto se la lavorazione fosse vicino alle comunità che li producono. Certo servono gli aspetti tecnologici che mettano in condizione di produrre un inquinamento bassissimo. Come nel nostro caso."

Come possiamo misurare questo inquinamento?

"L'impianto emette 4 chili di micro polveri pm 2.5 all'anno servendo un bacino di 200mila abitanti, mentre una normale corriera nel corso di un anno con 130mila km di percorrenze produce 30 chili di polveri, quindi c'è una evidente sproporzione. Una volta questi impianti erano giustamente demonizzati, adesso ci sono tutte le innovazioni tecnologiche al posto giusto, parti di abbattimento dei fumi, selezione del rifiuto, filtrazione efficiente. Non deve più essere visto come prima."

Quasi tutti i candidati a sindaco si stanno occupando del tema dei rifiuti. Perché alcuni vedono ancora dei rischi in questo progetto di ampliamento? Arezzo potrebbe diventare l'impianto di smaltimento rifiuti della Toscana?

"Ci vorrebbe sei, sette volte, più grosso per servire la Toscana. San Zeno non sarà l'impianto che processerà i rifiuti di tutta la regione. Io credo che questo sia un facile e demagogico argomento elettorale, perché una ciminiera è facilmente attaccabile, ma domandiamoci se non ci fosse un controllo pubblico con un impiantistica moderna, a cosa andremmo incontro? A far gestire i rifiuti da altri impianti più lontani e più obsoleti. Suggerisco a tutti di venire a visitare l'impianto e verificare con mano quanto sia stata attenda la gestione pubblica di questo bene."

Una scelta strategica fondamentale che permise di salvare l'impianto di San Zeno fu fatta dall'amministrazione Fanfani, nel momento in cui decise di smembrare Aisa in due tronconi con la parte di gestione dei servizi che entrò in Sei Toscana e Aisa Impianti che mantenne separatamente la proprietà impiantistica. Ma il rischio che fosse acquisito dai privati non terminò lì.

"Nel 2013 era stato valutato 8 milioni di euro e doveva essere ceduto, oggi invece sono successe cose e grazie all'amministrazione pubblica l'impianto è migliorato, con il pieno appoggio del comune di Arezzo e di quelli della Valdichiana. Adesso il valore periziato da Bdo (una delle più importante agenzie di valutazione del valore industriale) è salito a 40milioni di euro grazie all'intero rinnovo della linea fumo. Aisa ha presentato un progetto che la metterà in condizioni di rispondere alle necessità delle raccolte differenziate estraendo dalla parte organica anche il biometano. Se non ci fosse questo impianto lo farebbe qualcun'altro, senza averne la proprietà e il controllo pubblico, con il rischio che qualcuno che ha l'interesse a fare un impianto molto più grande lo potrebbe fare con un forno capace di soddisfare le esigenze di tutta la Toscana. Mentre invece Aisa impianti a controllo locale ci consente di tenere basse le tariffe e di controllare l'asset impiantistico senza dover andare a chiedere a un gestore che magari sta in Emilia Romagna. Proprio a Parma il sindaco Pizzarotti ha difeso con le unghie l'impianto perché rimanesse locale."

Che ne pensa del tema dei rifiuti in campagna elettorale?

"Mi fa piacere che ci siano tante persone che si occupano di questi temi, però mi fa dispiacere che in questi anni di presidenza non abbia visto partecipare molto queste persone della società civile che poi si candidano. Vorrei averli ospiti per spiegare molte volte la necessità di questi impianti e la vision forse non adeguata di chi difende la raccolta porta a porta come se risolvesse tutto."

Non è a favore della raccolta differenziata porta a porta?

"Con l'università abbiamo studiato l'impatto della raccolta dei rifiuti. Se attuassimo il porta aporta come sistema esclusivo per tutta la città di Arezzo, avremo, nell'arco di un anno, una produzione tripla di micropolveri rispetto ai cassonetti inteligenti che sta installando l'assessore Sacchetti. Cioè avremo un impatto di 60 tonnellate rispetto alle 28/30 di un sistema misto, quando circordo ancora che che il nostro camino ne produce 4 chili. Quindi non posso essere d'accordo con chi si pone contro questo sviluppo industriale della centrale di recupero di San Zeno, posso essere in linea invece con chi dice di mantenere la parte del fuoco sussidiaria e utile al processo degli scarti, sennò dove andrebbero a finire? In altri impianti o in discarica? Meglio parlare di un ambientalismo svizzero, danese, che hanno una rete impiantistica che permette l'economia circolare."

In questo contesto cosa significa l'arrivo di Iren in Toscana, visto che di fatto ha acquisito la maggioranza relativa di Sei Toscana dopo essersi aggiudicata la divisione ambiente di Unieco?

"Iren è un colosso del settore che guarda con attenzione a certi tipi di impianti, perché potrebbe chiuderci il cerchio. Non dimentichiamo che la gara che fu vinta da Sei Toscana prevedeva la possibilità di prensentare un progetto per il nuovo termovalirizzatere, questo sì molto grande. Oggi l'arrivo di Iren deve essere guardato con estrema attenzione, sapendo benissimo che probabilmente ha interesse a proseguire in quella direzione, ecco perché dicevo che è fondamentale mantenere i propri presidi nel territorio."

Crede che la coscienza ambientalista stia cambiando, crede che l'impianto di San Zeno sia capito?

"I temi portati da Greta e l'esperienza del Covid ci stanno facendo arrivare ad un nuovo ambientalismo più consapevole. San Zeno in un anno ha la capacità di produrre energia elettrica per 70mila tonnellate di petrolio equivalente, grazie all'uso di scarti di rifiuti. Oggi abbiamo la garanzia del controllo pubblico, di tariffe basse, e il progetto di ampliamento si regge sull'autofinanziamento da parte dell'azienda e degli istituti di credito, se lo perdiamo temo che faremo i conti con una realtà ben diversa."

E alla fine dell'opera di sviluppo a San Zeno ci sarà una centrale che potrà valere anche di più, fino a quasi 60milioni di euro. Chiunque volesse affacciarsi dovrebbe presentarsi con una cospicua cifra da mettere sul piatto.

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