La peccatrice convertita: Santa Margherita da Cortona

La storia della patrona di Cortona: le origini e il culto di Santa Margherita

Nella biografia di Santa Margherita da Cortona ci sono tutti gli elementi che potrebbero richiamare quelli di una favola, ma soprattutto i temi cari alla religione come la redenzione e la conversione dopo una vita vissuta anche nel peccato.

Le origini, i contrasti con la matrigna e il figlio con Arsenio

Margherita nacque nel 1247 a Laviano, un piccolo paese a pochi chilometri dal Lago Trasimeno. Il padre Tancredi si occupava della coltivazione di alcuni terreni presi affitto dal Comune di Perugia. Margherita aveva pochi anni quando la madre morì e il padre si risposò. La matrigna era gelosa di quella bambina che cresceva in salute e bellezza, e così iniziò a maltrattarla. Margherita a 18 anni, desiderosa di libertà, andò via di casa. A propiziare la 'fuga' fu la relazione con un ricco mercante di Montepulciano, di nome Arsenio anche se per alcuni si trattò di Raniero Del Pecora. Con lui visse in una residenza di caccia al confine tra Umbria e Toscana. Fu amante, ma di fatto moglie dell'uomo che ne propriziò la fuga che gli promise di sposarla, ma in realtà il matrimonio non arrivò mai, nemmeno dopo la nascita di un figlio. Questo perchè la famiglia di Arsenio era contraria alla relazione tra i due. Una relazione non ufficializzata, un figlio nato fuori dal matrimonio, resero Margherita una peccatrice agli occhi di molti. Quando Arsenio venne ucciso nel 1273 durante una battuta di caccia, a causa delle faide tra guelfi e ghibellini, Margherita venne cacciata dalla famiglia di lui. Provò a tornare dal padre, ma sia lui, che la matrigna, non vollero riabbracciare la ragazza che si presentò alla loro porta con il figlio.

La conversione

Margherita si recò a Cortona e qui trovò accoglienza e asilo presso i frati Minori. Inizia in questo momento, sotto la guida di fra Giovanni da Castiglion Fiorentino e di fra Giunta Bevegnati la sua espiazione. Margherita si tagliò i capelli, si coprì la testa con un velo, portò il cilicio e si astenne dal mangiare carne, uova e formaggio. Prima di entrare nel Terz’Ordine francescano passarono alcuni anni, questo perchè considerata 'troppo bella e giovane' e i frati volevano essere sicuri della sua perseveranza. Venne accolta nel 1277 e trovò sistemazione in una cella che le venne offerta da una nobildonna, prima però affidò ad un precettore di Arezzo il figlio che entrò più tardi nell’Ordine dei Minori. Margherita si impegnò in opere di carità, fondò nel 1278 un ospedale chiamato Casa Santa Maria della Misericordia e venne spesso interpellata per sanare le dispute politiche e familiari all'interno della città e non solo. Una missione che lei stessa raccontava di aver ricevuto da Gesù che le era apparso in alcune visioni. Margherita si spense a Cortona il 22 febbraio del 1297.

Il culto

La venerazione per Santa Margherita crebbe fin dalla sua morte, ma solo nel 1653 Innocenzo X ne approvò il culto. Nel 1728 venne canonizzata con l'appellativo di 'Nova Magdalena', ovvero la donna peccatrice che si è convertita. E' bene precisare però che Margherita da Cortona fu la convivente di Arsenio, ma non fu mai in alcun modo una prostituta poi pentita. A Cortona viene festeggiata il 22 febbraio di ogni anno, mentre i francescani la ricordano il 16 maggio, nel giorno della sua canonizzazione.

Il corpo della santa è conservato nella basilica che le è stata dedicata a Cortona e si trova all'interno di una urna di vetro collocata sull'altare maggiore (foto tratta da santamargheritadacortona.com) .
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Il film

Nel 1950 uscì al cinema 'Margherita da Cortona' il film sulla vita della santa con la regia di Mario Bonnard. Fu la pellicola che segnò il debutto cinematografico di una giovanissima Maria Frau. Il film varcò anche i confini italiani facendo conoscere Cortona, luogo di alcune riprese, anche in Portogallo e New York. Da segnalare la trama che in alcuni aspetti non ripercorre completamente la biografia di Santa Margherita.

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