Martedì, 22 Giugno 2021
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Costellazioni, pianeti e fasi lunari: il cielo dell'ultimo mese dell'anno

La presentazione è a cura del Nuovo Gruppo Astrofili di Arezzo

In copertina la figura 1: Il cielo della notte del 15 dicembre da Arezzo

Che il 2020 fosse un anno poco fortunato lo avevamo capito, anche l’astronomia ha pagato il suo contributo: dicembre si è aperto con la brutta notizia del collasso dello storico radiotelescopio di Arecibo, nell’isola di Portorico. Inaugurato nel 1963, con la sua apertura di 305 metri è stato il più grande radiotelescopio singolo del mondo fino al 2016. Protagonista di innumerevoli osservazioni “vicine” come asteroidi potenzialmente pericolosi, fino al fast radio burst a miliardi di anni luce dalla Terra, passando per pianeti, nebulose, esopianeti. Protagonista della scoperta del primo sistema binario ad altissima gravità, insignito nel 1974 del premio Nobel per la Fisica, ha contribuito al progetto SETI per la ricerca di vita intelligente extraterrestre e, proprio per la sua carismatica forma, è apparso su film del calibro di Contact di Robert Zemeckis con protagonista Jodie Foster (film tratto dall’omonimo romanzo di Carl Sagan, la “mente” del progetto SETI), e 007 Golden Eye con Pierce Brosnan, fino ad apparire su videogiochi come Battlefield 4. Nel 2016, il governo statunitense aveva deciso di chiudere l’osservatorio. La ridotta manutenzione ha fatto il resto ed il 1 dicembre alle 12.55 ora italiana, il sub-riflettore sospeso a 150 metri è crollato nel disco causandone il collasso chiudendo un’epoca ed un simbolo indimenticabile della ricerca astronomica. Grazie Arecibo per quello che ci hai dato, il tuo disco enorme immerso nella ricca vegetazione tropicale rimarrà per sempre nei nostri ricordi. 

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Figura 2 - immagine area del radiotelescopio di Arecibo, nell'isola di Portorico

Con dicembre entriamo nell’inverno, inverno meteorologico che ha inizio il 1 dicembre, mentre per l’inverno astronomico dovremo aspettare il 21 dicembre, quando il Sole si trova nel punto più basso al passaggio nel meridiano. Il 21 dicembre segna quindi il Soltizio d’Inverno, che con 8h 56m 09sec è il giorno con la minore durata di luce dell’anno. 

Volgendo lo sguardo verso Ovest, nella prime ora della sera del mese sono ancora visibili le propaggini delle costellazioni estive del Cigno, la Lira e l’Aquila. A mezzanotte, invece, troviamo ad Ovest le costellazioni autunnali come il grande quadrilatero del Pegaso, mitologico cavallo alato, Andromeda, principessa di Etiopia e figlia della regina Cassiopea, costellazione dall’inconfondibile forma a W rovesciata e del re Cefeo, dalla buffa forma a forma di casetta storta. 

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Lo spettacolo del cielo invernale di dicembre si mostra verso sud, dove ormai le imponenti costellazioni invernali si stagliano e dominano la scena con le loro brillanti stelle. 

Guardando verso Sud, dall’alto verso il basso, riconosciamo la costellazione dell’Auriga, grande costellazione dalla forma esagonale contraddistinta da una stella molto brillante, Capella, che ad occhio nudo appare come una stella singola ma in realtà è un sistema multiplo composto da 4 stelle raggruppate in 2 stelle binarie. A Sud-Est dell’Auriga, scorgiamo 2 stelle anch’esse molto luminose: Polluce e Castore, rispettivamente beta ed alpha della costellazione dei Gemelli. A Sud-Ovest sempre dell’Auriga si staglia il Toro, costellazione molto ampia caratterizzata dalla gigante arancione molto luminosa Aldebaran e dall’ammasso aperto delle Pleiadi, le 7 sorelle secondo la mitologia dell’antica Grecia.

Scendendo verso sud ecco stagliarsi in cielo la costellazione regina dell’inverno, nonché una delle più grandi e belle costellazioni dell’intero cielo: Orione. Cacciatore mitologico, è facilmente riconoscibile grazie all’ampio quadrilatero e alla cintura (3 stelle allineate al centro) a cui dedichiamo il prossimo paragrafo.

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Infine diamo uno sguardo verso Est dove già a metà mese iniziano ad essere visibile la costellazione del Leone che con la sua brillante stella Regulus preannuncia le costellazioni primaverili. 

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La Luna piena di dicembre cade a fine mese, esattamente il 30 dicembre, questo consentirà di poter osservare lo spettacolo delle Geminidi al meglio, con un cielo buio, senza disturbo.  

Lo sciame meteorico delle Geminidi è uno tra i più attivi dopo quello delle Perseidi, le famose stelle cadenti di San Lorenzo. Si manifesta dal 7 al 17 dicembre e quest’anno la notte tra il 13 e 14 dicembre è quella più propizia per gli avvistamenti, quando lo sciame può raggiungere un picco di 140-150 stelle cadenti l’ora. Mentre tutti gli altri sciami meteorici sono dovuti al passaggio della Terra nella scia dei residui di una cometa, le Geminidi sono un’eccezione in quanto generati da un asteroide di nome Phaethon, probabilmente il residuo di una cometa estinta. Come detto quest’anno le Geminidi coincidono con la Luna nuova e quindi possono essere godute nelle migliori condizioni già dalla prima serata.

Continua in dicembre l’ottimo periodo per osservare i principali pianeti del sistema solare. Giove e Saturno sono ancora ben visibili nella prima parte della notte ma ormai bassi Sud-Ovest, Marte è luminoso alto in cielo nella prima parte della notte per poi abbassarsi verso sud-ovest ed infine Venere molto luminoso domina il cielo della mattina. 

Proprio a ridosso di Natale, Il 21 dicembre, solstizio d’Inverno, potremo assisteste ad un evento affascinante e piuttosto raro, la grande congiunzione di Giove e Saturno. Alle ore 17.30 del 21 dicembre, Giove e Saturno si troveranno alla distanza apparente di soli 6’ ed appariranno ai nostri occhi come un unico luminoso oggetto celeste. Congiunzioni strette di Giove e Saturno come questa avvengono ogni 240 anni e sarà l’unica volta che potremo osservarla nella nostra vita dato che la prossima avverrà nel futuristico 2417. Non possiamo quindi perdere questa occasione per osservare ad occhio nudo o con un binocolo lo spettacolo della grande congiunzione di Giove e Saturno.

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E con la grande congiunzione di Giove e Saturno, chiudiamo il cielo di dicembre, augurando un buon Natale e un propizio 2021.

La costellazione di Orione

Orione, il Cacciatore (in latino Orion) è un'importante costellazione protagonista del cielo invernale nel nostro emisfero, famosa soprattutto per le sue stelle brillanti. 

 La costellazione di Orione è una delle più semplici da riconoscere e da osservare Schermata 2020-12-04 alle 12.57.21anche dal centro città e contiene un gran numero di stelle luminose. La sua forma ricorda quella di una clessidra e la sua caratteristica più rilevante è l'allineamento di tre stelle di quasi pari luminosità poste al centro della figura, la famosa Cintura di Orione. La parte nordorientale di Orione mostra un arco di stelle di terza e quarta magnitudine, che secondo la tradizione costituisce l’asterismo dello Scudo di Orione.

Principali stelle:

  • Rigel (β Orionis) è la stella più luminosa della costellazione (magnitudine 0,2). Il suo nome deriva da un'espressione araba e significa "il piede sinistro di Colui che è Centrale". Situata nel vertice sinistro in basso, è una supergigante blu estremamente calda e luminosa
  • Betelgeuse (α Orionis), di magnitudine 0,5, è una supergigante rossa di notevoli dimensioni. Posizionata al vertice destro in alto, se fosse messa al posto del Sole, i suoi strati più esterni ingloberebbero l'orbita del pianeta Giove. 

La costellazione di Orione cela anche uno degli oggetti più belli ed affascinanti del cielo: la Nebulosa di Orione (M42). Situata al centro della Spada di Orione la Nebulosa di Orione è una delle nebulose a diffusione più brillanti del cielo. Dista circa 1.200 anni luce dalla Terra e si estende per circa 24 anni luce. Ad occhio nudo e con piccoli binocoli ha un aspetto di un piccolo batuffolo; con strumenti più potenti è possibile individuare, al suo interno, un gruppo di stelline azzurre, quattro delle quali sono disposte a formare un trapezio. E’ formata da un enorme ammasso di polveri cosmiche, idrogeno, ossigeno che sottoposti a pressioni enormi si addensano, raggiungono temperature estreme, formando nuove stelle. Guardare la Nebulosa di Orione significa guardare un posto dell’universo dove nascono nuovo nuove stelle … non è affasciante???

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I pianeti

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marte-3

giove-3

saturno-3

Le fasi lunari

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ASSOCIAZIONE AREZZO ASTROFILI

Per informazioni, domande, o solo curiosità, vi invito a contattare il Gruppo Astrofili di Arezzo 

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