Un ottimo periodo per osservare affascinanti galassie: il cielo del mese di marzo

L'approfondimento è a cura del nuovo gruppo Astrofili di Arezzo

Cielo notte del 15 marzo da Arezzo

Marzo è il mese dell’entrata nella primavera. Il 1 marzo ha inizio la primavera meteorologica, mentre il 20 marzo alle 3:50am, con l’equinozio, inizia la primavera astronomica. Il nome equinozio deriva da una locuzione latina che significa “notte uguale per durata al dì”. Il sole sorgerà e tramonterà quasi perfettamente ad est e ad ovest e la durata della notte sarà quasi uguale alla durata della luce quasi perché in realtà, alla nostra latitudine, “equilux”, ossia la parità tra buio e luce, avverrà il 17 marzo.
Con marzo le brillanti costellazioni che hanno dominato il cielo invernale sono sempre più basse verso ovest, lasciando il posto alle costellazioni meno appariscenti primaverili. In primavera, la porzione del cielo visibile nel nostro emisfero è quella che sta fuori dal piano della Via Lattea, dove le stelle sono più rare. Se le stelle sono meno lucenti, le costellazioni primaverili sono ricche di oggetti che si trovano fuori della Via Lattea e quindi un ottimo periodo per osservare affascinanti galassie con l’aiuto di telescopi o binocoli.

A metà mese, le imponenti costellazioni di Orione e Toro sono basse verso Ovest, accompagnate dalla brillante Sirio, ultima propaggine della costellazione del Cane Maggiore. Più in alto sono ancora visibili le brillanti stelle Castore e Polluce, rispettivamente alpha e beta della costellazione dei Gemelli, affiancata a nord dall’esagono della costellazione dell’Auriga e dalla costellazione del Cane Minore facilmente riconoscibile grazie alla brillante stella Procione.

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Volgendo lo sguardo verso est, troviamo alta in cielo la costellazione del Leone, con il suo profilocaratterizzato dalla bella Regolo, a preannunciare la nuova stagione e la famosa costellazione dell’Orsa Maggiore.
Sotto il Leone, nel piano dell’eclittica, la brillante Spica ci guida verso la costellazione della Vergine alla cui sinistra è facilmente riconoscibile la bella Arturo, seconda stella più luminosa visibile alle nostre latitudini, dopo Sirio. Arturo è una gigante rossa, 113 volte più luminosa del Sole, stella alpha della costellazione del Boote o bifolco/vaccaro (il nome deriva da una parola greca che significa rumoroso). Andando verso nord est, fanno la comparsa l’imponente costellazione di Ercole, caratterizzata dal grande quadrilatero centrale e la piccola costellazione della Lira, facilmente riconoscibile grazie alla brillante ed affascinante Vega.

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Il 9 marzo alle ore 18.48 avremo la terza Luna piena del 2020, proprio quando la Luna sarà a circa 357.000 km dalla Terra e prossima al perigeo (minima distanza dalla Terra) del giorno successivo. Potremo quindi ammirare una Luna molto grande o, con un termine poco scientifico, una quasi “SuperLuna”. Durante marzo continua l’ottima visibilità di Venere che domina incontrastata il cielo a sud ovest dopo il tramonto. La mattina invece vede Giove, Marte e Saturno dare vita ad una serie di suggestive congiunzioni mattutine nel cielo a sud-est visibili fino all’alba, alcune rese ancora più belle dalla presenza della Luna. Continua in marzo il percorso della cometa C/2017 PanSTARRS nel nostro cielo. Al momento in cui scriviamo, la cometa è alla nona magnitudine e sta aumentando brillantezza. Nei giorni di marzo, la cometa sarà ospitata dalla costellazione di Cassiopea per poi dirigersi verso la Giraffa. Ricordiamo che la cometa C/2017 PanSTARRS è circumpolare e quindi osservabile sin da poco dopo il tramonto con piccoli telescopi o binocoli.
 

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Ricordiamo infine che nella notte tra il 28 ed il 29 marzo tornerà l’ora legale estiva.

LUNGA VITA A BETELGEUSE

Nel mese di gennaio avevamo parlato della repentina ed importante perdita di luminosità di Betelgeuse, per i più “romantici” preludio, o meglio, speranza, della prossima evoluzione della stella nella spettacolare esplosione a supernova, visibile nel nostro cielo come una luce più luminosa di quella della Luna.

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Vediamo quali sono le affascinanti evoluzioni di questa tragedia cosmica. 

Betelgeuse è una super gigante rossa massiccia, circa 1000 volte la dimensione del sole, tra le più grandi conosciute. La vita di stelle così grandi è “relativamente” breve. Per Betelgeuse si parla di 10 milioni di anni contro i 9/10 miliardi del nostro Sole. Betelgeuse ormai è prossima alla fine della propria vita, che, in seguito alle dimensioni, la porterà ad esplodere in una supernova … evento che potrebbe accadere in qualsiasi momento da qui a 100.000 anni. La perdita di luminosità aveva, quindi, fatto sognare che tale fine
fosse imminente e quindi visibile nella nostra vita. 

Essendo nella fase finale della propria vita, Betelgeuse è instabile e perciò in continua espansione/contrazione con un ciclo di circa 430 giorni. Il repentino calo di luminosità aveva fatto pensare ad un contrazione molto più profonda, tanto che andando ad osservare la stella con il Very Large Telescope era apparsa una macchia nera ad oscurarne la luminosità.

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Con la delusione di tutti coloro che speravano in una imminente supernova, dal 15/20 febbraio il trend ha iniziato ad invertirsi e Betelgeuse sta tornando a brillare.

Cosa sta succedendo, quindi?
Molto probabilmente la perdita di luminosità era dovuta al minimo nel classico ciclo di contrazione/espansione della stella. Perché sia stato particolarmente accentuato non è ancora chiaro. L’ipotesi più probabile è proprio la macchia della foto, che potrebbe essere dovuta ad un’insolita emissione di materiale che avrebbe in parte oscurato la stella o ad un periodo di inusuale inattività.
A quanto sembra Betelgeuse sta bene e nel consueto, lento percorso verso la sua fine. La speranza di vedere l’esplosione durante la nostra vista rimane, ma le probabilità sono molto molto remote. Quindi non ci resta che continuare a godere della bellissima luce arancione, proprio lì nella spalla destra del guerriero Orione ed auguragli lunga vita ….. o forse breve.

PIANETI

Marzo vede molti pianeti protagonisti. Mentre Venere domina il quadrante occidentale al tramonto, nel cielo mattutino Marte, Giove e Saturno danno vita ad un bellissimo trenino, abbellito da alcune suggestive congiunzioni con la Luna.

MERCURIO

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Dopo la congiunzione con il Sole avvenuta verso la fine di febbraio, Mercurio ricompare al mattino presto prima del sorgere del Sole.
Non sarà però un periodo particolarmente favorevole per osservarlo. Il pianeta rimane basso sull’orizzonte orientale e si troverà sempre tra le luci dell’alba, difficile da individuare. Il massimo intervallo di osservabilità si verifica il 15 marzo, quando
Mercurio sorge un’ora prima del Sole. La massima elongazione mattutina viene invece raggiunta il giorno 24, con una distanza angolare di 27° 47’ dal Sole.

VENERE

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Le condizioni di visibilità serale del pianeta continuano a migliorare anche per tutto il mese di marzo. Alla fine del mese Venere
tramonterà oltre 4 ore dopo il Sole. Il pianeta più luminoso continua quindi a risplendere incontrastato nel cielo della sera. Nei primi
giorni del mese Venere si trova ancora nella costellazione dei Pesci; dal 4 marzo inizia il suo percorso nell’Ariete che viene attraversato per intero. Dal 30 marzo Venere si trova nella costellazione del Toro.

MARTE

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Il pianeta rosso è ancora visibile al mattino presto, prima del sorgere del Sole, sull’orizzonte a Sud-Est, dove è protagonista di una serie spettacolare di congiunzioni con i pianeti Giove e Saturno e con la Luna. Marte completa l’attraversamento della costellazione del Sagittario e dal 31 marzo lo si può osservare nel Capricorno.

GIOVE

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E’ il più luminoso dei tre pianeti protagonisti del cielo del mattino. Lo possiamo ammirare tra le prime luci dell’alba sull’orizzonte a Sud- Est. Le condizioni di osservabilità sono praticamente identiche a quelle di Marte, con cui nel corso del mese si troverà in
congiunzione. Giove rimane per tutto il mese di marzo nella costellazione del Sagittario.

SATURNO

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Saturno chiude il corteo dei pianeti del mattino, preceduto da Giove e da Marte, da cui viene raggiunto proprio alla fine del mese,
chiudendo la serie di suggestive congiunzioni mattutine nel cielo sud-orientale visibili all’inizio dell’alba. Saturno si sposta lentamente
tra le stelle, non accade quindi di frequente il passaggio da una costellazione all’altra, evento che accade il 21 marzo, all’inizio della Primavera, quando il pianeta lascia il Sagittario, costellazione che lo ospitava dal mese di febbraio del 2017. Per i prossimi due anni circa troveremo Saturno nella costellazione del Capricorno.

ASSOCIAZIONE AREZZO ASTROFILI

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