Tariffa rifiuti e sacchetti porta a porta, Chiassai: "Ecco come conteniamo i costi"

Si accende il dibattito all'interno del consiglio comunale di Montevarchi. E' su sollecitazione della consigliera di minoranza Elisa Bertini che il sindaco Silvia Chiassai entra nel merito della questione riguardante la tariffa per lo smaltimento...

silvia chiassai 2016

Si accende il dibattito all'interno del consiglio comunale di Montevarchi. E' su sollecitazione della consigliera di minoranza Elisa Bertini che il sindaco Silvia Chiassai entra nel merito della questione riguardante la tariffa per lo smaltimento rifiuti e il costo sostenuto per l'acquisto dei sacchetti per il porta a porta.

“Sono dispiaciuta che la consigliera Bertini non abbia ascoltato, dato che è andata via prima della fine della seduta, la mia riposta in consiglio comunale sulla richiesta di abbassamento della Tari dopo che l’amministrazione comunale aveva interrotto la fornitura dei sacchetti del porta a porta in alcune zone di Montevarchi – dichiara il sindaco Chiassai- Avrebbe saputo che si trattava di un costo di 30mila euro che il Comune pagava in più senza incidere sulla tariffa. Anzi la mancata distribuzione di questo servizio extra, e ricordo attivato solo parzialmente, non andrà più a gravare sulla voce “acquisto di beni del servizio rifiuti”.

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"Pertanto è vero il contrario: avremmo dovuto aumentare la Tari, proprio in caso di acquisto dei sacchetti. Mi stupisce che l’ex vice sindaco, nonché ex assessore al Bilancio, non lo sappia - prosegue il primo cittadino - I costi del servizio sono in costante aumento, soprattutto per il conferimento dei rifiuti, e per non aumentare le tariffe stiamo imputando i costi del nostro personale ad altre voci che dovrebbero invece essere già conteggiati nel servizio stesso. Probabilmente è poco informata perché, dati alla mano, non hanno precedentemente controllato la qualità del servizio che Sei Toscana svolge nel nostro comune pagato dai cittadini, compreso il controllo sul piano di spazzamento. Mi sono trovata, una volta diventata sindaco, a richiedere ai dipendenti un lavoro complesso e certosino per individuare come e quando venga attuato il servizio di spazzamento sulle nostre strade e piazze. Abbiamo scoperto che per risparmiare sono state tolte arbitrariamente le aree verdi dalla pulizia, compresa piazza della Repubblica, cosi come, circa un anno e mezzo fa, è stata ridotta la pulizia in certe aree di Montevarchi, passando da tutti i giorni a una volta alla settimana, per includere le nuove zone a Nord della città, senza aumentare le tariffe. Non c’è stata variazione della Tari, ma la città è più sporca. Se l’ex vice sindaco porta in consiglio queste richieste, non mi stupisco di avere trovato anche un buco di oltre 500mila euro sulla riscossione per i pagamenti dei servizi scolastici. A breve, sarà pronta on- line la mappatura con le frequenze dello spazzamento, in modo da chiedere ai cittadini anche un supporto nel vigilare sull’efficacia di un servizio pagato profumatamente. Continuo a denunciare che è stato messo in piedi un sistema fallimentare e costoso di gestione dei servizi su area vasta per rifiuti, acqua, ora anche per la sanità, allontanando il potere decisionale e di controllo dei sindaci con conseguenze molto negative sui cittadini. Il mio impegno sarà di ritornare a una gestione dei rifiuti controllata direttamente dai Comuni su di un’area racchiusa entro i vecchi confini provinciali. Stiamo lavorando anche a un nuovo piano di spazzamento per migliorare la pulizia della città e stiamo cercando, in accordo con AOR, di arrivare a una nuova organizzazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti che sia più equo: non con un porta a porta attivo solo al Pestello e nelle frazioni, dal costo vertiginoso di 400mila euro, ma che sia premiante per tutti i cittadini. L’obiettivo è di arrivare alla determinazione di una tariffa puntuale dove il cittadino più differenzia, più rispetta l’ambiente, e meno paga.

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