Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Fdi su processo Coingas: "Mancano i presupposti alla base delle accuse della procura". E sul Pd: "Garantismo unilaterale"

Fratelli d'Italia di Arezzo commenta il rinvio a giudizio del sindaco Ghinelli, dell'assessore Merelli e del presidente di Estra Macrì e si scaglia contro il Partito Democratico

Francesco Lucacci segretario provinciale di Fratelli d'Italia, foto archivio Arezzo Notizie

"Il garantismo della sinistra solo unilaterale perché non chiede le dimissioni dei propri indagati e/o imputati e non critica una magistratura a due velocità?" Questo il commento di Fratelli d'Italia Arezzo in risposta alle dichiarazioni dell'opposizione in seguito al processo Coingas-Estra-Multiservizi che avrà inizio il 2 novembre e che vede sul bando degli imputati il sindaco Ghinelli, l'assessore Merelli e il presidente di Estra Macrì. Il partito della Meloni aretino non condivide la conclusione del rinvio a giudizio al termine dell'udienza preliminare:

"Fratelli d'Italia Arezzo prende atto di una decisione della magistratura che accetta, ma non condivide: mancano i presupposti alla base delle accuse della procura al sindaco, all'assessore Merelli e al presidente di Estra. Sarà dunque la sede del giudizio ordinario quella in cui verrà accertato l'esatto svolgersi degli eventi, la sussistenza delle accuse e le eventuali responsabilità personali degli imputati nella questione Coingas."

Poi l'attacco al Pd: "In tutta questa situazione irrompe l'ipocrita e assurda richiesta del Pd aretino, un Pd che o vive in un altro mondo oppure è talmente scisso e slegato dal Pd Ferentino e Toscano, da risultare imbarazzante e ridicolo. I dirigenti del Pd aretino devono far pace con il loro cervello: se vogliono essere giustizialisti e chiedere le dimissioni del sindaco ancor prima del risultato finale di un processo, lo devono essere anche per i loro colleghi di partito, come il presidente Giani e, soprattutto, dovrebbero andare a protestare con una procura fiorentina che ci ha messo ben 5 anni a rinviare a giudizio l'ex presidente della regione Toscana Rossi per un falso relativo alle spese elettorali, commesso nel 2015. Questi luminari della politica locale non si indignano per la lentezza con cui la procura fiorentina ha deciso di rinviare l'ex presidente della regione Rossi a giudizio: per questo caso, magari, dicono che la procura ha fatto gli opportuni approfondimenti.
Siamo sempre alle solite, i sinistri sono garantisti con i propri colleghi di partito, ma forcaioli con gli avversari, di fatto sono oggettivamente ridicoli. Ancor più in un caso del genere in cui le fattispecie contestate al sindaco, all'assessore Merelli, al presidente di Estra appaiono insussistenti ed infondate e dopo che il Pd a fianco dei sindaci ieri ha protestato contro l'eccessiva disinvoltura con cui le leggi vengono applicate e i sindaci posti sotto processo.
Questo è il motivo perché il Pd perde consensi e credibilità nella nostra città e nella nostra nazione: l'incoerenza e l'incapacità di mantenere una linea su ogni tema, anche ed in particolare, quello giudiziario.
Il sindaco Ghinelli non deve dimettersi, ma presentarsi a testa alta davanti alla magistratura. La sinistra che non riesce a vincere nelle urne, ma spera sempre in inchieste giudiziarie, spesso infondate ed insussistenti, per tornare al governo, si rassegni ad attendere la sentenza definitiva."

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