Pd Sansepolcro: "Primarie? C'è stata volontà di confronto". La replica a Democratici per Cambiare

Il gruppo dei Democratici per Cambiare, proprio alla vigilia della presentazione della ricandidatura a sindaco di Daniela Frullani, forse in cerca di giustificazioni, è ritornato sui motivi della mancata alleanza con il Partito Democratico...

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Il gruppo dei Democratici per Cambiare, proprio alla vigilia della presentazione della ricandidatura a sindaco di Daniela Frullani, forse in cerca di giustificazioni, è ritornato sui motivi della mancata alleanza con il Partito Democratico agitando l'alibi del mancato svolgimento delle primarie. In risposta proponiamo alcune brevi notazioni.

A Montevarchi il Pd locale è giustamente ricorso alle primarie in quanto non concorde sulla valutazione dell'operato del sindaco uscente. A Sansepolcro è andata ben diversamente: il nostro giudizio sul mandato amministrativo di Daniela Frullani e della maggioranza che l’ha sostenuta è stato unanimemente positivo e per questo le abbiamo chiesto con convinzione di proseguire la propria esperienza con noi.

E questo già basterebbe perché sì, in effetti la direttiva del Pd nazionale era di non fare le primarie laddove vi fosse stato, da parte del Partito, un giudizio positivo condiviso su un sindaco uscente.

Nonostante ciò noi, e prima tra tutti proprio il sindaco, abbiamo provato, investendo tanto tempo ed energia, a trovare un accordo politico con i DpC sulla base di un progetto condiviso che avesse per obiettivo il bene della nostra città guidata da un centro-sinistra unito. Perché questo percorso si è interrotto? Perché è prevalsa una pregiudiziale ostilità nei confronti del nostro sindaco e degli alleati che l'avevano sostenuta. Perché la richiesta di avere il tavolo sgombro da nomi era valida solo a senso unico. Perché alla nostra richiesta di porre il ragionamento in positivo, ossia sul cosa vogliamo per la città, seduti a un tavolo con tutte le forze politiche che potevano aderire a un'alleanza, la risposta è stata che prima si voleva un accordo col Pd sulle figure (tra l’altro osteggiando proprio quelle che cinque anni fa sconfissero la loro coalizione). E, insomma, non si fa così! In politica con il rancore si può certo dar vita a coalizioni confuse ma non a programmi credibili per la città.

Chi è quindi che si è tirato indietro rispetto al dialogo, un dialogo costruttivo e politico?

Da ultimo, ricordiamo che le primarie non sono una prerogativa del solo Pd ma uno strumento a disposizione di tutte le forze politiche: non ci risulta che i DpC vi siano mai ricorsi per selezionare i candidati sindaci che hanno appoggiato. Forse un po' di coerenza non guasterebbe.

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