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Dimissioni di Bracciali da segretario Pd: "Non le ritirerò, serve forte riflessione per le elezioni di Arezzo"

Il segretario dimissionario non chiude tutti gli spiragli, ma spiega che ha preso questa decisione per una forte componente personale e per responsabilizzare i dem di fronte alle sfide elettorali per il comune capoluogo

"Un atto dovuto per responsabilizzare tutti, ma senza venature polemiche". Così Matteo Bracciali spiega perché nei giorni del Natale ha deciso di scrivere una lettera al Partito Democratico di Arezzo mettendo sul piatto le sue dimissioni da segretario comunale.

La missiva depositata nella sede di piazza Sant'Agostino è datata 30 dicembre e nei giorni successivi ci sono state reazioni: “Ho ricevuto grande comprensione e da parte di tutto il partito c'è stata la presa in carico delle dimissioni e della necessità di nuove programmazioni delle attività e l'assemblea è solo la prima tappa."

L'ordine dei lavori dei membri dell'organo comunale, che si riunirà proprio giovedì prossimo 11 gennaio, prevede proprio l'ascolto di Bracciali dimissionario, "nella lettera non ho messo le argomentazioni che mi hanno portato a questa decisione" ha confermato lui stesso, gli interventi dei presenti e alla fine una sintesi che dovrà indicare se le dimissioni saranno accettate o meno e come, eventualmente, il partito procederà per convincerlo a restare operativo.

"In questa decisione c'è sicuramente la volontà di rimettere il mandato per rispetto di tutte le persone che si impegnano nel Pd. Da quando sono stato eletto segretario comunale sono cambiati i vertici nazionali, regionali e provinciali. Per me quindi un atto dovuto che ci aiuta a guardare avanti, a ricalibrare gli obiettivi e le sfide future."

Un percorso, quello lanciato da Bracciali, che ha anche una importante fetta di riflessione personale: "Lavoro fuori sede, ho un figlio e quindi le dimissioni hanno anche una dimensione personale notevole. Poi vedremo cosa esprime l'assemblea, perché nel Pd i luoghi dove si prendono le decisioni sono cose serie, si apre sicuramente una fase di ragionamento e alla fine arriverà una decisione."

I lavori dovranno avere come obiettivo quello di preparare al meglio il ruolo del Pd di Arezzo per la sfida delle amministrative del capoluogo che potrebbe slittare al 2026 anziché tenersi nel 2025. E per questo ci sono dei punti chiave da chiarire: le alleanze, le candidature, la scelta della figura del nuovo possibile sindaco di centro sinistra da proporre alla città. Temi che Bracciali toccherà nel corso del suo intervento in assemblea: "Per me è fondamentale stabilire chi sono gli interlocutori, che tipo di opposizione si porta avanti in questi altri due anni (se è vero come sembra che il voto si terrà nel 2026), quali proposte per lo sviluppo della città, quali alleanza sociali stabilire e poi quel'è il profilo del candidato a sindaco. Io su questi aspetti ho qualcosa da dire, ho le mie idee che dirò prima di tutto davanti all'assemblea. E così si capirà chi vorrà assumersi questa responsabilità di avere un mandato chiaro da portare avanti in vista delle amministrative, che per un segretario comunale rappresentano l'impegno più importante."

Come può procedere l'assemblea? Di solito non basta mai un incontro per arrivare in fondo alla questione, quindi è probabile che dall'appuntamento di giovedì non arrivi nessuna decisione specifica. Il parlamentino Dem si potrà riconvocare per continuare il dibattito. Potrà rifiutare le dimissioni, oppure aprire una fase di ragionamento per un nuovo segretario chiedendo un nuovo congresso comunale agli organi superiori del Pd oppure votandone uno all'interno dell'attuale assemblea.

"Le mie dimissioni rimarranno nel piatto, non le ritirerò" dichiara Bracciali che vede difficile una prospettiva di continuità nella sua figura, ma non chiude del tutto la porta: "Nel caso in cui ci saranno le condizioni e l'unanimità per la mia prosecuzione ci rifletterò, anche se le questioni personali hanno e avranno un peso importante. Di certo l'impegno del segretario per i prossimi due anni, per come siamo organizzati ora, non è possibile per me, serve maggiore responsabilità di tutti, il segretario non lo può fare uno da solo."

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