Arezzo capitale della cultura. Ora Ghinelli: "Sterili attacchi del Pd contro il sindaco"

Sono i consiglieri comunali di maggioranza a sottolineare come "L’aver visto respinto il progetto da parte del Mibact ci lascia dispiaciuti ma potrà essere volano per l'affermazione di Arezzo dopo la pandemia"

“Si fa presto a parlare quando non si agisce in prima linea, chi fa sbaglia e chi non fa non sbaglia". È così che Ilaria Pugi, consigliere comunale di Ora Ghinelli 20 25, interviene sul dibattito apertosi in merito alla mancata candidatura di Arezzo capitale della cultura.

“La candidatura - prosegue la consigliera - è stata presentata nel momento più giusto, con i numeri alla mano ottenuti grazie alla grande campagna di comunicazione e allo sforzo dell'amministrazione comunale per far emergere Arezzo e farla conoscere. Siamo stanchi di tutte le solite polemiche sterili dirette  ad attaccare l'operato del sindaco e che non giovano assolutamente al bene della comunità ma sono volte solo a destabilizzare l'opinione pubblica di chi ha lavorato bene con onestà intellettuale. L’aver visto respinto il nostro progetto da parte del Mibact ci lascia dispiaciuti ma dall’altra, per noi che lo conosciamo, ci fa presagire che potrà essere comunque volano per una ulteriore affermazione culturale di Arezzo dopo la pandemia". Il riferimento è alle prese di posizione esternate dal Partito Democratico che, in un intervento pubblico, ha sostenuto come la candidatura sia arrivata tardiva.

"La verità - aggiunge il consigliere Simon Pietro Palazzo, anche lui appartenente a Ora Ghinelli 20 25 - è che pur rispettando il risultato, non si può valutare  più “culturale" un progetto sociale come quello di Volterra che quello storico artistico e di caratura internazionale come quello di Arezzo, ma poi mi ricordo che il ministro della cultura è Dario Franceschini, quello che ci ha tolto l’ufficio della SovraIntendenza. A questo punto noi non tiferemo per quel comune o per l’altro, non siamo faziosi, ma da Volterra a Bolgheri, la strada è breve e ci ricordiamo bene le parole del suo illustre Carducci "alla gloria d’Italia basterebbe Arezzo" ma, non ditelo al Pd".

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