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Decreto ristori, ecco come funziona

Una delle principali misure introdotte consiste nell’erogazione alle imprese contributi a fondo perduto che varieranno dal 100 al 400 per cento

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il cosiddetto “decreto ristori” con il quale l’esecutivo ha introdotto ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Una delle principali misure introdotte consiste nell’erogazione alle imprese contributi a fondo perduto che varieranno dal 100 al 400 per cento di quanto previsto in precedenza a seconda del settore di appartenenza, con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per il “decreto rilancio”.

A beneficiare degli indennizzi, con un ristoro pari al 10 per cento del calo degli introiti, anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro. Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza. Importante anche la proroga al 10 dicembre del termine per presentare il modello 770/2020 più volte chiesta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, che consente ai datori di lavoro di avere 40 giorni in più per effettuare i ravvedimenti Irpef per sanare gli eventuali omessi versamenti del 2019. Prorogata poi di ulteriori 6 settimane la cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legata all’emergenza, da usufruire tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di CIG e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività. La cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni. In base alla perdita del fatturato, inoltre, viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 gennaio 2021. Fra le altre misure, estensione del credito d’imposta sugli affitti, cancellazione della seconda rata IMU, interventi specifici per i lavoratori dello spettacolo, del turismo e dello sport, le imprese del turismo, degli eventi e della giustizia, le filiere dell’agricoltura e della pesca, la proroga del reddito di emergenza, lo stanziamento dei fondi necessari per la somministrazione di 2 milioni di tamponi rapidi presso i medici di famiglia. Tutte le info dai Consulenti del lavoro.

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