Scuola, protesta a Roma con partenza da 30 città italiane. C'è anche Arezzo

Genitori, insegnanti e studenti e studentesse, insieme ad associazioni, sindacati, organizzazioni del mondo dell'istruzione e dell'educazione, si legge in una nota del comitato 'Priorità alla Scuola', sabato 26 settembre saranno in piazza a Roma

Da 30 città italiane partiranno i pullman per protestare contro la Didattica a Distanza come strumento scolastico ordinario, contro la modalità "blended" nelle scuole di secondo grado, contro la riduzione delle ore didattiche da 60 a 50 minuti. Tra queste c'è anche Arezzo.

Genitori, insegnanti e studenti e studentesse, insieme ad associazioni, sindacati, organizzazioni del mondo dell'istruzione e dell'educazione, si legge in una nota del comitato 'Priorità alla Scuola', sabato 26 settembre saranno in piazza a Roma per denunciare il "disastro annunciato" di quanto sta avvenendo nella scuola italiana: carenza di docenti, spazi e personale Ata e tanta confusione sulle regole sanitarie e sul distanziamento sociale. "Senza scuola non ci sono diritti" è lo slogan principale della manifestazione nazionale - riporta l'Adnkronos - indetta dal Comitato Priorità alla Scuola lo scorso 25 luglio, e che si terrà alle 15 in piazza del Popolo. Giungeranno a Roma le delegazioni di cittadini e cittadine aderenti ai Comitati locali di Priorità alla Scuola, provenienti da 30 città italiane: Arezzo, Bologna, Catania, Chieti, Faenza, Firenze, Genova, Imola, Livorno, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Pisa, Pistoia, Pontedera, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Salerno, Siracusa, Terni, Torino, Verona, Vicenza. Il Comitato chiede che il diritto allo studio sia garantito a tutti, bambini e ragazzi in ugual misura: dall'asilo all'università. Purtroppo, durante la pandemia, come ampiamente verificato, la didattica a distanza ha penalizzato migliaia di bambini e ragazzi, aumentando le disuguaglianze sociali, economiche e culturali. Nonostante l'indiscutibile fallimento della didattica a distanza, nei primi giorni di scuola, come si temeva, è stata introdotta ancora in modo massiccio.

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Il Comitato Priorità alla Scuola denuncia: il numero di personale docente, inferiore a quello promesso, con un aumento sostanziale della precarizzazione degli insegnanti e del numero dei supplenti (non ancora nominati); il personale Ata e collaboratori scolastici altamente sottodimensionati; l'enorme carenza di ambienti e spazi, che in molti casi, soprattutto nelle scuole secondarie di II grado, devono ancora essere trovati; le nuove procedure per gli incarichi di supplenza elaborate in ritardo, farraginose e piene di errori; l'assenza della prevenzione sanitaria attraverso tamponi veloci e infermerie scolastiche; la grave mancanza delle assegnazioni degli insegnanti di sostegno; nessun potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e nessuna garanzia di sicurezza, non solo interna alle scuole ma anche nel tragitto casa-scuola; l'assenza di procedure sufficienti a garantire la tutela necessaria di lavoratori con fragilità; le grande confusione in materia di misure di sicurezza, che in molti istituti si sono tradotte in procedure fai-da-te e arbitrarie, e in materia di rapporto tra scuole, Ats, pediatri e medici di base. Genitori, docenti, studenti e personale Ata non accettano questa enorme disorganizzazione scolastica e sono fermamente contrari alla Didattica a Distanza come strumento non emergenziale, alla modalità "blended" nelle scuole di secondo grado, alla riduzione delle ore didattiche da 60 a 50 minuti. Genitori, insegnanti e studenti chiedono una scuola che garantisca sicurezza, presenza e continuità.

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