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11 autori raccontano l'Arezzo che fu. Ecco il quarto (e ultimo) Zibaldone

È uscito il “Super Zibaldone Aretino”. Il volume ideato dalla Cartaria Aretina recupera luoghi, storie e personaggi persi nei meandri del tempo. Undici autori diversi per un libro sorprendente e variegato

Non c’è Natale ad Arezzo che si rispetti senza un libro pubblicato dalla Cartaria Aretina da mettere sotto l’albero. Quello del 2023 è un “super” libro, perché il fondatore Giorgio Feri ha curato l’uscita del “Super Zibaldone Aretino”, ultimo volume della quadrilogia.

I contributi di undici autori diversi – Alessandra Bedino, Marco Botti, Fausto CasiCristiana Ciarli, Fabio Fusi, Natale Luciano GabrielliGiorgio Feri, Guido Gianni, Marco Luberti, Roberto Parnetti e Claudio Santori – vanno ad arricchire le oltre 400 pagine del libro. Grazie all'impaginazione curata da Bruno Franchi, ciascun argomento è corredato da tante immagini, anche inedite.  

“Quando Giorgio Feri nel 2015 pubblicò il primo Zibaldone Aretino non immaginava certamente di dare inizio a una vera e propria saga di aretinità – scrive Claudio Santori nella prefazione. – Di fatto non solo riportò in vita un termine noto soltanto, per ovvi motivi, agli storici della letteratura, ma anche inventò di sana pianta una formula, tanto semplice quanto efficace: fissare sulla carta tutto un colorito caleidoscopio di quei racconti, di quegli aneddoti e di quei personaggi del ventre profondo di Arezzo, dei quali la storia non può occuparsi, e preservarne la memoria prima dell’inesorabile precipitare negli abissi del tempo”.

Il Super Zibaldone Aretino è dedicato da Feri alla moglie Rita Fusi scomparsa di recente. Secondo un copione ormai collaudato, anche questa volta il lettore scoprirà tanti contenuti imperdibili. Si potranno così trovare storie, personaggi illustri di ieri e oggi, figure della cultura popolare, luoghi caratteristici e altri scomparsi, musei, eventi, opere d’arte, fatti recenti ed episodi storici, leggende, tradizioni, sport, ricette, curiosità e ancora tanto altro. Non mancano le pagine dedicate alla Giostra del Saracino e alla squadra di calcio dell’Arezzo, che nel 2023 ha festeggiato i cento anni. Da segnalare un’intera sezione dedicata ai matematici aretini, a testimonianza del contributo che il territorio ha dato a questa scienza nei secoli.

"Come appare chiaro fin dal titolo, il volume è un vero e proprio tour de force – scrive ancora Santori. – Nessun cambiamento nello stile di questo quarto tomo, ma anche una virata nel contenuto perché, accanto agli aneddoti e al colore ridanciano e burlesco, fanno bella figura anche moltissime cose serie, seriose e serissime. Un sipario che si leva ancora una volta su quella che è ormai una rappresentazione teatrale dove recitano la loro parte attori di consumata bravura: una delle carte vincenti di Giorgio Feri è infatti quella di aver sempre cercato la collaborazione di giornalisti, storici e ricercatori professionali che uniscono colore a colore e interesse a interesse, offrendo agli anziani occasioni per struggenti ricordi e ai più giovani quadri di un piccolo mondo antico sui quali soffermarsi un poco a riflettere".

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