Vittime Heysel: dalla Toscana, il Gonfalone d’argento per non dimenticare

Il Gonfalone d’argento del Consiglio regionale della Toscana è stato consegnato questo pomeriggio a palazzo Panciatichi all’associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel. A conferire il massimo riconoscimento dell’Assemblea toscana ad...

heysel lorentini

Il Gonfalone d’argento del Consiglio regionale della Toscana è stato consegnato questo pomeriggio a palazzo Panciatichi all’associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel. A conferire il massimo riconoscimento dell’Assemblea toscana ad Andrea Lorentini è stata la vicepresidente Lucia De Robertis, con il presidente Eugenio Giani e il consigliere Antonio Mazzeo, che fa parte dell’Ufficio di presidenza. Accanto a loro, il difensore della Juventus e della Nazionale, Giorgio Chiellini, con il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. Andrea Lorentini è il presidente della rinata associazione, figlio di Roberto Lorentini, il medico aretino che all’Heysel perse la vita nel tentativo di salvare un bambino.

“Ricordare e dare un senso a questa tragedia, far riflettere i più giovani, che magari sanno poco”, questo l’impegno dell’associazione, ha spiegato Lorentini. “Vogliamo raccontare quella tragedia e le verità scomode che l’accompagnano. Sull’Heysel c’è stata poca memoria e spesso fuorviante. Il nostro impegno sarà anche per difendere questa memoria, spesso oltraggiata in maniera vergognosa negli stadi. Per questo, chiediamo al presidente Tavecchio, col quale già un mese fa abbiamo avviato un percorso, che la procura federale sia vigile: servono sanzioni esemplari”. E ha quindi ricordato l’amichevole con il Belgio che gli azzurri giocheranno venerdì a Bruxelles, “in quello stadio Re Baldovino che un tempo era l’Heysel”.

Lucia De Robertis, che ha lavorato in prima persona alla realizzazione di questa iniziativa, ha letto i messaggi di Paolo Rossi e Andrea Agnelli, ha portato il saluto di Sergio Brio, anch’egli in campo all’Heysel. “Io quel medico lo conoscevo – ha raccontato Lucia De Robertis riferendosi a Roberto Lorentini –, quella partita la guardai e vidi il sacrificio di quelle vittime di un calcio malato. Sosteniamo il tentativo dell’associazione di tenere alta la memoria di quella tragedia. Il mio sogno – ha concluso la vicepresidente del Consiglio regionale – è di non sentire mai più riecheggiare certi cori negli stadi”. Il riconoscimento vuole proprio essere un richiamo a non dimenticare quell’assurda tragedia di trent’anni fa e uno sprone all’opera della rinata associazione nella diffusione di una cultura della non violenza nello sport e intorno allo sport.

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Il presidente Giani ha ringraziato Tavecchio, “un amico”, e Chiellini, “che ricordo ancora con simpatia nella sua esperienza giovanile in maglia viola”. Giani ha ricordato a sua volta Roberto Lorentini, “un eroe, ai miei occhi, come i tanti che nelle torri gemelle sacrificarono la propria vita per cercare di salvarne altre”, ha detto rivolto al figlio Andrea. E ha ricordato il “ruolo fondamentale dell’associazione nel processo che si svolse su questa tragedia, in cui “chi doveva garantire la sicurezza non la garantì”. “Voglio qui rappresentare e rendere pubblico – ha concluso Giani – il nostro essere vicini all’associazione e alle famiglie delle vittime”.

“Mi rendo conto della responsabilità che abbiamo ai nostri giorni noi calciatori”, ha detto Giorgio Chiellini, guardando Andrea Lorentini. “Purtroppo certe volte sbagliamo, ma credo che in questi anni ci siamo resi conto un po’ tutti dei messaggi che mandiamo. Tante volte una cresta fa molto di più di qualsiasi discorso dei genitori”. “Sono diventato da poco papà – ha proseguito – e cominci a pensare anche a certe cose. Spero che si continui a migliorare, sono contento di cosa si è fatto nel calcio negli ultimi anni sia a livello di sicurezza che di educazione”. Quindi ha fatto “i complimenti ad Andrea, un ragazzo come me, abbiamo la stessa età e siamo toscani. Le parole che esprime per parlare di ciò che ha vissuto ti rimangono dentro, si sente tanta passione e sono sicuro che il suo contributo servirà a dare una mano al calcio per crescere e affinché non si verifichino più in futuro certi tipi di tragedie”.

“Il calcio è gioia, gioco di squadra, comunicazioni di valori importanti, agonistici e culturali – ha dichiarato il presidente della Federcalcio Tavecchio –. Mi auguro che non si ripeta più una tragedia come quella dell’Heysel. Sono sicuro che insieme possiamo creare una coscienza di responsabilità. Puntiamo a stadi senza barriere, sapendo che la barriera più grande è quella mentale. Bisogna avere senso civico ed onestà – ha aggiunto Tavecchio –. Per questo la Figc è a disposizione per qualsiasi iniziativa che porti a far emergere i valori della correttezza sportiva come li rappresenta Chiellini, che è qui oggi con noi stasera. Questo riconoscimento – ha concluso – valga come ricordo di un qualcosa di drammatico. Il calcio non merita di essere legato ad episodi come queste grandi tragedie umane.”.

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