Federigo Bobini, "Sopracchiamato Gnicche". Una storia aretina ricostruita da Enzo Gradassi

I verbali delle forze dell'ordine, ma anche le testimonianze dei magistrati e poi la contaminazione della credenza popolare, fino ad arrivare alla creazione di quel mito del ladro gentiluomo che tutti chiamano ancora oggi Gnicche. Ma chi era...

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I verbali delle forze dell'ordine, ma anche le testimonianze dei magistrati e poi la contaminazione della credenza popolare, fino ad arrivare alla creazione di quel mito del ladro gentiluomo che tutti chiamano ancora oggi Gnicche.

Ma chi era davvero Federigo Bobini e quanto della storia tramandata sino ad oggi attraverso racconti in ottava rima è davvero corrispondente alla realtà dei fatti?

La risposta è contenuta nel libro "Sopracchiamato Gnicche" scritto da Enzo Gradassi e in uscita in tutte le librerie dall'8 dicembre.

Non un romanzo ma una vera e propria ricostruzione storica, basata su documenti e atti ufficiali, elaborata dall'autore che ha seguito passo dopo passo le vicende di questo uomo che nella sua vita si è reso protagonista di più di un misfatto diventando a pieno uno dei personaggi più noti del folklore e aretino.



Il libro contiene molte curiosità e documenti inediti ed affronta le ragioni dell’origine e della persistenza del mito di “Gnicche” nella tradizione popolare aretina, per restituirlo in una dimensione reale, a partire dal suo albero genealogico e dai suoi primissimi reati. Niente di ciò che di fantasioso è stato tramandato per quasi 150 anni e, dunque, niente di ciò che si può trovare in rete digitando il suo nome in un motore di ricerca.

L’epilogo della sua vita è raccontato in tutte le versioni che vennero fornite dopo la sua morte e di come vennero individuati e catturati i suoi occasionali compagni per porre fine ad una stagione di criminalità diffusa.


L’appuntamento per la presentazione del volume è al Circolo Artistico di Arezzo, Corso Italia 108, Giovedì 7 dicembre alle ore 17. Con l’autore interverranno Massimo Baioni dell’Università di Siena e Guido Albucci, direttore di Radio Italia 5.

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